Mauro Vecchio

Cina, timida apertura alle console

Si avvicina il ritiro del bando sulla produzione e vendita degli apparecchi videoludici nell'area asiatica. A patto che vengano distribuiti in una zona di libero commercio e con l'autorizzazione del governo

Roma - Atteso da circa 13 anni, il ritiro del bando cinese sulle attività di produzione e vendita delle console videoludiche è ormai prossimo all'ufficialità. Il governo di Pechino è seriamente intenzionato ad aprire una zona di libero commercio nell'area di Shanghai, con la benedizione del premier Li Keqiang e l'obiettivo di aprire il mercato e la valuta asiatica al resto del mondo.

Dopo aver garantito un certificato di qualità relativo agli standard di sicurezza del modello PlayStation 3 di Sony, le autorità cinesi dovrebbero così aprire il mercato interno per la distribuzione autorizzata in ambito hardware. Ai colossi dell'industria verranno però imposte alcune condizioni, a partire da una limitazione delle stesse attività di produzione e vendita all'interno della sola area libera di Shanghai.

In sostanza, le console vendute da Nintendo o Microsoft dovranno comunque subire un processo di revisione e autorizzazione da parte del governo asiatico.
I vari titoli immessi sul mercato interno dovranno risultare conformi alle regole imposte dal ministero della Cultura, soprattutto per quelli contenenti scene di violenza e sesso che potrebbero disturbare lo sviluppo delle giovani generazioni. (M.V.)
Notizie collegate