Mauro Vecchio

Sharp, la fetta di Qualcomm

Il chipmaker statunitense entra in controllo del 3,5 per cento del gigante nipponico, con un esborso complessivo di 120 milioni di dollari. Le due aziende lavoreranno insieme per le nuove generazioni di schermi a basso consumo

Roma - Annunciato alla fine del 2012, l'accordo finanziario-industriale tra Qualcomm e Sharp è stato definitivamente completato con l'esborso complessivo di 120 milioni di dollari (oltre 91 milioni di euro) da parte del chipmaker statunitense. L'azienda di San Diego è ora tra i principali azionisti del colosso dell'elettronica, prima società estera a sfondare la quota del 3 per cento dietro le compagnie assicurative Nippon (4,7 per cento) e Meiji Yasuda (3,8 per cento).

L'investimento di Qualcomm era stato bloccato in attesa di alcune garanzie sullo sviluppo congiunto della tecnologia MEMS (Micro Electro Mechanical System) per la nuova generazione di schermi a basso consumo energetico. Il colosso nipponico aveva successivamente avvisato Qualcomm dei suoi problemi con la pianificazione delle fasi di sviluppo e produzione, portando il chipmaker californiano a congelare 6 miliardi di yen, le metà della cifra pattuita.

I vertici di Sharp hanno ora confermato la chiusura dell'accordo con la concessione di una quota pari al 3,5 per cento (oltre 11 milioni di azioni) all'azienda di San Diego.
In parziale controllo del gigante giapponese era già entrata Samsung, con una quota complessiva del 3 per cento dopo un esborso complessivo da 10 miliardi di yen (100 milioni di dollari circa). Al produttore sudcoreano veniva così offerta una corsia preferenziale nel rifornimento di pannelli a cristalli liquidi. (M.V.)
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