Mauro Vecchio

Germania, editori in fuga da Google News

A partire dal prossimo 1 agosto, gli editori tedeschi dovranno segnalare il proprio consenso all'inclusione dei contenuti nella piattaforma News. Altrimenti verrà prevista una de-indicizzazione di massa

Roma - Dall'esplosione delle connessioni mobile all'adozione massiva dei social media, la circolazione dei contenuti editoriali su Internet può essere vista come un'opportunità per generare traffico pubblicitario o come la più grande minaccia moderna al diritto d'autore. In Germania, gli editori hanno fatto quadrato contro Google, ora costretta a cambiare le policy della sua piattaforma News per evitare spiacevoli conseguenze dalla pubblicazione delle anteprime di migliaia di contenuti dai principali siti dell'informazione teutonica.

Solo in Germania, il meccanismo di adesione all'aggregatore di BigG funzionerà in maniera volontaria, con il singolo editore locale che dovrà specificare all'azienda di Mountain View il suo esplicito consenso (opt-in) all'inclusione dei suoi contenuti nella sezione News della ricerca a stelle e strisce. A partire dal prossimo primo agosto, tutti gli editori che non segnaleranno a Google questa volontà saranno di fatto espulsi da News con una de-indicizzazione di massa.

Agli inizi dello scorso marzo, il Parlamento federale tedesco (Bundestag) aveva approvato una significativa estensione delle regole sulla tutela del diritto d'autore, con il testo del Leistungsschutzrecht (LSR): i principali fornitori di contenuti editoriali potranno imporre ai cosiddetti aggregatori di notizie online il pagamento di un obolo per la conseguente pubblicazione di materiale licenziato. Nemmeno a dirlo, la proposta di legge era stata osteggiata da BigG, considerata una minaccia per la libertà d'espressione online.
Se il nuovo meccanismo di opt-in avrà valore per la sola Germania, i vertici dell'azienda californiana hanno sottolineato come la mancata inclusione dei contenuti all'interno di News porti inevitabilmente ad un minor flusso di traffico - e quindi di proventi pubblicitari - verso i vari siti di quotidiani e periodici. La Grande G ha comunque invitato tutti gli editori in fuga a sfruttare stratagemmi tecnici (robots.txt o meta-tag) per evitare di farsi indicizzare dal search engine californiano.

Mauro Vecchio
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