Giuliani: per eNewYork ci vuole l'acqua

Il sindaco della grande mela sostiene che utilizzando le vecchie condutture dell'acquedotto cittadino si può cablare una vasta area senza enormi spese. Fuga dalla retrocessione

New York (USA) - Nei dintorni della "Grande Mela" grazie agli sconti fiscali prosperano diverse società dell'alta tecnologia ma nel cuore di New York la connettività langue, le linee a banda larga sono difficili da installare, tutto costa troppo. Per questo Rudolph Giuliani, energico sindaco della megalopoli, ha individuato nelle vecchie condutture dell'acquedotto un possibile canale per una cablatura della città a costi contenuti.

In particolare Giuliani ha preso di mira un acquedotto costruito all'inizio del 20esimo secolo e pensato per portare acqua ad alta pressione in tutta la parte sud di Manhattan e per 50 miglia dentro Brooklyn, due dei "quartieri" di New York. "La condotta d'acqua, ha detto Giuliani, sembra avere ciò che serve per colmare anche il più insaziabile degli appetiti di linee in fibra ottica. In questo modo New York City si potrà assicurare un posto in prima fila nell'industria delle telecomunicazioni e dei nuovi media".

Il problema di New York è infatti tutto lì. Con le agevolazioni pensate a suo tempo dall'amministrazione Giuliani, infatti, la Grande Mela ha saputo trattenere ed attirare numerose imprese di settore. Ma ora le esigenze sono cresciute, anche all'interno del tessuto urbano e residenziale, e apparentemente la megalopoli sulle rive dell'Atlantico rischia di perdere "il treno". Il rischio è quello di una pericolosa retrocessione?
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