Alfonso Maruccia

Intel e IBM, trimestre così così

Non c'è ripresa per il mercato ICT, e due pezzi grossi devono registrare fatturati non entusiasmanti. Per il prosieguo Intel punta sul mobile, IBM potrebbe anche tagliare i rami secchi

Roma - Intel soffre le pene di un mercato dei PC in assestamento verso il basso comunicando dati trimestrali negativi. Santa Clara cala soprattutto sul fronte dei profitti, mentre per il futuro prossimo in nuovo CEO promette SoC, mobile e nuove opportunità di business. Per il secondo trimestre dell'anno fiscale, annuncia Intel, la corporation dei processori x86 ha incamerato ricavi per 12,8 miliardi di dollari: una riduzione del 5 per cento rispetto allo stesso trimestre del 2012 ma una crescita del 2 rispetto al primo trimestre del 2013.

Per quanto riguarda gli utili, invece, Chipzilla ha registrare margini per 2 miliardi di dollari - meno 2 per cento rispetto al trimestre precedente ma soprattutto un crollo del 28 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Stando così le cose, è evidente come l'arrivo della nuova microarchitettura Haswell non abbia avuto effetti particolarmente positivi sul business dei semiconduttori di Intel, forse anche in virtù del poco tempo avuto a disposizione per farlo.

Scende (anno su anno) la divisione PC (-7,5 per cento), non cresce quella datacenter (prevalentemente CPU Xeon), ma il nuovo CEO Brian Krzanich dice di essere convinto delle opportunità di crescita che l'azienda ha ancora a disposizione. "Il mercato continuerà ad acquistare un ampio spettro di prodotti, ha dichiarato Krzanich, e Intel intende continuare a spingere le sue linee di prodotto principale - CPU Core di quarta generazione e Atom - con un'integrazione crescente in ottica SoC (System-on-Chip) per "creare i migliori prodotti per il segmento ultra-mobile del mercato in forte crescita".
Ma a soffrire per la crisi economica e la declinante richiesta di nuovi sistemi informatici non è la sola Intel, visto che anche IBM - che con i PC domestici non ha nulla a che spartire da un po' di anni a questa parte - ha chiuso il trimestre con il segno meno là dove più conta.

I risultati finanziari di Big Blue per il secondo trimestre del 2013 hanno segnato un -3,3 per cento nel fatturato annuale (24,9 miliardi di dollari), mentre i profitti sono calati del 17 per cento fino a 3,2 miliardi di dollari. La divisione mainframe di IBM è cresciuta dell'11 per cento, mentre quella dei sistemi server (Systems and Technology) è scesa di 11 punti. Risultati positivi anche per le divisioni Analytics (+11 per cento) e Smarter Planet (+25).

La riduzione del business dei server ha già portato IBM a liberarsi di una fetta significativa della sua forza lavoro, e per il futuro la corporation potrebbe pensare di liberarsi dei business che non rendono come dovrebbero nella stessa maniera in cui si liberò della divisione PC vendendola alla cinese Lenovo. Per il momento, comunque, IBM continua a dirsi fiduciosa sulle proprie capacità di raggiungere gli obiettivi già prefissati.

Alfonso Maruccia
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5 Commenti alla Notizia Intel e IBM, trimestre così così
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  • Ibm Italia ha da poco annunciato 355 esuberi tra dimissioni incentivate e lavoratori in mobilità.

    In questi tempi di profonda recessione economica si tratta purtroppo di una non-notizia, se non fosse per il fatto che i risultati di Ibm, sia in Italia che a livello mondiale, sono stati di tutto rispetto :

    - In Italia il fatturato è salito di quasi il 5% a 2 miliardi di euro, mentre l’utile netto è stato di 100 milioni
    - A livello mondiale, il gruppo ha chiuso il primo trimestre con ricavi in crescita a 23,4 miliardi di dollari ed utili di 3,4 miliardi di dollari (dato trimestrale che deve quindi essere moltiplicato per 4)

    E’ necessario precisare che i 355 esuberi italiani sono parte di un più vasto programma di riduzione a livello mondiale che vedrà circa 8.000 licenziamenti per il gruppo Ibm nel 2013.

    La domanda sorge spontanea: se i dati di bilancio del gruppo sono buoni perché questi tagli? La risposta è semplice quanto scoraggiante. Per il 2013 il gruppo si è posto un determinato obiettivo di utili per azione e, per non deludere i propri azionisti, ha trovato il modo più facile e veloce di aumentare la redditività in leggero calo a causa di un rallentamento registrato in alcuni paesi emergenti: agire sul costo del lavoro, riducendo il personale.
    non+autenticato
  • "Tagliare i rami secchi" significa che i manager incapaci che hanno fatto scelte sbagliate si licenziano? No? Quelli rimangono al loro posto ma i dipendenti che non avevano alcuna voce in capitolo sulle scelte sbagliate vengono licenziati? E questo sarebbe "tagliare i rami secchi"?
    non+autenticato
  • guarda che i manager vengono tagliati prima dei dipendenti.....
    non+autenticato
  • - Scritto da: matteo
    > guarda che i manager vengono tagliati prima dei
    > dipendenti.....

    Si certo, nel paese dei balocchi però!
    non+autenticato
  • - Scritto da: matteo
    > guarda che i manager vengono tagliati prima
    > dei dipendenti.....

    E con la buonuscita di un manager un dipendente vivrebbe 3 anni.
    krane
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