Hanno bloccato i voyeur dell'assassinio

di Lamberto Assenti. C'è da discutere sulla decisione di un giudice di impedire la diretta web dell'esecuzione capitale di un omicida americano. Ok, è una cosa da voyeur, ma sarebbe servita a scandalizzare. In Italia i banner non bastano

Roma - A quanti sarebbe piaciuto vedere in diretta Web il prossimo 16 maggio l'esecuzione di Timothy McVeigh, condannato alla pena capitale perché autore dell'attentato di Oklahoma City? Probabilmente a nessuno, eppure in tanti avremmo pagato quei 2-3 dollari per accedere alla trasmissione, se ce ne fosse stata data l'opportunità.

Pur essendo cosa da voyeur dallo stomaco forte, quello sarebbe stato un evento senza precedenti e avrebbe contribuito a scuotere le coscienze di quella parte del mondo occidentale che si professa civilizzato, che vede nella pena di morte la soluzione di molti mali. Ed è forse per questo, anche senza forse, che il giudice distrettuale di Indianapolis, John Tinder, ha negato alla Entertainment Network il diritto di webtrasmettere l'ennesimo assassinio di stato.

Secondo Tinder, l'azienda non ha il diritto di farlo perché la "copertura" di un evento del genere non rientra nelle protezioni alla libertà di espressione e di informazione previste dal Primo Emendamento della Costituzione americana.
Si potrà obiettare che quelli di Entertainment Network sono degli sporcaccioni, perché diffondono a pagamento in tutto il mondo le immagini di ragazzi e ragazze seminudi segregati in improbabili appartamenti pieni di webcam a forma di spia. Si potrà anche affermare che di fronte ai monitor il 16 maggio ci sarebbero state frotte di pazzi a cui non interessa altro che partecipare morbosamente alla cessazione di una vita. Ma si ha ben poco da obiettare dinanzi allo scandalo che avrebbe suscitato una trasmissione del genere in una società, quella americana, che da qualche tempo dà segni, troppo pochi a dir la verità, di digerire sempre meno volentieri la pena di morte.

A noi che rimane da fare? Punto Informatico pubblica, naturalmente senza averne alcun reddito, i banner per la grande campagna contro la pena di morte sostenuta da Nexta.com, da Nessuno Tocchi Caino e dal grande Oliviero Toscani, ma sappiamo tutti in partenza che i banner da soli non bastano. Perché farlo allora? Perché piano piano le campagne che si sono succedute negli anni qualche effetto lo hanno avuto e non è un caso che gli USA, nel mondo occidentale, su questo fronte siano sempre più isolati. E quella campagna che si svolge anche sulla Rete ha un obiettivo ambizioso: una moratoria internazionale delle esecuzioni per il 2001.

Peccato per quella diretta web, l'avremmo commentata volentieri. E avrebbe aiutato una delle battaglie più nobili dell'umanità.

Lamberto Assenti
TAG: italia
9 Commenti alla Notizia Hanno bloccato i voyeur dell'assassinio
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  • Tutto questo e' molto bello e molto garantista.
    Anche molto umano. Sono contento che ci siano anche persone sensibili al mondo, contrarie alla pena di morte, e desiderose di difendere il diritto all'umanita' anche dell'ultimo escremento simil-umanoide.

    Riguardo il concetto di "rispetto", espresso qui da qualcuno, mi sento di dire che se questo qualcuno (o chiunque altro) ammazzasse mia Mamma, mia sorella, o il mio cane, io non solo non mi curerei del fatto che costui fosse o meno oggetto di rispetto, ma gli sparerei nelle palle lasciandolo poi crepare dissanguato. E se qualcuno lo guardasse in televisione applaudendo e fischiando la cosa mi lascerebbe indifferente.

    Ad ogni modo, anch'io sono contro la pena di morte. Ma solo contro la "pena di morte", non contro l'omicidio. Non a priori.

    Ciao

    non+autenticato
  • Ho appena letto sia la risposta di Lamberto che l'articolo di Isidoro.
    dopo la "deragliata" del mio commento di questa mattina, l'articolo di Isidoro, ha riportato il discorso sui binari.
    Innanzitutto, rileggendo il mio articolo, trovo doveroso chiedere scusa pubblicamente a Lamberto per il "tasso di acidità che supera le norme UE" delle mie parole: non avevo intenzione di scendere sul piano personale, e per quanto riguarda la citazione finale della canzone di De Andrè, l'unica giustificazione che sono in grado di portare è .....ragazzi...guardate a che ora è stato postato il mio commento: alle 10:24..di sabato mattina...è sufficente a spiegare che non avevo davvero niente di meglio da fare????:)

    detto questo, incasso la risposta di Lamberto (che mi ha certamente battuto in eleganza), e...palla al centro... ripasso all'offensiva:
    la "pena di morte" è una sovrastruttura sociale, un concetto universalmente recepito dalle società civili e che viene accettato o meno, da questo o quel sistema giuridico; ed è appunto composto da 2 concetti-base: il concetto di pena, e quello di morte. Il primo, la pena, ha un carattere fortemente sociologico,che presuppone un patto sociale stipulato da tante persone che accettano delle leggi, e conseguentemente stabiliscono delle sanzioni per coloro che violano il suddetto patto. Il secondo, la morte,sebbene abbia tantissime implicazioni religiose per un 'uomo sociale', ha un carattere tendenzialmente biologico: la morte è la "fine" dell'esistenza terrena che noi conosciamo, sia per gli uomini come per gli animali come per le piante. Questa mia lunga e noiosa introduzione, mi è servita per riporre sui due piatti di una ipotetica bilancia questi due aspetti che insieme caratterizzano la pena di morte. Quale dei due è più importante? Quale aspetto ha un maggiore peso rispetto all'altro...?
    Quando si vuole spettacolarizzare una esecuzione capitale, in quale ambito ci si sta muovendo? In quello della ingiustizia compiuta da una corte giuridica nei confronti di un presunto assassino, ovvero in quello di una tragedia personale, del calvario di un uomo che viene trascinato fino al patibolo?
    il punto, a mio avviso, non è quanto sia giusto che un vecchio giudice dell' OHIO proibisca la messa in onda di questa famigerata esecuzione, nè tutte le considerazioni che seguono: che dietro la maschera di un'america liberale si celino le trame di un potere conservatore e addirittura antidemocratico(ma questo lo sapevamo già?),o se i teen-agers americani abbiano o meno il diritto di rinsavirsi dalla FALSA real-life protagonista assoluta di tanta televisione, con un attimo di VERA real-dead! beh..su questo i luminari ed i professori ci possono scrivere trattati di sociologia, di psicologia e quantaltro; quello che il mio buon ( o cattivo) senso mi dice è che un condannato a morte, eletto eroe per un giorno (dimenticando che per lui sarà l'ultimo) al ritmo degli slogan usa-e-getta di quanti (manifestanti, giornalisti e talk show ed altri invadenti vari ) ne fanno un simbolo di plastica da riciclare nei loro articoli-show-manifestazioni , viene violentato nella sua dignità di essere vivente, di cittadino di questo o quel paese, e soprattutto di essere morente...visto che un uomo che sta per morire, sulla sedia elettrica o investito da un treno, colpevole o innocente, merita prima di tutto, un briciolo (se non di più) di rispetto: una web cam che ti fissa mentre esali l'ultimo respiro, centinaia di migliaia di persone che ti guardano seduti in pantofole dietro i loro monitor mentre una scarica di non-so-quante-migliaia di wolts ti trapassa da capo a piedi, e ancora centinaia di casalinghe inorridite che tra una visitina a www.trucchieparrucche.com e
    una e-mail al proprio amante hanno voglia di "scuotersi un attimino" non è esattamente ciò che cerco di immaginare quando penso al significato della parola "RISPETTO".
    ps...mi scuso per la prolissità del mio commento:)
    non+autenticato
  • ..credo che come essere umano, condannato da un sistema, vorrei che anche se solo in quanto morituro e solo di fronte ai carnefici e a tutti quelli che mi vogliono morto, mi sentirei meno a disagio se anche gli altri esseri umani potessero assistere, tutti o nessuno, questo chiederebbe la mia dignità!
    non+autenticato
  • Caro Lamberto,
    sinceramente non condivido le tue opinioni sull'utilità di mostrare al pubblico un'esecuzione capitale. Sono d'accordo con Roberto sui rischi e le ambiguità che una tale decisione comporterebbe, ma la mia considerazione riguarda un altro aspetto del tuo articolo: per l'opinione pubblica statunitense non cambierebbe niente.
    I servizi dei vari tg, le opinioni di esperti, psicologi e opinionisti dell'ultim'ora, ci hanno sempre fatto credere che il problema fosse di tipo esclusivamente emozionale. Come a dire "gli americani condannano a morte spinti dallo sdegno e dall'orrore per delitti crudi ed efferati".
    La faccenda, a mio modesto avviso, è un pò diversa.
    La pena di morte è la massima affermazione delle leggi del mercato, e nasconde una fredda ed atroce lucidità. Il principio è: "Tu hai tolto la vita a qualcuno? Bene, adesso ce la devi restituire, magari con gli interessi (una bella esibizione multimediale)."
    E' la tradizionale legge del taglione, "occhio per occhio, dente per dente" , la logica di mercato elevata a morale. L'America si regge sul capitalismo, ma lo distorce portandolo a fondamento di ogni regola dell'esistenza, rendendolo sistema civile, etico e giuridico.
    Condannare la pena di morte significherebbe per loro negare i principi fondanti della propria società e vedere spuntare una crepa in un modello di vita, "l'american way of life" (che si traduce in "corri più veloce degli altri, salta più in alto, vestiti meglio, guadagna più soldi e sarai una persona migliore", come se la vita fosse una competizione e non esistesse niente di personale), che è diventato col tempo la loro bandiera e il loro massimo orgoglio.
    E tu credi che basti una bella e-secuzione? Che vedere annaspare un tizio qualunque servirebbe a cambiare le cose?
    Per loro è come vedere la coda davanti alla cassa di un supermercato.
    Nè più, nè meno.
    non+autenticato
  • Ciao Isidoro, grazie per il tuo commento.

    Scrivevi:

    > per l'opinione pubblica
    > statunitense non cambierebbe niente.

    Non sono d'accordo. Sono certo che una diretta del genere contribuirebbe un poco a "svegliare" molti americani. Contribuirebbe, naturalmente, da sola non basta. Come non bastano i banner ecc ecc. Sono pezzetti di un puzzle.


    > I servizi dei vari tg, le opinioni di
    > esperti, psicologi e opinionisti
    > dell'ultim'ora, ci hanno sempre fatto
    > credere che il problema fosse di tipo
    > esclusivamente emozionale.

    Concordo. Non lo e'. Il problema non ha una unica "matrice". Una delle sue origini, tuttavia, risiede nelle emozioni o, in questo caso, nella loro assenza.

    > La pena di morte è la massima affermazione
    > delle leggi del mercato, e nasconde una
    > fredda ed atroce lucidità. Il principio è:
    > "Tu hai tolto la vita a qualcuno? Bene,
    > adesso ce la devi restituire, magari con gli
    > interessi (una bella esibizione
    > multimediale)."

    Non sono d'accordo. Negli USA la pena di morte ha radici culturali che non hanno nulla a che vedere con le leggi del mercato. Basti pensare che la pena di morte e', stando agli studi di Nessuno Tocchi Caino ed altri, piu' costosa del mantenimento a vita di un carcerato. E la spesa erariale e' un pallino di eletti ed elettori negli USA (magari lo fosse anche qui da noi Sorride

    La "legge del taglione", che nasce da culture a mio parere primitive, fa parte di quella componente emozionale che circonda, negli USA piu' che altrove, la questione della pena di morte.

    "Esibizione multimediale" trovo sia un'espressione adattissima al caso, perche' proprio di esibizione si tratta. Non siamo d'accordo, pero', su quali siano i suoi contenuti o i suoi effetti.


    > E' la tradizionale legge del taglione,
    > "occhio per occhio, dente per dente" , la
    > logica di mercato elevata a morale.

    Non ti seguo. Non riesco a vedere una relazione tra l'origine storica della legge del taglione e le leggi del "mercato". Concetti che nascono in epoche e ambienti diversi..

    > L'America si regge sul capitalismo, ma lo
    > distorce portandolo a fondamento di ogni
    > regola dell'esistenza, rendendolo sistema
    > civile, etico e giuridico.

    Allora dovremmo parlare della pena di morte nella Cina comunista? No, credo che non sia questa la ragione dell'esistenza della pena. Ne' condivido che "l'America" metta sempre e comunque il capitalismo al centro, quantomeno perche' gli americani sono tanti e sono tra loro molto diversi, anzi "diversificati" (se mi passi il concetto Sorride
    Che la cultura capitalistica sia imperante e' fuor di dubbio. Ma non basta a spiegare tutto cio' che gli States sono.

    > Condannare la pena di morte significherebbe
    > per loro negare i principi fondanti della
    > propria società e vedere spuntare una crepa
    > in un modello di vita,

    Ma no. Guarda che sono tantissimi gli americani che la condannano e la combattono politicamente. E che ne fregano bellamente dell'American way. E se ciò accade lo si deve ai tanti militanti di associazioni americane e internazionali, come NTC appunto, e alla conseguente, lenta ma forse inesorabile, crescita "culturale".

    > come se la vita fosse una
    > competizione e non esistesse niente di
    > personale), che è diventato col tempo la
    > loro bandiera e il loro massimo orgoglio.

    Mah, i problemi degli USA sono infiniti, naturalmente. E tra questi c'e' anche, forse soprattutto, la loro difficolta' a comprendere la vastita' del mondo e l'alterita' dall'essere americano. Ma questo affonda prima nella storia che nell'ideologia.

    > E tu credi che basti una bella e-secuzione?

    No. Non l'ho detto Sorride

    > Che vedere annaspare un tizio qualunque
    > servirebbe a cambiare le cose?

    Contribuirebbe? Penso proprio di si'.

    > Per loro è come vedere la coda davanti alla
    > cassa di un supermercato.
    > Nè più, nè meno.

    Non sono d'accordo, mi pare che tu stia generalizzando su una nazione di 300 milioni di persone provenienti da culture diverse, storie diverse, con ambizioni e tradizioni diverse. L'America e', putroppo? meno male?, un paese che si contraddice di continuo, nel bene e nel male.
    Ma dire quel che dici e' come dire che a tutti gli italiani piace la pummarola Sorride

    Saluti, ciao
    non+autenticato
  • Credo di dovere chiarire alcune cose.

    1) Non intendevo generalizzare un concetto per 300 milioni di persone, sarebbe un'assurdità. Però quando parliamo di pena di morte e di come abrogarla, dobbiamo fare riferimento ai grandi numeri. E i grandi numeri parlano chiaro: la pena di morte è lungi dall'essere non dico sconfitta, ma anche scalfita.
    Da anni il partito democratico americano dispone sondaggi sulla pena di morte, nella speranza di non risultare troppo impopolari con un'eventuale proposta di abrogazione, e ogni volta il risultato non cambia: la stragrande maggioranza degli americani non solo è favorevole alla pena di morte, ma la ritiene qualcosa di importante, su cui impostare le proprie preferenze elettorali. Non metto in dubbio che molti americani capiscano l'assurdità (e la stupidità) della pena di morte, ma sono ancora una porzione decisamente minoritaria.

    2)A mio parere la legge del taglione non ha contenuti emozionali: è una classica legge di scambio("ti sei preso qualcosa di mio? me lo devi restituire!"), cioè una legge di mercato. So bene che un'esecuzione è costosa, ma quando parlavo di mercato non facevo riferimento a criteri finanziari, ma ai principi fondamentali dello scambio, che hanno la stessa origine culturale e storica della legge del taglione.

    3) i principi etici della cina comunista sono differenti da quelli dell'America. Ma anche lì la pena di morte ha contenuti esclusivamente razionali: viene eliminata ogni possibile forma di disturbo sociale.

    4) Tutta questa gente che rifiuta l'american way of life non si fa sentire poi tanto... io non l'ho mai notata.
    Comunque resta una minoranza, una minoranza stracciata.

    5)In che modo contribuirebbe un'esecuzione "live" a combatere la pena di morte?
    Chi la vede prende la nausea e per farsela passare vota contro la pena di morte?
    Mi ricorda un film che proponeva la soluzione di tutti i mali ...come si chiamava? Ah, sicuro: "ARANCIA MECCANICA"

    6) La frase conclusiva era chiaramente provocatoria. Quello che voglio dire, caro Lamberto, è che non serve vedere: serve capire.

    7) Perchè, la pummarola non piace a tutti gli italiani? Sorride

    - Scritto da: Lamberto Assenti
    > Ciao Isidoro, grazie per il tuo commento.
    >
    > Scrivevi:
    >
    > > per l'opinione pubblica
    > > statunitense non cambierebbe niente.
    >
    > Non sono d'accordo. Sono certo che una
    > diretta del genere contribuirebbe un poco a
    > "svegliare" molti americani. Contribuirebbe,
    > naturalmente, da sola non basta. Come non
    > bastano i banner ecc ecc. Sono pezzetti di
    > un puzzle.
    >
    >
    > > I servizi dei vari tg, le opinioni di
    > > esperti, psicologi e opinionisti
    > > dell'ultim'ora, ci hanno sempre fatto
    > > credere che il problema fosse di tipo
    > > esclusivamente emozionale.
    >
    > Concordo. Non lo e'. Il problema non ha una
    > unica "matrice". Una delle sue origini,
    > tuttavia, risiede nelle emozioni o, in
    > questo caso, nella loro assenza.
    >
    > > La pena di morte è la massima affermazione
    > > delle leggi del mercato, e nasconde una
    > > fredda ed atroce lucidità. Il principio è:
    > > "Tu hai tolto la vita a qualcuno? Bene,
    > > adesso ce la devi restituire, magari con
    > gli
    > > interessi (una bella esibizione
    > > multimediale)."
    >
    > Non sono d'accordo. Negli USA la pena di
    > morte ha radici culturali che non hanno
    > nulla a che vedere con le leggi del mercato.
    > Basti pensare che la pena di morte e',
    > stando agli studi di Nessuno Tocchi Caino ed
    > altri, piu' costosa del mantenimento a vita
    > di un carcerato. E la spesa erariale e' un
    > pallino di eletti ed elettori negli USA
    > (magari lo fosse anche qui da noi Sorride
    >
    > La "legge del taglione", che nasce da
    > culture a mio parere primitive, fa parte di
    > quella componente emozionale che circonda,
    > negli USA piu' che altrove, la questione
    > della pena di morte.
    >
    > "Esibizione multimediale" trovo sia
    > un'espressione adattissima al caso, perche'
    > proprio di esibizione si tratta. Non siamo
    > d'accordo, pero', su quali siano i suoi
    > contenuti o i suoi effetti.
    >
    >
    > > E' la tradizionale legge del taglione,
    > > "occhio per occhio, dente per dente" , la
    > > logica di mercato elevata a morale.
    >
    > Non ti seguo. Non riesco a vedere una
    > relazione tra l'origine storica della legge
    > del taglione e le leggi del "mercato".
    > Concetti che nascono in epoche e ambienti
    > diversi..
    >
    > > L'America si regge sul capitalismo, ma lo
    > > distorce portandolo a fondamento di ogni
    > > regola dell'esistenza, rendendolo sistema
    > > civile, etico e giuridico.
    >
    > Allora dovremmo parlare della pena di morte
    > nella Cina comunista? No, credo che non sia
    > questa la ragione dell'esistenza della pena.
    > Ne' condivido che "l'America" metta sempre e
    > comunque il capitalismo al centro,
    > quantomeno perche' gli americani sono tanti
    > e sono tra loro molto diversi, anzi
    > "diversificati" (se mi passi il concetto Sorride
    > Che la cultura capitalistica sia imperante
    > e' fuor di dubbio. Ma non basta a spiegare
    > tutto cio' che gli States sono.
    >
    > > Condannare la pena di morte
    > significherebbe
    > > per loro negare i principi fondanti della
    > > propria società e vedere spuntare una
    > crepa
    > > in un modello di vita,
    >
    > Ma no. Guarda che sono tantissimi gli
    > americani che la condannano e la combattono
    > politicamente. E che ne fregano bellamente
    > dell'American way. E se ciò accade lo si
    > deve ai tanti militanti di associazioni
    > americane e internazionali, come NTC
    > appunto, e alla conseguente, lenta ma forse
    > inesorabile, crescita "culturale".
    >
    > > come se la vita fosse una
    > > competizione e non esistesse niente di
    > > personale), che è diventato col tempo la
    > > loro bandiera e il loro massimo orgoglio.
    >
    > Mah, i problemi degli USA sono infiniti,
    > naturalmente. E tra questi c'e' anche, forse
    > soprattutto, la loro difficolta' a
    > comprendere la vastita' del mondo e
    > l'alterita' dall'essere americano. Ma questo
    > affonda prima nella storia che
    > nell'ideologia.
    >
    > > E tu credi che basti una bella
    > e-secuzione?
    >
    > No. Non l'ho detto Sorride
    >
    > > Che vedere annaspare un tizio qualunque
    > > servirebbe a cambiare le cose?
    >
    > Contribuirebbe? Penso proprio di si'.
    >
    > > Per loro è come vedere la coda davanti
    > alla
    > > cassa di un supermercato.
    > > Nè più, nè meno.
    >
    > Non sono d'accordo, mi pare che tu stia
    > generalizzando su una nazione di 300 milioni
    > di persone provenienti da culture diverse,
    > storie diverse, con ambizioni e tradizioni
    > diverse. L'America e', putroppo? meno male?,
    > un paese che si contraddice di continuo, nel
    > bene e nel male.
    > Ma dire quel che dici e' come dire che a
    > tutti gli italiani piace la pummarola Sorride
    >
    > Saluti, ciao
    non+autenticato
  • Caro Lamberto Assenti,
    condivido l'appassionata opposizione alla pena di morte che trasuda da ogni parola tuo articolo, ma permettimi un breve appunto: quando dichiari con certezza che " Probabilmente a nessuno(sarebbe piaciuto vedere via web l'esecuzione), eppure in tanti avremmo pagato quei 2-3 dollari per accedere alla trasmissione", e dopo qualche decina di righe punti l'indice contro le "frotte di pazzi a cui non interessa altro che partecipare morbosamente alla cessazione di una vita" , cadi in una contraddizione; infatti le "frotte di pazzi..." e i "noi tanti che avremmo pagato 2 3 dollari per assistere " (non so voi ..ma io mi tiro fuori) sono proprio gli stessi soggetti.
    Non penso vi sia alcun sapore scentifico (la tua frase "Peccato per quella diretta web, l'avremmo commentata volentieri." è degna del dott. Frankenstein alle prese con i suoi esperimenti) nel derubare gli ultimi attimi di disperazione di un povero disgraziato, e , consentimi, la balla di "auto scuoterci" le coscienze..di auto-scandalizzarci è solo un pretesto: chi è contro la pena di morte, lo era prima e lo sarà dopo avere assisitito alla 'morte in diretta'.
    Chi innalza il proprio voyerismo alle più alte vette dell'informazione liberalista invece prova un pò più di gusto a vedere una 'morte in diretta' rispetto ad una morte cinematografica; e poi magari ci scrive l'articolo...ma su cosa?



    ps
    come dice un grande poeta: "il ricordo non vi consoli, quando si muore si muore soli."
    non a caso non disse "sotto gli occhi di Lamberto Assenti"
    non+autenticato
  • Sono d'accordo con Roberto e confermo quanto ha scritto: chi, come me, è da sempre contrario alla pena di morte, non ha curiosità verso questo tipo di trasmissioni, e non ha bisogno di auto-scuotersi o di provare emozioni, perchè siamo da tempo perfettamente consapevoli dell'assurdità di tale legge.
    "... Amen ".

    - Scritto da: roberto ceresia
    > Caro Lamberto Assenti,
    > condivido l'appassionata opposizione alla
    > pena di morte che trasuda da ogni parola tuo
    > articolo, ma permettimi un breve appunto:
    > quando dichiari con certezza che "
    > Probabilmente a nessuno(sarebbe piaciuto
    > vedere via web l'esecuzione), eppure in
    > tanti avremmo pagato quei 2-3 dollari per
    > accedere alla trasmissione", e dopo qualche
    > decina di righe punti l'indice contro le
    > "frotte di pazzi a cui non interessa altro
    > che partecipare morbosamente alla cessazione
    > di una vita" , cadi in una contraddizione;
    > infatti le "frotte di pazzi..." e i "noi
    > tanti che avremmo pagato 2 3 dollari per
    > assistere " (non so voi ..ma io mi tiro
    > fuori) sono proprio gli stessi soggetti.
    > Non penso vi sia alcun sapore scentifico (la
    > tua frase "Peccato per quella diretta web,
    > l'avremmo commentata volentieri." è degna
    > del dott. Frankenstein alle prese con i suoi
    > esperimenti) nel derubare gli ultimi attimi
    > di disperazione di un povero disgraziato, e
    > , consentimi, la balla di "auto scuoterci"
    > le coscienze..di auto-scandalizzarci è solo
    > un pretesto: chi è contro la pena di morte,
    > lo era prima e lo sarà dopo avere assisitito
    > alla 'morte in diretta'.
    > Chi innalza il proprio voyerismo alle più
    > alte vette dell'informazione liberalista
    > invece prova un pò più di gusto a vedere una
    > 'morte in diretta' rispetto ad una morte
    > cinematografica; e poi magari ci scrive
    > l'articolo...ma su cosa?
    >
    >
    >
    > ps
    > come dice un grande poeta: "il ricordo non
    > vi consoli, quando si muore si muore soli."
    > non a caso non disse "sotto gli occhi di
    > Lamberto Assenti"
    non+autenticato
  • Ciao. Grazie per aver commentato il mio pezzo.

    Scrivi:

    > cadi in una contraddizione;
    > infatti le "frotte di pazzi..." e i "noi
    > tanti che avremmo pagato 2 3 dollari per
    > assistere " (non so voi ..ma io mi tiro
    > fuori) sono proprio gli stessi soggetti.

    Non sono d'accordo. Quel che ho pensato, ma devo essermi espresso male, e' che a pagare per vedere quella diretta sarebbero stati in tanti, tra cui individui attirati dalla morbosita' di una cosa del genere. Ma pensa anche a tutti coloro che non hanno un'idea chiara in testa, ai moltissimi americani che oscillano tra l'essere pro e l'essere contro. Ecco, io credo che quella diretta avrebbe aiutato una scelta, maggiormente consapevole.

    Quando dici:

    > Non penso vi sia alcun sapore scentifico (la
    > tua frase "Peccato per quella diretta web,
    > l'avremmo commentata volentieri." è degna
    > del dott. Frankenstein alle prese con i suoi
    > esperimenti)

    Aiuto! Sorride
    Quello che avrei commentato sarebbero state le sensazioni e le emozioni che vedere un omicidio puo' suscitare in un individuo critico. Nulla di scientifico, certamente, e molto di "carnale".


    >nel derubare gli ultimi attimi
    > di disperazione di un povero disgraziato, e
    > , consentimi, la balla di "auto scuoterci"
    > le coscienze..di auto-scandalizzarci è solo
    > un pretesto: chi è contro la pena di morte,
    > lo era prima e lo sarà dopo avere assisitito
    > alla 'morte in diretta'.

    Su questo non sono d'accordo, forse perche' ho vissuto per un lungo periodo negli USA. In quel paese, a cui si fa riferimento nel pezzo, non ci sono solo i fanatici della pena di morte e i tanti, sempre di piu' in realta', che la combattono. Ci sono anche i molti indecisi, coloro a cui non basta sapere che un'esecuzione costa piu' di un ergastolo per essere contro la pena capitale.
    Sono sicuro che vedere un'esecuzione possa essere per molti un motivo di scuotimento. Un tempo probabilmente non sarebbe stato cosi'. Oggi, proprio grazie ai molti anni di lotta sulla questione, una riflessione in piu', nata dall'impatto di questo evento, sarebbe emersa, in molti.


    > Chi innalza il proprio voyerismo alle più
    > alte vette dell'informazione liberalista
    > invece prova un pò più di gusto a vedere una
    > 'morte in diretta' rispetto ad una morte
    > cinematografica; e poi magari ci scrive
    > l'articolo...ma su cosa?

    Anche qui non sono d'accordo Sorride
    Penso ti sara' capitato di vedere in qualche TG estero (in Italia tagliano le scene), qualcuno che viene ucciso davanti alla telecamera. Non e' in alcun modo assimilabile a quello che accade in un film che per quanto brutale annega nell'immaginario fantastico. Non c'e' alcuna relazione e l'impatto e' enormemente superiore.


    > ps
    > come dice un grande poeta: "il ricordo non
    > vi consoli, quando si muore si muore soli."
    > non a caso non disse "sotto gli occhi di
    > Lamberto Assenti"

    Oddio, spero non fosse una polemica personale Sorride)

    Con simpatia,



    non+autenticato