Luca Annunziata

Sconfitta per il patent troll Wi-Lan

L'azienda canadese perde una partita importante in Texas. E grossi nomi della tecnologia tirano un sospiro di sollievo

Roma - La sedicente proprietà intelletuale di Wi-Lan su reti wireless di ogni tipo, che sia 3G o WiFi, non sussiste: lo sostiene il tribunale del Distretto Est del Texas a cui l'azienda canadese dedita al licensing tecnologico (qualcuno la chiamerebbe un patent troll) si era rivolta, tirando in ballo nomi noti del panorama tecnologico mondiale quali Sony, Alcatel Lucent, Ericsson, HTC. La denuncia era del 2010.

Il verdetto è giunto al termine di appena 1 ora di consiglio, dopo che la Corte aveva ascoltato le parti per 6 giorni di processo. I titoli tirati in ballo da Wi-Lan sono risultati o non violati o giudicati da invalidare. Opinione comune tra le aziende coinvolte nel procedimento è che Wi-Lan abbia provato a stiracchiare i suoi brevetti per dimostrare che coprissero alcune delle tecnologie sviluppate e contenute nei dispositivi delle aziende denunciate: ipotesi che non ha retto in tribunale.

La questione non è chiusa del tutto: Wi-Lan ha accumulato un portafogli brevettuale da oltre 3.000 titoli, e continuerà il suo che consiste nel valorizzare questa enorme mole di brevetti eventualmente anche attraverso citazioni in tribunale come in questo caso. Nel 2011, nello stesso procedimento, era riuscita ad esempio a convincere Intel a firmare un accordo extra-giudiziale che prevedeva il pagamento di royalty per sfruttare la proprietà intellettuale di Wi-Lan. (L.A.)
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