In Nuova Zelanda freenet vietata

La compagnia telefonica dominante escogita i meccanismi necessari a tenere fuori dal mercato i competitors. Le freenet hanno vita difficilissima e tutto finisce in tribunale

Wellington (Nuova Zelanda) - Cosa non farebbero i monopolisti del telefono per mantenere lo status quo. La maggiore compagnia telefonica neozelandese, Telecom New Zealand, ha infatti agito perché proprio nel giorno del suo lancio, la freenet concorrente I4free fosse "scollegata" dalla rete. La TNZ ha materialmente "sconnesso" le linee del concorrente ma nelle ore successive un ordine del tribunale l'ha costretta a riattivare la connessione del provider al network telefonico.

La prossima settimana si terrà una prima udienza con l'ex monopolista locale e il provider I4Free, udienza che verterà sui "giochini" inventati da Telecom New Zealand per rendere la vita difficile ai competitor. Il più "curioso" di questi è la netta separazione delle linee dedicate al traffico voce rispetto al traffico dati.

In pratica per attivare connessioni dati, i provider, che devono comunque utilizzare le linee della compagnia telefonica dominante, sono tenuti a sfruttare la rete 0867. Una via obbligata, perché solo in questo modo si evita la tariffazione al minuto per le chiamate locali messa in piedi da TNZ. Una rete che consente a TNZ, come si è visto con lo scollegamento di I4Free, di "controllare" le attività dei concorrenti.
Secondo I4Free e altri operatori, le "mosse" di TNZ, che ricordano quelle di altri monopolisti in altri mercati, anche quello italiano, vanno contro la libertà di mercato e sono tese a proteggere Xtra, il provider che fa capo a TNZ. Xtra, proprio come accade per altri provider legati ad aziende telefoniche dominanti, può godere di tutta una serie di "privilegi" che lo rendono "necessariamente" leader di mercato.

Il problema in questo caso è quello che deriva in un mercato chiuso con l'arrivo delle freenet, ovvero degli accessi senza canone di abbonamento, un modello di business destinato a sconvolgere lo status quo. Come noto anche in Italia l'arrivo delle freenet, oltre a portare sulla rete un numero enorme di nuovi utenti, ha provocato importanti "scossoni" ad un mercato "bloccato".
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