Alfonso Maruccia

Unbundling, la UE bacchetta l'Italia

Da Bruxelles arriva lo stop alle scelte dell'AGCOM in merito all'accesso alla banda larga all'ingrosso: i nuovi prezzi incidono negativamente sui programmi degli operatori. L'AGCOM risponde: questioni procedurali

Roma - La Commissione Europea si frappone tra l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) e le nuove regole per l'unbundling, norme che fissano un prezzo inferiore per la concessione della rete di Telecom in rame all'ingrosso agli altri operatori.

Bruxelles ha fatto ricorso al meccanismo di riesame della UE giudicando le modifiche capaci di "incidere negativamente sulla capacità degli operatori di pianificare e decidere in merito ai prezzi da applicare in Italia".

Il motivo principale del contendere, spiegano dalla Commissione, è la decisione di Agcom di fissare i prezzi dell'affitto della rete per il 2013 a partire delle precedenti analisi di mercato, un comportamento che la UE considera contrario a quanto aveva assicurato l'Autorità - nell'ottobre del 2012 - e cioè prezzi basati su nuove indagini di mercato.
╚ una questione di certezza normativa e di rispetto degli impegni già presi, sottolinea la vice-presidente della Commissione Europea Neelie Kroes, e ora sarà compito dell'Organismo dei regolatori europei per le comunicazioni elettroniche (BEREC) affrontare della questione in collaborazione con la stessa Agcom.

La risposta dell'Autorità italiana non si è fatta attendere, e nel comunicato ufficiale Agcom "prende atto" dei dubbi sollevati da Bruxelles ma prova a liquidare la faccenda come riguardante solo "aspetti procedurali" e non la sostanza delle nuove norme sull'unbundling.

Ad appoggiare l'Agcom nella riduzione dei prezzi pensano anche Fastweb, Vodafone e Wind, che parlano di "un segnale di apertura al mercato della telefonia fissa", in stato asfittico a causa della posizione dominante di Telecom Italia.

Alfonso Maruccia
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