massimo mantellini

Contrappunti/ Quel censore di Cameron

di M. Mantellini - La proposta del Premier britannico di istituire filtri di stato per la pornografia Web rilancia il dibattito. Lo Stato deve essere demiurgo della Rete per i cittadini?

Contrappunti/ Quel censore di CameronRoma - Qualche settimana fa David Cameron, il Primo Ministro inglese che ai tempi delle rivolte nella periferia londinese disse che era necessario censurare i social network che venivano utilizzati per organizzare le proteste, è tornato al centro del dibattito pubblico per certe sue idee su come controllare la pornografia online nel Regno Unito. Per farlo ha fatto inviare ai maggiori ISP inglesi una lista della spesa sulle cose da fare nei prossimi 18 mesi al riguardo. Tempo 5 minuti e la lettera è diventata pubblica e oggetto di grandi discussioni.

Secondo uno studio della società israeliana Similarweb, di cui dava conto il Guardian qualche giorno fa, in Gran Bretagna, nel mese di giugno, l'8,5 per cento del traffico Web è stato diretto verso siti legali a carattere pornografico. Il dato è abbastanza impressionante perché evidenzia come il porno totalizzi volumi di traffico superiori a quelli di tutti i social network messi assieme (7,3 per cento), di tutti i siti di e-commerce (6,1) e di news (4,7 per cento). Percentuali superiori al porno le raccolgono solo il comparto art&entertainment che però comprende tutto il traffico di Youtube (9,6 per cento) e le ricerche Web (15,7 per cento).

Con una media mondiale di circa il 7,7 per cento il porno su Internet continua a funzionare - diciamo così - discretamente e se i tedeschi sembrano quelli più orientati al genere (12,5 per cento) le percentuali inglesi non si discostano molto da quelle degli altri paesi (Spagna 9,6, USA 8,3, Irlanda 7,5, Francia 7,3).
Nella letterina che David Cameron ha mandato agli ISP ritorna una vecchia ossessione censoria del Premier inglese, quella di imporre a tutti i nuovi contratti broadband una scelta preventiva sulla possibilità di accedere a siti pornografici. Mentre già da tempo alcuni provider come Talk Talk forniscono strumenti di filtro sui siti a contenuto pornografico, l'idea del Primo Ministro è quella che tutte le connessioni siano di default allontanate dai siti porno e che eventuali variazioni passino attraverso sistemi di autenticazione certa da parte degli intestatari dei contratti.

L'idea di celare agli occhi dei cittadini una parte di Internet è una idea che ha moltissimi punti deboli ed una controindicazione di sistema altrettanto forte. I punti deboli, come da molti sottolineato nelle discussioni inglesi di questo periodo, vanno dalla sostanziale imperfezione dei sistemi di controllo, agli alibi che in questa maniera vengono forniti ai genitori i quali lasceranno tranquilli i minori su Internet (dove in genere i rischi sono ben altri), alla difficoltà etica ma anche tecnica di scegliere la linea di confine fra contenuti ritenuti leciti ed illeciti: per esempio Tumblr che è contemporaneamente una elegante piattaforma di pubblicazione e un grosso deposito di immagini vietate ai minori, come potrà essere tecnicamente controllato?

Ma più seria e pericolosa è la questione architetturale che viene messa in discussione da simili approcci moralisti quando non chiaramente censori. Si tratta della liceità che governi e amministratori si intestano e che consente loro di sostituirsi ai cittadini nella selezione dei contenuti che possono o non possono essere raggiunti in Rete. La magia di Internet è da sempre quella della personale responsabilità nei confronti dei contenuti che incontriamo. All'interno di questo, che potrebbe essere definito come un percorso educativo per ciascuno di noi, c'è anche la responsabilità che abbiamo nei confronti dei nostri figli che navigano in Rete, la nostra autonomia decisionale nel scegliere cosa possano o non possano vedere su Internet, a che età e con che frequenza. Dentro questa maturità che Internet impone a tutti noi c'è anche ovviamente la possibilità che gli adulti utilizzino filtri che riducano l'accesso a materiale pornografico (o di altra natura) ai nostri figli adolescenti. Io per esempio sul computer di mia figlia li utilizzo.

Ma in nessuno di questi schemi culturali, fatte ovviamente salve le violazioni di legge, esiste la possibilità che il governo decida per me, fino a prova contraria, strumenti e modalità dell'accesso a Internet. E la foglia di fico dell'opt-in al posto dell'opt-out è solo il primo passo del censore sorridente.

Massimo Mantellini
Manteblog

Tutti gli editoriali di M.M. sono disponibili a questo indirizzo
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45 Commenti alla Notizia Contrappunti/ Quel censore di Cameron
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  • Non ho capito quale sia il problema nel rendere obbligatoria una decisione da parte dell'utente sul bloccare l'accesso o meno a siti pornografici.

    La proposta è stata fatta in primis per fare in modo che chi ha famiglia e quindi minorenni che oggi accedono ad internet da soli quotidianamente non abbiano accesso a questi siti che nella maggior parte dei casi non portano a nulla di grave ma che invece possono essere la porta d'ingresso per portarli nel giro della pedopornografia e alimentare questo orribile business.

    Se poi il problema è che l'adulto, proprietario del contratto ha le sue voglie e ogni tanto uno sguardo ha voglia di darcelo, non commette reato quindi è liberissimo di farlo e dire al proprio provider di non bloccare l'accesso. Ma si sa noi italiani divisi dai sensi di colpa da cattolici a quelli dei pregiudizi portati dalla moglie/famiglia/datore di lavoro/conoscenze abbiamo bisogno della nostra privacy. Cosa di cui se ne frega deliberatamente un inglese.

    Tutto qua. Inutile stare a delineare cosa il filtro bloccherà o meno, cosa è il porno e tutto il resto.

    Ognuno decide per sè.
  • > Non ho capito quale sia il problema nel rendere
    > obbligatoria una decisione da parte dell'utente
    > sul bloccare l'accesso o meno a siti
    > pornografici.

    Ora te la spiego. Son qui per questo.


    > La proposta è stata fatta in primis per fare in
    > modo che chi ha famiglia e quindi minorenni che
    > oggi accedono ad internet da soli quotidianamente
    > non abbiano accesso a questi siti che nella
    > maggior parte dei casi non portano a nulla di
    > grave

    Grazie della specificazione. Sai, da soli non lo sapevamo mica...


    > ma che invece possono essere la porta
    > d'ingresso per portarli nel giro della
    > pedopornografia e alimentare questo orribile
    > business.

    Insomma, il web è pieno di immagine pornografiche che non sono fatte di pixel, sono tridimensionali, e rapiscono bambini ignari, e come con la mano che esce dallo schermo tv di Poltergeist , li risucchiano e li fanno partecipare alle scene che un attimo prima guardavano da spettatori.
    Ho capito bene il tuo ragionamento? Perché in tal caso hai una fantasia fervida.


    > Se poi il problema è che l'adulto, proprietario
    > del contratto ha le sue voglie e ogni tanto uno
    > sguardo ha voglia di darcelo,

    Come diceva la signora Coriandoli: "Ci vuole il suo sfogo!".

    > non commette reato

    Sei informatissimo! Io non lo sapevo. Nessuno sapeva che nel 2013 guardare pornografia non è reato. Ho avuto un'illuminazione!


    > quindi è liberissimo di farlo e dire al proprio
    > provider di non bloccare l'accesso. Ma si sa noi
    > italiani divisi dai sensi di colpa da cattolici a
    > quelli dei pregiudizi portati dalla
    > moglie/famiglia/datore di lavoro/conoscenze
    > abbiamo bisogno della nostra privacy. Cosa di cui
    > se ne frega deliberatamente un
    > inglese.

    Una legge non deve rendere la vita difficile a provider e internauti. Caso mai deve semplificarla. Internet per tutti esiste dal 1994, e in tutto questo tempo nessuno ha sentito questa esigenza. Chi voleva mettere un blocco prima lo faceva, era gratuito, chi non lo desiderava lasciava il provider con l'impostazione libera. Semplice, e comprensibile a tutti.
    La prossima mossa cosa sarà? Devo dire al mio provider se intendo guardare le immagini "forti" di Mental zero oppure no? Questa è una balia cibernetica, chi l'ha mai invocata?

    > Tutto qua. Inutile stare a delineare cosa il
    > filtro bloccherà o meno, cosa è il porno e tutto
    > il
    > resto.

    Il filtro non bloccherà quasi nulla perché non esistendo un tag riconosciuto in tutto il mondo di contenuti vietati ai minori, nemmeno è possibile selezionare siti a priori. E basta una falla per invalidare tutta l'operazione.
    Ma il punto non è nemmeno questo: l'opposizione è innanzitutto in Gran Bretagna:
    http://www.theguardian.com/science/political-scien...
    http://www.independent.co.uk/news/uk/politics/an-a...
    http://blogs.telegraph.co.uk/technology/micwright/.../

    Al 99 %, fra qualche mese di questa storia non ne parlerà più nessuno. Si accorgeranno che è tecnicamente inattuabile.
    non+autenticato
  • Wow che bello hai analizzato frase per frase, grazie!Devo dire alla mia professoressa che stavolta non ho fatto errori grammaticali o di sintassi. Purtroppo non conosco Poltergeist, sai son nato molto dopo e la tua metafora non è così illuminante per me. Comunque, con un pò di elasticità puoi tranquillamente capire a cosa mi riferisco.
    Non son d'accordo che una legge che rende obbligatorio installare un filtro di default, disattivabile attraverso richiesta dell'utente, sia una complicazione. Al contrario la vedo come una semplificazione.
    Ripeto, io prendo come target di riferimento l'utente del web che non si considera un esperto ma un semplice utilizzatore. La famiglia che ha internet a casa e non partecipa ad hackatons o cerca nel deep web. Filtri come NetNanny e K9 sono software che con il target di riferimento hanno la loro efficacia.
    Se al posto di dover installare e settare su ogni computer un software ci fosse un blocco a livello di rete, l'operazione è molto più semplice.
    Nella proposta di Cameron c'è semplicemente un cambiamento nell'impostazione: quella attuale richiede un intervento attivo dell'utente per bloccare l'accesso ai contenuti pornografici, quella proposta sarebbe un'impostazione di default.

    Quindi, a mio parere, l'intenzione di Cameron è fare in modo che tutti gli utenti abbiano la consapevolezza di dover fare questa scelta.
    Detto questo, sia che uno opti per bloccare o meno, trovo che la libertà nell'uso di internet rimanga invariata, come la libertà di espressione e di utilizzo di internet nei svariati modi a cui siamo abituati.
    Non ci vedo nessuna prossima mossa, secondo fine o libro nero per chi ha optato di accedere a contenuti pornografici.
    Sono un fiero sostenitore di internet, dell'innovazione che ha portato e che continuerà a portare, ma, penso anche, che la pornografia abbia poco a vedere con questo.
  • > Wow che bello hai analizzato frase per frase,
    > grazie!Devo dire alla mia professoressa che
    > stavolta non ho fatto errori grammaticali o di
    > sintassi.

    Vedi? Scrivendo si impara.

    > Purtroppo non conosco Poltergeist, sai
    > son nato molto dopo e la tua metafora non è così
    > illuminante per me. Comunque, con un pò di
    > elasticità puoi tranquillamente capire a cosa mi
    > riferisco.

    Si trovano anche frammenti sul web, per chi vuole informarsi. La scena è tuttora famosissima:
    Clicca per vedere le dimensioni originali
    Detto questo, no, non capisco a cosa ti riferisci e ti prego di specificare: in che modo la visione di pornografia sul web farebbe cadere i giovani nella pornografia con minori?


    > Non son d'accordo che una legge che rende
    > obbligatorio installare un filtro di default,
    > disattivabile attraverso richiesta dell'utente,
    > sia una complicazione. Al contrario la vedo come
    > una
    > semplificazione.

    Bisogna obbligatoriamente fare un cosa in più, però si semplifica. Strana idea di semplificazione. Sorpresa

    > Ripeto, io prendo come target di riferimento
    > l'utente del web che non si considera un esperto
    > ma un semplice utilizzatore. La famiglia che ha
    > internet a casa e non partecipa ad hackatons o
    > cerca nel deep web. Filtri come NetNanny e K9
    > sono software che con il target di riferimento
    > hanno la loro
    > efficacia.

    Esattamente. Ed esistono già da anni, per chi è interessato.
    Per chi non lo è, non si capisce perché debba fare espressa richiesta per toglierli. Se non, appunto, la volontà di complicare cose semplici.


    > Se al posto di dover installare e settare su ogni
    > computer un software ci fosse un blocco a livello
    > di rete, l'operazione è molto più
    > semplice.

    Magari è semplice per l'utente che questo filtro lo vuole.
    Non è affatto semplice per i provider, che debbono installare qualcosa in più, e non è semplice la gestione dei clienti che desiderano fare a meno del blocco, e che magari si sono dimenticati di comunicarlo e chiamano l'assistenza per protestare.
    Sappiamo tutti le attese ai call center dei servizi internet: davvero bisogna fare perdere decine di minuti ad ogni cittadino britannico per una cretinata del genere?


    > Nella proposta di Cameron c'è semplicemente un
    > cambiamento nell'impostazione: quella attuale
    > richiede un intervento attivo dell'utente per
    > bloccare l'accesso ai contenuti pornografici,
    > quella proposta sarebbe un'impostazione di
    > default.

    Guarda che il concetto l'ho capito, sai?
    Chi ha mai chiesto a Cameron una cosa del genere? E come mai in nessuna parte del mondo raggiunto da internet esiste questa preimpostazione?


    > Quindi, a mio parere, l'intenzione di Cameron è
    > fare in modo che tutti gli utenti abbiano la
    > consapevolezza di dover fare questa
    > scelta.

    Insomma, lo Stato ha per missione di instillare consapevolezza nei cittadini. La vita e la scuola non bastano più.
    Fosse gratis, ancora ancora lo potrei capire, pur non condividendo. Ma questi filtri applicati per legge ai provider costano. È una consapevolezza che si paga con le tasse.

    > Detto questo, sia che uno opti per bloccare o
    > meno, trovo che la libertà nell'uso di internet
    > rimanga invariata, come la libertà di espressione
    > e di utilizzo di internet nei svariati modi a cui
    > siamo
    > abituati.

    Non esiste solo la libertà di navigare. Esiste anche la semplicità d'uso, e francamente, che un capo di governo si svegli alla mattina per complicarla su simili basi è decisamente seccante.


    > Non ci vedo nessuna prossima mossa, secondo fine
    > o libro nero per chi ha optato di accedere a
    > contenuti
    > pornografici.

    Rispondi a me, non ai commenti di altri. Non ho mai parlato di secondi fini o di libro nero.

    > Sono un fiero sostenitore di internet,
    > dell'innovazione che ha portato e che continuerà
    > a portare, ma, penso anche, che la pornografia
    > abbia poco a vedere con
    > questo.

    Ah sì?
    http://internet-filter-review.toptenreviews.com/in...
    non+autenticato
  • Io non ti devo nessuna spiegazione, non ho tempo da perdere a fare copia e incolla su ogni minima questione.
    Ho una mia opinione e accetto il fatto che tu od altri ne abbiano una diversa, non ho alcuna pretesa di puntualizzare e contraddire concetti, oltretutto a persone che non conosco.
    Per me l'idea di Cameron è fattibile e penso che possa portare dei miglioramenti.
  • > Io non ti devo nessuna spiegazione, non ho tempo
    > da perdere a fare copia e incolla su ogni minima
    > questione.

    Specifichiamo qual era la frase:
    [fare in modo che] "minorenni che oggi accedono ad internet da soli quotidianamente non abbiano accesso a questi siti che nella maggior parte dei casi non portano a nulla di grave ma che invece possono essere la porta d'ingresso per portarli nel giro della pedopornografia"
    Così i lettori si fanno un'idea del perché non hai il tempo di spiegarla.


    > non ho alcuna
    > pretesa di puntualizzare e contraddire concetti,
    > oltretutto a persone che non
    > conosco.

    In un bar mentre chiacchieri con amici puoi dire ad un avventore indiscreto: "Ma lei di che s'immischia? Ma chi ha chiesto il suo parere?!?" Su un forum no. Ciò che scrivi è pubblico, e aperto a pubbliche critiche.
    non+autenticato
  • Davvero devo spiegarti cosa intendo?
    I minorenni accedono ad internet da soli senza la supervisione di un adulto. Il tasto all'inizio dei siti pornografici che chiede di verificare l'età non è una barriera che li blocca dall'entrarci. La curiosità di un minorenne supera quella di un adulto con il problema che il minorenne non ha il senso critico di giudicare quello che sta vedendo e facendo. L'esposizione a materiale pornografico in età adolescenziale e preadolescenziale può provocare traumi(per trovare riferimenti scriviamo questa frase su google). Siti con contenuti pornografici sono si siti di immagini e video, ma anche siti dove è possibile attivare la webcam e interagire con altre persone.
    Io penso la spiegazione non fosse necessaria, che sia chiara e mi farebbe piacere non essere forzato ad aggiungere altri particolari.

    Rispondo alle critiche quando sono costruttive e non fatte con tono saccente, finalizzate a destrutturare un intervento nelle minime parti ininfluenti al concetto generale.
  • "Demiurgo" significa sostanzialmente "politico ruffiano", quindi non capisco il titolo.

    E non capisco nemmeno come si fa, nel 2013, cioè 20 anni dopo il "Far West di internet", a lamentarsi se lo Stato cerca di mettere regole, paletti e limiti al cyberspazio...
    Anche il Far West è finito, un giorno. E' stato meglio o peggio?
  • Trollata scarsa.
    Non mi sembra che per vedere un porno, una persona adulta in UK deve chiedere l'autorizzazione delle edicole.
  • - Scritto da: Sg@bbio
    > Trollata scarsa.
    > Non mi sembra che per vedere un porno, una
    > persona adulta in UK deve chiedere
    > l'autorizzazione delle
    > edicole.

    Sgabbio, nel far west tu saresti un fuorilegge...
    non+autenticato
  • La storia del "internet è un far uest!" è da sempre stata una invenzione politica, per limitare i dissensi che su internet non possono essere filtrati come nei media più attempati.

    La storia che in rete c'è l'anarchia non esiste, ma ripeto, in UK, devi firmare un modulo per comprarti un giornale porno in un edicola ?
  • contenuto non disponibile
  • Grande Cameron, ha capito che la pornografia è dannosa e a lungo andare i pornoutenti diventano PORNODIPENDENTI:


    non+autenticato
  • - Scritto da: psichiatria moderna
    > Grande Cameron, ha capito che la pornografia è
    > dannosa e a lungo andare i pornoutenti diventano
    > PORNODIPENDENTI:

    Mi sono fermato al titolo, che già di per sé è un totale nonsense.

    Se sei dipendente da qualcosa lo sai eccome! Gli alcolizzati, per esempio, lo sanno benissimo di esserlo; anche il giocatore d'azzardo incallito è cosciente della propria dipendenza patologica, tant'è che uno dei criteri diagnostici del DSM-IV recita così:
    -Tenta di ridurre, controllare o interrompere il gioco d’azzardo, ma senza successo;

    E' alquanto difficile (se non impossibile) essere dipendenti da qualcosa e non saperlo.
    Che boiate...
    non+autenticato
  • - Scritto da: anon

    > E' alquanto difficile (se non impossibile) essere
    > dipendenti da qualcosa e non
    > saperlo.

    Ma i pornodipendenti, come gli alcolizzati, sanno benissimo di esserlo.
    Solo che dalla pornodipendenza non si esce più perchè non è considerata pericolosa come le altre dipendenze.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...

    > Ma i pornodipendenti, come gli alcolizzati, sanno
    > benissimo di esserlo.

    Non è quello che dice il titolo del video.
    (e nemmeno l'autore del video se è per questo)

    > Solo che dalla pornodipendenza non si esce più
    > perchè non è considerata pericolosa come le altre
    > dipendenze.

    La "porno-dipendenza" non esiste. Nel senso che non è ancora ufficialmente riconosciuta come malattia, tant'è che nel DSM-IV-TR non compare nemmeno.
    Quando verrà a tutti gli effetti riconosciuta come dipendenza patologica e farà capolino nel DSM, allora ne riparleremo.
    Ma fino ad allora... Tutto il resto sono ciance!
    non+autenticato
  • - Scritto da: anon

    > La "porno-dipendenza" non esiste. Nel senso che
    > non è ancora ufficialmente riconosciuta come
    > malattia, tant'è che nel DSM-IV-TR non compare
    > nemmeno.

    Se non compare ancora in questo criterio diagnostico non vuol dire che non esista no? E poi non bisogna essere degli psichiatri per capire che esiste la dipendenza da porno. Oggi con internet è difficile, ma fino a una decina-quindicina di anni fa bastava entrare in un sexy shop per vedere che oltre ai clienti occasionali c'erano sempre le stesse facce.
    Lo so perchè avevo gli uffici proprio di fronte a uno di questi porno-shop.


    > Quando verrà a tutti gli effetti riconosciuta
    > come dipendenza patologica e farà capolino nel
    > DSM, allora ne
    > riparleremo.
    > Ma fino ad allora... Tutto il resto sono ciance!


    Verrà presto riconosciuta, non per niente negli Stati Uniti già esistono cliniche per la cura di questo tipo di dipendenze.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...

    > Se non compare ancora in questo criterio
    > diagnostico non vuol dire che non esista no?

    "Non esiste" in quanto patologia ufficialmente riconosciuta.

    Che poi qualcuno possa diventare dipendente dal porno, beh... c'è tutto un dibattito enorme all'interno della comunità degli psicologi/psichiatri a riguardo che va avanti da anni, e ancora non se ne vede la fine... e tu pensi di venire qui, così su due piedi, e di risolvere tutto con un "è ovvio che esiste!" ?

    > E poi non bisogna essere degli psichiatri per
    > capire che esiste la dipendenza da porno.

    Eh certo, e non c'è bisogno di essere dei fisici teorici per capire la gravità quantistica a loop   Rotola dal ridere

    Affermazioni del genere lasciano il tempo che trovano...

    > Oggi
    > con internet è difficile, ma fino a una
    > decina-quindicina di anni fa bastava entrare in
    > un sexy shop per vedere che oltre ai clienti
    > occasionali c'erano sempre le stesse
    > facce.

    Anche nel bar sotto casa mia si vedono quasi sempre le stesse facce, sono tutti "dipendenti da bar"?
    non+autenticato
  • - Scritto da: anon
    .
    > Anche nel bar sotto casa mia si vedono quasi
    > sempre le stesse facce, sono tutti "dipendenti da
    > bar"?
    se vedi sempre le stesse faccie quelli sono i dipendenti del barSorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: pietro

    > se vedi sempre le stesse faccie quelli sono i
    > dipendenti del barSorride

    Bella!
    Ma io mi riferivo principalmente agli avventori Occhiolino
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > - Scritto da: anon
    >
    > > La "porno-dipendenza" non esiste. Nel senso che
    > > non è ancora ufficialmente riconosciuta come
    > > malattia, tant'è che nel DSM-IV-TR non compare
    > > nemmeno.
    >
    > Se non compare ancora in questo criterio
    > diagnostico non vuol dire che non esista no? E
    > poi non bisogna essere degli psichiatri per
    > capire che esiste la dipendenza da porno. Oggi
    > con internet è difficile, ma fino a una
    > decina-quindicina di anni fa bastava entrare in
    > un sexy shop per vedere che oltre ai clienti
    > occasionali c'erano sempre le stesse
    > facce.
    > Lo so perchè avevo gli uffici proprio di fronte a
    > uno di questi
    > porno-shop.
    >

    Ca$$o, nella panetteria sotto casa vedo sempre le stesse persone.
    Combattiamo la dipendenza patologica dai farinacei, causano obesita', celiachia e diabete !

    >
    > > Quando verrà a tutti gli effetti riconosciuta
    > > come dipendenza patologica e farà capolino nel
    > > DSM, allora ne
    > > riparleremo.
    > > Ma fino ad allora... Tutto il resto sono ciance!
    >
    >
    > Verrà presto riconosciuta, non per niente negli
    > Stati Uniti già esistono cliniche per la cura di
    > questo tipo di
    > dipendenze.

    Bell'argomentazione.
    Devo ricordarti che in USA (patria di infinite varianti di medicine alternative, self healing e puttanate assortite) le cliniche sono aziende ?
    non+autenticato
  • Permettimi questa colta citazione:

    "Quando arriverà il giorno il cui verrà completamente rimosso il porno da Internet, questo lentamente morirà fino a quando rimarrà solo un sito con scritto RIDATECI IL PORNO."

    Perry Cox.
    non+autenticato
  • Io davvero non capisco tutto questo clamore sulle intenzioni di Cameron.
    Il termine "internet" non è sinonimo di "anarchia".
    Se nella vita reale abbiamo delle regole che devono essere rispettate per il bene di tutti, perchè allora la rete dovrebbe essere una TERRA DI NESSUNO in cui ciascuno può farsi i propri porci comodi?
    No no, non scandalizzatevi troppo; internet tra non molto raggiungerà l'intera popolazione del pianeta, quindi i legislatori non potranno astenersi dal regolamentare anche questo campo della nostra vita.
    Saluti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Sandro G.
    > Io davvero non capisco tutto questo clamore sulle
    > intenzioni di
    > Cameron.
    > Il termine "internet" non è sinonimo di
    > "anarchia".
    > Se nella vita reale abbiamo delle regole che
    > devono essere rispettate per il bene di tutti,
    > perchè allora la rete dovrebbe essere una TERRA
    > DI NESSUNO in cui ciascuno può farsi i propri
    > porci comodi?
    >
    > No no, non scandalizzatevi troppo; internet tra
    > non molto raggiungerà l'intera popolazione del
    > pianeta, quindi i legislatori non potranno
    > astenersi dal regolamentare anche questo campo
    > della nostra
    > vita.
    > Saluti.

    Trollata scarsa...vabbè, all'edicola devi fare una richiesta per comprare un porno?
  • - Scritto da: Sandro G.
    > Io davvero non capisco tutto questo clamore sulle
    > intenzioni di
    > Cameron.
    > Il termine "internet" non è sinonimo di
    > "anarchia".
    > Se nella vita reale abbiamo delle regole che
    > devono essere rispettate per il bene di tutti,
    > perchè allora la rete dovrebbe essere una TERRA
    > DI NESSUNO in cui ciascuno può farsi i propri
    > porci comodi?
    >
    > No no, non scandalizzatevi troppo; internet tra
    > non molto raggiungerà l'intera popolazione del
    > pianeta, quindi i legislatori non potranno
    > astenersi dal regolamentare anche questo campo
    > della nostra
    > vita.
    > Saluti.

    proprio perchè raggiungerà l'intero pianeta non sarà possibile regolamentare niente a meno di non avere una unica nazione globale.
    non+autenticato
  • Il tentativo censorio nel Regno Unito non è relativo solo alla p0rnografia, ma a tutta una serie di materiale giudicato "pericoloso".
    Vedi qui:
    http://www.ibtimes.com/uk-porn-filter-censorship-e...
    non+autenticato
  • - Scritto da: lungo e rigido

    > Il tentativo censorio nel Regno Unito non è
    > relativo solo alla p0rnografia, ma a tutta una
    > serie di materiale giudicato "pericoloso".
    > Vedi qui:
    > http://www.ibtimes.com/uk-porn-filter-censorship-e

    Follia totale.

    C'è di buono che, fortunatamente, nessun filtro è perfetto. E che, a questo punto, si saranno già tutti preparati per tempo alla possibilità dell'incombente censura (modificando impostazioni di default, etc.)

    Insomma, non è poi tutta 'sta fine-del-mondo. (per chi ne sa qualcosa almeno, gli altri impareranno e/o si faranno aiutare)
    non+autenticato
  • - Scritto da: lungo e rigido
    > Il tentativo censorio nel Regno Unito non è
    > relativo solo alla p0rnografia, ma a tutta una
    > serie di materiale giudicato
    > "pericoloso".
    > Vedi qui:
    > http://www.ibtimes.com/uk-porn-filter-censorship-e

    Qual'è il problema? Quel materiale non serve a nessuno per avere un'esperienza web positiva e sicura. Bisogna applaudire e sostenere ogni sforzo volto a tenere certi materiali lontano dal pubblico.

    Chi proprio desidera - chissà poi perchè - visionare quel genere di cosa potrà farlo, semplicemente chiedendolo al proprio ISP.

    Perchè avete paura di firmare un documento? Coraggio, voi siete gli indomiti "combattenti per la libertà del web", no?Occhiolino

    Volete dirmi che avete paura di una firma? Di mostrare un documento? Di mettere la vostra faccia in mostra? Che delusione.Occhiolino

    Grandi, grandissimi, intrepidi guerrieri.Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere

    Tornate a nascondervi dietro TOR.

    Finchè dura.Occhiolino
    non+autenticato
  • - Scritto da: Voice of Reason
    > - Scritto da: lungo e rigido
    > > Il tentativo censorio nel Regno Unito non è
    > > relativo solo alla p0rnografia, ma a tutta una
    > > serie di materiale giudicato
    > > "pericoloso".
    > > Vedi qui:
    > >
    > http://www.ibtimes.com/uk-porn-filter-censorship-e
    >
    > Qual'è il problema? Quel materiale non serve a
    > nessuno per avere un'esperienza web positiva e
    > sicura. Bisogna applaudire e sostenere ogni
    > sforzo volto a tenere certi materiali lontano dal
    > pubblico.
    >
    > Chi proprio desidera - chissà poi perchè -
    > visionare quel genere di cosa potrà farlo,
    > semplicemente chiedendolo al proprio
    > ISP.
    >
    > Perchè avete paura di firmare un documento?
    > Coraggio, voi siete gli indomiti "combattenti per
    > la libertà del web", no?
    >Occhiolino
    >
    > Volete dirmi che avete paura di una firma? Di
    > mostrare un documento? Di mettere la vostra
    > faccia in mostra? Che delusione.
    >Occhiolino
    >
    > Grandi, grandissimi, intrepidi
    > guerrieri.Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere
    >
    > Tornate a nascondervi dietro TOR.
    >
    > Finchè dura.Occhiolino

    Lui:

    Clicca per vedere le dimensioni originali

    ha le tue stesse idee perchè non gli chiedi asilo politico nel suo Stato?A bocca aperta
  • Ok, uno scan del tuo documento d'identità e codice fiscale.
  • - Scritto da: Sg@bbio
    > Ok, uno scan del tuo documento d'identità e
    > codice
    > fiscale.

    Sei un poliziotto? Numero del distintivo, prego. Altrimenti taci.
    non+autenticato
  • sgabbio è un troll loggato, come tutti in questo forum... Rotola dal ridere
    non+autenticato
  • - Scritto da: Voice of Reason
    > - Scritto da: Sg@bbio
    > > Ok, uno scan del tuo documento d'identità e
    > > codice
    > > fiscale.
    >
    > Sei un poliziotto? Numero del distintivo, prego.

    1.
    Carta d'identita', prego

    > Altrimenti
    > taci.

    Sto scrivendo in silenzio.
    non+autenticato
  • Ma come! Non hai niente da nascondere, no ? Quindi perché non mettere in chiaro i tuoi dati, visto che parli tanto di queste cose.
  • - Scritto da: Voice of Reason
    > - Scritto da: lungo e rigido
    Bisogna applaudire e sostenere ogni
    > sforzo volto a tenere certi materiali lontano dal
    > pubblico.

    Perchè?
    non+autenticato