Mauro Vecchio

YouTube e la pubblicità che cavalca l'illecito

Due procuratori generali statunitensi scrivono a Google per chiedere un resoconto dettagliato sui proventi pubblicitari associati ai video illeciti caricati sul Tubo

Roma - All'attenzione di Kent Walker, vicepresidente e general counsel di Google, un'allarmata lettera aperta sulla proliferazione di contenuti pericolosi o addirittura illeciti tra gli sconfinati meandri digitali della piattaforma di video sharing YouTube. Firmata dai procuratori generali negli stati federali del Nebraska e dell'Oklahoma, la missiva ha chiesto alla Grande G una serie di informazioni dettagliate circa i proventi maturati in termini pubblicitari dalla diffusione globale dei filmati più controversi.

Dalle strategie di promozione nella vendita di beni contraffatti alla distribuzione di farmaci anti-dolorifici senza alcuna prescrizione medica, sul Tubo è possibile trovare guide pratiche e link per le più disparate attività illecite. A scanso di equivoci, il procuratore generale del Nebraska Jon Bruning ha riconosciuto alla stessa YouTube un ruolo da intermediario del web, e l'impossibilità, per una piattaforma aperta come il Tubo, di pattugliare qualsiasi caricamento da parte dei suoi utenti.

Quello che vogliono i due procuratori generali è un resoconto dettagliato dei benefici apportati alle casse di Google dalla proliferazione di contenuti illeciti.
L'azienda californiana ha subito sottolineato come le linee guida per gli utenti del Tubo proibiscano la diffusione di video inappropriati o dai contenuti appunto illegali. La stessa BigG ha già modificato il pacchetto di policy sulla piattaforma Blogger per impedire ai singoli gestori delle pagine personali di monetizzare con la pubblicità di servizi erotici o siti pornografici. (M.V.)
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