Alfonso Maruccia

Samsung, le NAND 3D per gli SSD enterprise

Il produttore sudcoreano annuncia i primi prodotti commerciali basati su chip di memoria Flash in configurazione verticale, tecnologia ponte in attesa che cambino le architetture per memoria e storage

Roma - A breve distanza dal debutto pubblico della tecnologia di chip NAND Flash "tridimensionali" (V-NAND"), Samsung brucia le tappe e presenta ufficialmente i primi prodotti commerciali basati sui suddetti chip nella forma di due unità di storage a stato solido (SSD) pensati per applicazioni in campo enterprise.

V-NAND SSD SamsungI nuovi SSD vengono presentati come "V-NAND SSD", saranno dotati di una capacità rispettivamente di 480 GB e 960 GB e saranno basati su NAND Flash in configurazione verticale costituiti da 64 diversi die di chip MLC. Il form factor è di 2,5 pollici.

Oltre a garantire la disponibilità di uno spazio di archiviazione maggiore, lo stoccaggio delle celle di memoria in tre dimensioni garantisce un incremento del 20 per cento nelle prestazioni in scrittura sequenziale e casuale. I miglioramenti nel consumo energetico ammontano al 40 per cento, sostiene Samsung, mentre l'affidabilità - e augurabilmente la durata - delle unità viene descritta come "eccezionale" nel comunicato ufficiale.
Attesi al debutto sulla catena di montaggio entro questo mese di agosto, i nuovi SSD V-NAND rappresentano per Samsung il superamento dell'"ostacolo della miniaturizzazione oltre la classe dei 10 nanometri", un traguardo tecnologico equiparabile - sempre secondo le parole di Samsung - a un "Big Bang Digitale" nell'industria IT globale.

I chip di memoria V-NAND rappresentano un nuovo traguardo per il settore storage, ma il mercato è in continua evoluzione ed è la stessa Samsung ad ammettere che nel futuro occorrerà cambiare tutto a partire dagli standard di memoria usati attualmente su computer, gadget mobile e ogni altro genere di dispositivo elettronico.

Chi offre un approccio più generale all'intero mondo dello storage digitale è invece Seagate, che prevede un'esplosione senza precedenti delle necessità totali al punto da produrre un numero sufficiente di dischi e memorie in grado di soddisfare solo la metà del fabbisogno entro il 2020. La questione non sarà più SSD contro HDD, dice Seagate, quanto piuttosto come fare a placare la richiesta di dispositivi di storage con SSD assieme ad HDD - e tutto quello che verrà poi.

Alfonso Maruccia

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