Mauro Vecchio

Microsoft e la dogana androide

L'azienda di Redmond denuncia gli ufficiali della U.S. Customs accusati di connivenza con Motorola Mobility. In spregio al bando emesso nel 2012 dalla ITC per violazione di brevetto. Secondo Google č tutto regolare

Roma - I legali di Microsoft contro gli ufficiali della dogana statunitense (U.S. Customs), accusati di aver ignorato l'ordine della International Trade Commission (ITC) per il bando di alcuni dispositivi Android prodotti dalla divisione Motorola Mobility. Nella denuncia di BigM, i telefonini di Google continuerebbero ad entrare liberamente sul mercato a stelle e strisce con il benestare delle autorità nazionali per il controllo alla frontiera.

Nel maggio 2012, il colosso di Redmond otteneva un'ordinanza per il blocco delle vendite statunitensi di vari dispositivi mobile di Motorola Mobility, in violazione di un brevetto relativo alla gestione delle agende.

Avviata nello stato di Washington, l'azione legale di Microsoft chiama in causa anche il Segretario alla Sicurezza Nazionale Janet Napolitano in qualità di responsabile delle attività quotidiane svolte dall'agenzia doganale. I funzionari della stessa U.S. Customs and Border Protection avrebbero tenuto dei colloqui segreti con i rappresentanti della Grande G, per lasciar passare i dispositivi di Motorola che - almeno secondo Microsoft - nulla avrebbero fatto per modificare la gestione delle agende in violazione di brevetto.
Il portavoce di Mountain View Matt Kallman ha respinto le accuse di Microsoft: l'agenzia doganale statunitense si sarebbe rifiutata di impedire ai consumatori locali il libero acquisto di dispositivi con una serie legittima di funzioni di agenda e calendario.

Mauro Vecchio
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