
Con un monitoraggio di 63 grandi imprese britanniche, alcuni ricercatori inglesi hanno messo in luce come per le aziende la posta elettronica sia una preoccupazione sempre crescente, e non tanto per la grande quantità di spam e di virus che girano via email, ma anche per l'uso o l'abuso che ne viene fatto dai dipendenti.
Stando ai dati diffusi dagli esperti della "LexisNexis Industrial Relations Services", pubblicazione della
LexisNexis dedicata alla gestione del personale nelle aziende, circa un terzo delle imprese intervistate nell'ultimo anno ha dovuto prendere provvedimenti in merito all'uso errato della posta elettronica da parte di propri dipendenti. Forse dunque non è un caso che proprio in Gran Bretagna ci siano aziende che arrivano a
vietare la posta elettronica o quelle che promuovono
un giorno alla settimana senza email.
L'abuso più frequente è quello dell'invio di
materiali sconvenienti da un dipendente all'altro, o a liste di dipendenti, oppure nell'uso privato della casella email di lavoro. Tutti casi nei quali le aziende tendono ad agire con estrema severità sul dipendente "colto in fallo", arrivando talvolta al
licenziamento.
Da quando sono entrate in vigore le nuove leggi britanniche sui diritti del lavoratore, secondo gli esperti di LexisNexis le imprese sono spinte a varare
policy di comportamento molto dettagliate e soprattutto molto rigide e questo non è detto che abbia una ricaduta esclusivamente positiva sulla produttività personale.
Secondo i redattori dello studio, è necessario che le imprese facciano un passo più avanti rispetto a quanto già fanno, per esempio, nel filtrare il Web accessibile ai propri dipendenti. Non si tratta cioè soltanto di installare software di sicurezza anti-porno per frenare certi comportamenti scorretti quanto anche di spingere i dipendenti ad un uso il più possibile professionale dell'email quando si trovano sul luogo di lavoro.
Dubbi, infine, vengono espressi verso quei software che scansionano la posta in uscita dalle caselle aziendali per filtrare eventuali contenuti testuali o immagini che non siano in linea con la policy...