massimo mantellini

Contrappunti/ Gli affari di Zuckerberg

di M. Mantellini - Il progetto di Internet.org suona più come una mossa di marketing che un autentico sforzo benefico. Una rete per tutti deve essere diversa da quella pensata da Mark

Roma - Una regola aurea (chiedete a Bill Gates per maggiori approfondimenti) che andrebbe seguita sempre è la seguente: non mescolare affari e beneficenza. Il business, a differenza di quanto troviamo molto spesso scritto nelle mission delle aziende Internet, non ha come proprio scopo quello di guarire i mali del mondo. Potrà anche succedere che in brevi istanti questo accada, che interessi aziendali e intenti caritatevoli possano in un certo momento magico coincidere ma, mediamente, non è così.

È naturale che quando Facebook annuncia un piano strategico per far diventare la connettività un diritto dell'umanità e per portare Internet a 5 miliardi di abitanti del pianeta, il cinico pessimista che abita in me pensi due cose: la prima, la più cinica e pessimista, che nella Silicon Valley abbiano preso a modello certe vaporose campagne di marketing buoniste italiane tutte incentrate sui diritti fondamentali dei cittadini all'accesso e sul blablabla del gratuito come prerogativa costituzionale; l'altra, meno pessimista ma ugualmente disagevole, che dietro a tutto questo ci sia semplicemente una strategia di business per i prossimi anni travestita da azione caritatevole.

Il progetto, opportunamente presentato dietro un dominio .org (internet.org), a sottolineare fin dall'inizio il carattere filantropico, aperto e disinteressato dell'operazione, si basa su alcune idee interessanti anche se non completamente inedite. La principale sembra essere quella secondo la quale si possa ipotizzare per il futuro una rete Internet gratuita, basata sui contenuti più leggeri come quelli testuali da immaginare come primo passo alla connettività. Ovviamente chat, social network sarebbero fra questi, insieme a motori di ricerca e Wikipedia; secondo questo progetto di Facebook, con una serie di accorgimenti tecnologici allo studio e con la collaborazione dei produttori di telefoni cellulari e altri operatori del settore, sarà possibile ridurre in maniera rilevante la quantità di dati necessari a questi utilizzi basilari, riuscendo così a mantenerli gratuiti. Questo accesso di base offerto dalle compagnie di rete mobile ai cittadini della parte meno fortunata del pianeta dovrebbero fare poi da volano ad una Internet premium, simile a quella che utilizziamo noi oggi e quindi necessariamente a pagamento.
Gli interrogativi che questo modello apre sono numerosi, ne cito solo due: le reti mobili sono, come è noto, reti non neutrali e come tali non sono l'ideale se si desidera democratizzare l'accesso a Internet. È del resto piuttosto chiaro che per ragioni di infrastruttura nei paesi in via di sviluppo il traffico dati dovrà utilizzare quel tipo di architettura, tuttavia un progetto come questo acuisce ulteriormente le già note criticità della neutralità delle reti cellulari in particolare la definizione di quali tipologie di dati possano o non possano essere comprese nell'ipotetico accesso gratuito. Uno dei punti fermi per lo sviluppo di Internet nei paesi oggi non connessi è immaginare che, se esiste una sola rete di accesso, questa sia il più possibile neutrale e perciò assai differente dalle reti mobili che conosciamo in occidente.

Credo poi non sfugga a nessuno che fra i servizi compresi nell'ipotesi di offerta gratuita di Zuckerberg ci sono quelli di Facebook e che già oggi, come ha ricordato The Verge, in certe parti del mondo esistono servizi come Facebook for every Phone che prevedono accesso gratuito per un certo periodo al social network e poi il passaggio a pagamento. In altre parole più che una idea di "Internet come diritto" quella di Zuckerberg assomiglia abbastanza ad una idea di "Facebook come diritto" anche per quei miliardi di persone che non lo utilizzano ancora. Tutto questo implica un inevitabile sguardo competitivo nei confronti degli altri attori della Internet attuale.

Esiste poi una difficoltà di fondo ad accettare questa idea di Internet mediata dall'accesso a Facebook. Internet non è Facebook e sarebbe bene che non aspirasse ad esserlo, nemmeno lontanamente. Perché Facebook rappresenta l'esatto opposto della idea di Rete che abbiamo per oltre un decennio immaginato possibile e che ha fatto crescere Internet nel mondo. È piuttosto curioso che il progetto caritatevole di Facebook inizi con questa frase: "Per quasi dieci anni, Facebook ha avuto come missione quella di rendere il mondo più aperto e più connesso". Se ci badate è una frase perfetta: se avessimo trovato scritto "Facebook ha avuto come missione quella di rendere Internet più aperta e connessa" avremmo gridato alla bugia patente, invece, così costruita, quella frase rappresenta solo una mezza verità per quelli disposti a crederci. È possibile rendere il mondo più aperto e connesso attraverso una piattaforma chiusa e recintata? Forse, almeno in parte, ma solo perché il mondo precedente era incomparabilmente brutto e chiuso, così anche la mezza Internet di Facebook può essere utile a migliorarlo.

Quando Orange qualche anno fa ebbe l'idea, con un progetto bellissimo, di consentire l'accesso gratuito dai suoi terminali a Wikipedia nei paesi africani, immaginò un gesto di grande intelligente aiuto allo sviluppo di Internet dove non c'era e così facendo garantì anche i propri interessi aziendali. Quando Facebook immagina di portare a 5 miliardi di persone un accesso alla Rete che consenta loro di utilizzare prima di tutto Facebook, presunto presidio planetario della democrazia all'accesso, si applica in una scelta comunicativa spericolata che è assai efficacemente sintetizzata in questo titolo: "Portare Internet ai poveri: un business travestito da beneficenza".

Massimo Mantellini
Manteblog

Tutti gli editoriali di M.M. sono disponibili a questo indirizzo
27 Commenti alla Notizia Contrappunti/ Gli affari di Zuckerberg
Ordina
  • ... vuole solo diventare il padrone della rete. Punto e basta.
    non+autenticato
  • - Scritto da: . . .
    > ... vuole solo diventare il padrone della rete.

    al massimo è un prestanome
    altri sono i padroni (leggi: multinazionali IT & finanza)
    altri sono i controllori (leggi: "servizi" vari...)
    non+autenticato
  • Sono tornato, vi sono mancato, veeeeero? Fan Linux

    FINALMENTE SU PUNTO INFORMATICO TIRA UNA NUOVA ARIA A bocca aperta

    Bene, ora passiamo alla notizia.

    Io credo che Marco Zucchino non ce la racconti giusta, cioè, secondo me, ha interesse unicamente nel "creare" manodpoera qualificata a bassissimo costo, e (anche) a vendere prodotti ai morti di fame.

    Detto questo, buona serata Ficoso
  • Sforzo benefico e generoso, internet testuale gratuita...
    Detto da uno che si rifiuta di pagare i cinquecento dollari promessi a chi scova un bug di facebook, adducendo scuse ridicole (inglese precario, violazione account):
    http://punto-informatico.it/3874436/PI/News/facebo...
    non+autenticato
  • La "generosità" di Mark Perplesso
    non+autenticato
  • cito dall'articolo:
    È naturale che quando Facebook annuncia un piano strategico per far diventare la connettività un diritto dell'umanità e per portare Internet a 5 miliardi di abitanti del pianeta, [si pensi] che dietro a tutto questo ci sia semplicemente una strategia di business per i prossimi anni travestita da azione caritatevole.

    no... la componente marketing/business è solo una "minima" parte della cosa, anche se è proprio quella che colpisce subito gli occhi degli osservatori, e questo non è un caso dato che permette di confondere gli osservatori portandoli a tralasciare (come infatti succede anche al sig. mantellini) altre considerazioni e analisi...

    vediamo...


    per prima cosa, non va dimenticato che fb nasce e cresce come "progetto pilota" (con mr. zuccotto come nerd prestanome di facciata) ampiamente finanziato e ben protetto da vari tra i più "soprchi" gruppi di potere politico ed economico e organizzazione di controllo e di oppressione su scala globale (multinazionali famigerate stile cocacola e verizon, fondi di investimento quantomeno discutibili, fondazioni e lobby di stampo ultraliberista/neocon, organismi come NSA, CIA, US Defence ecc.)...
    giusto un link per i più smemorati e distratti:
    http://www.theguardian.com/technology/2008/jan/14/...

    insomma, un "brillante" progetto sperimentale di ingegneria e controllo sociale che, vista la massiccia adesione delle sue stesse vittime inconsapevoli, ha poi avuto un successo completo, probabilmente anche oltre le aspettative...

    va poi considerato - come ampiamente mostrato anche dalle rivelazioni del "caso" datagate (non molto stupefacenti per chi da svariati anni è in grado di fal lavorare 3 o 4 neuroni e fare 2+2) - che tutte le "grandi" multinazionali 2.0 del settore informatico/internet collaborano da mooooolti anni (e dappertutto) con i "servizi"... senza il minimo scrupolo e, anzi, con grande faccia di culo e una bella dose di ipocrisia (del tipo ohhh nooo, "Don't be evil!"...)

    e peraltro questa loro collaborazione - è notizia di 3 o 4 giorni fa mi pare, ancora troppo recente per PI... - è stata anche ben remunerata...
    per quelli sempre un po' distratti:
    http://www.theguardian.com/world/2013/aug/23/nsa-p...

    dunque, questo è il quadro in cui fb si va a collocare, e in posizione decisamente apicale

    a questo punto azioniamo i 3 o 4 neuroni e facciamo 2+2...

    e subito diventa evidente chi ci sia realmente a ispirare questo "piano strategico" presentato da fb e quali ne siano le reali finalità (che poco hanno a che vedere con marketing/business e assolutamente nulla con il benessere dell'umanità)...

    gli scopi primari sono estendere il condizionamento, il controllo e la sorveglianza globale a quante più persone possibile, e, portando loro la rete e internet (e fb), indurre altri miliardi di persone a desiderare merci e stili di vita a loro estranee, così da condizionarle e controllarle (il colonialismo/imperialismo culturale è storicamente ampiamente sperimentato e garantisce sempre il successo... l'italia del dopo guerra è un esempio...)

    semplice
    non+autenticato
  • eh già, infatti l'italia prima della guerra era un paese altamente scolarizzato dove vigeva la libertà di informazione e di pensiero...
    Sono gli americani con i loro media che ci hanno rovinato.

    Annoiato
  • - Scritto da: saverio_ve
    > eh già, infatti l'italia prima della guerra era
    > un paese altamente scolarizzato dove vigeva la
    > libertà di informazione e di
    > pensiero...
    > Sono gli americani con i loro media che ci hanno
    > rovinato.

    a) si parlava del progetto fb, l'esempio italia era solo e molto marginale, incidentale, e comunque contestualizzato nel resto del discorso
    b) di tutto mi sa poi che ti è sfuggito il senso...
    saluti
    non+autenticato
  • Il senso l'ho capito benissimo, e l'Italia era un esempio.
    Il tentativo fatto dalle multinazionali di incanalare l'informazione è un metodo per cercare di arginare la perdita di controllo che questa crea.
    Il miglior controllo possibile è l'ignoranza e l'analfabetismo.
    Pensi che un minatore africano che legge su internet a quanto vendono il diamante che lui ha estratto a 10$ al mese sia un vantaggio per la multinazionale?
    La cultura è libertà, la condivisione del pensiero è libertà. Se poi tu decidi che con la tua libertà vuoi comprarti una coca cola... è sempre meglio che non averla quella libertà.
  • - Scritto da: saverio_ve
    > Il miglior controllo possibile è l'ignoranza e
    > l'analfabetismo.

    al contrario... il miglior controllo si ha con il potere disciplinare che impiega largamente le "moderne" tecniche di ingnegneria sociale applicata nelle sue varie forme e modalità
    https://en.wikipedia.org/wiki/Social_engineering_%...

    > Pensi che un minatore africano che legge su
    > internet a quanto vendono il diamante che lui ha
    > estratto a 10$ al mese sia un vantaggio per la
    > multinazionale?

    pensi che per il potere sia meglio un coscritto ignorante che però mantiene sua propria personalità e morale che magari lo porta a disertare, o un volontario istruito (=condizionato) di qualche esercito pronto a immolarsi per difendere quelli che gli sono stati insegnati essere i "veri" e "giusti" valori?

    > La cultura è libertà, la condivisione del
    > pensiero è libertà.

    solo che però queste sono cose molto ma molto diverse dall'istruzione... e da fb...
    non+autenticato
  • Accedere a internet e indottrinamento sono due cose diametralmente opposte.
    Tu negheresti un panino al salame ad un moribondo per difenderlo dal colesterolo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: saverio_ve
    > Accedere a internet e indottrinamento sono due
    > cose diametralmente opposte.

    ma pensala pure come vuoi...
    ad ogni modo si vede sei stato indottrinato bene Occhiolino
    non+autenticato
  • - Scritto da: saverio_ve
    > Accedere a internet e indottrinamento sono due
    > cose diametralmente
    > opposte.

    Siamo sicuri che queste due realtà (accesso ad internet & potenziale indottrinamento) siano poi così separate? internet, prima di essere condivisione è stata ed è innanzitutto informazione. Questi bit di informazione possono essere distorti, manipolati, falsificati oppure semplicemente messi in ridicolo ad arte o grottescamente amplificati, in modo da non renderli credibili agli occhi di chi legge, pur essendo veri; in una parola: disinformazione. Purtroppo, non tutti gli internauti hanno la capacità di discernere un'informazione obiettiva da un'informazione di parte costruita a tavolino o peggio da un'informazione falsa ma ben progettata, che può essere proposta e spacciata come veritiera in maniera credibile: le stesse multinazionali del web sanno benissimo quanto sia facile creare tendenze ed indirizzare stili di pensiero – e quindi influenzare indirettamente l'opinione pubblica - grazie anche precise strategie di marketing virale e non: prima creano un bisogno, poi questo bisogno diventa ''collettivo'' e dopo un certo tempo (mesi od anni poco importa) il bisogno si trasforma in una necessità sociale inderogabile (grazie anche ad una mirata gestione degli influencer) amplificando il tutto con uno sfruttamento ottimale degli stessi servizi di aggregazione ''gratuiti'' forniti: tra un like e l'altro l'indottrinamento delle masse, anzi l'auto-indottrinamento (imho) è uno dei possibili scenari da prendere in seria considerazione.
  • Infatti Mr. Zuckenberg non vuole offrire "internet gratis" nel senso di TCP/IP, ma in una cosa che assomiglia molto di piu' ad un Walled Garden, con poco o nullo accesso alla piattaforma di comunicazione sottostante.

    Internet è (era) quello che è perché ogni IP era paritetico ad ogni altro. Tu potenzialmente eri contemporaneamente Client e Server.
    Poi sono arrivati NAT, ADSL ed infine Bandwidht Throttling per porta/applicazione (di default sulle reti mobili) e quella "A" che diventa sempre più "Asymmetrical".

    Forse qualcuno meno giovane ricorda che prima di Internet non è che non ci fossero reti telematiche commerciali. Ma il protocollo più in voga aveva una banda di 1200/75 bps. No, non 1200 down/1275 up. Proprio 1200 down/ 75 up! Cioè la banda in upload era 16 volte più piccola di quella in download.

    Poi arrivarono Fidonet e subito dopo Internet via PPP. Fino circa il 1998/1999 avevi in upload tanto quanto in download. Poi arrivarono i modem V.90: 54kbps in down/33.6 up. E da li in avanti sempre più "A".
    Oggi una qualunque ADSL viene venduta con 20Mbbs down/ 1Mbbs up.
    Abbiamo superato il minitel. 20:1 contro 16:1.
    Sul mobile non è che mi senta meglio: l'accoppiata HSDPA/HSUPA è arrivata alla Release 11 con 337.5Mbps/34.5. 10:1.
    Anche LTE, che almeno inverte una tendenza, fa comunque un 4:1.

    Finché hai rapporti 20:1 è inevitabile che servizi Fornitore-Cliente facciano la parte del leone su quelli Utente-Utente, che va 20 volte più piano.

    Accedere a internet sarebbe il contrario di indottrinamento. Ma accedere al Minitel (perché di questo stiamo parlando, seppur nella sua versione 20000 volte più veloce) ne ha invece molto a che fare. O perlomeno non ha nessun effetto contrastante.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Skywalker
    > Infatti Mr. Zuckenberg non vuole offrire
    > "internet gratis" nel senso di TCP/IP, ma in una
    > cosa che assomiglia molto di piu' ad un Walled
    > Garden, con poco o nullo accesso alla piattaforma
    > di comunicazione
    > sottostante.
    >
    > Internet è (era) quello che è perché ogni IP era
    > paritetico ad ogni altro. Tu potenzialmente eri
    > contemporaneamente Client e
    > Server.
    > Poi sono arrivati NAT, ADSL ed infine Bandwidht
    > Throttling per porta/applicazione (di default
    > sulle reti mobili) e quella "A" che diventa
    > sempre più
    > "Asymmetrical".
    >
    > Forse qualcuno meno giovane ricorda che prima di
    > Internet non è che non ci fossero reti
    > telematiche commerciali. Ma il protocollo più in
    > voga aveva una banda di 1200/75 bps. No, non 1200
    > down/1275 up. Proprio 1200 down/ 75 up! Cioè la
    > banda in upload era 16 volte più piccola di
    > quella in
    > download.
    >
    > Poi arrivarono Fidonet e subito dopo Internet via
    > PPP. Fino circa il 1998/1999 avevi in upload
    > tanto quanto in download. Poi arrivarono i modem
    > V.90: 54kbps in down/33.6 up. E da li in avanti
    > sempre più
    > "A".
    > Oggi una qualunque ADSL viene venduta con 20Mbbs
    > down/ 1Mbbs
    > up.
    > Abbiamo superato il minitel. 20:1 contro 16:1.
    > Sul mobile non è che mi senta meglio:
    > l'accoppiata HSDPA/HSUPA è arrivata alla Release
    > 11 con 337.5Mbps/34.5.
    > 10:1.
    > Anche LTE, che almeno inverte una tendenza, fa
    > comunque un
    > 4:1.
    >
    > Finché hai rapporti 20:1 è inevitabile che
    > servizi Fornitore-Cliente facciano la parte del
    > leone su quelli Utente-Utente, che va 20 volte
    > più
    > piano.
    >
    > Accedere a internet sarebbe il contrario di
    > indottrinamento. Ma accedere al Minitel (perché
    > di questo stiamo parlando, seppur nella sua
    > versione 20000 volte più veloce) ne ha invece
    > molto a che fare. O perlomeno non ha nessun
    > effetto contrastante.

    ottime considerazioni, complimenti
    mi associo in pieno
    non+autenticato
  • - Scritto da: Skywalker
    > Infatti Mr. Zuckenberg non vuole offrire
    > "internet gratis" nel senso di TCP/IP, ma in una
    > cosa che assomiglia molto di piu' ad un Walled
    > Garden, con poco o nullo accesso alla piattaforma
    > di comunicazione
    > sottostante.

    Complimenti per l'analisi acuta e dettagliata (in molti dei passaggi da te citati ho rivisto la mia storia di internauta allo specchio) vorrei sottolineare però come i nostri interventi non siano poi così distanti: il ''Walled Garden'' in realtà è il primo passo!

    Ho come l'impressione che nei discorsi portati avanti in questo thread si stia commettendo un poco tutti l'errore di ragionare ''esclusivamente'' da informatici. E qui non penso si abbia a che fare con degli informatici e basta! ma con il web marketing e i Guru della persuasione digitale.

    1) Un utente connesso in un ''Walled Garden'' è sempre meglio di nessun utente connesso.

    2) Un utente connesso in un ''Walled Garden'' quando le contingenze economiche e le infrastrutture tecniche lo permetteranno si trasformerà in un utente internet a tutti gli effetti e quindi un potenziale cliente

    3) Questo tipo di utenza tenderà, com'è logico, a privilegiare il fornitore di servizi che già ha avuto modo di conoscere (nel caso specifico Zuckenberg con la sua piattaforma Social)


    Concordo quando affermi che: ''Zuckenberg non vuole offrire internet gratis". Infatti vuole offrire un ''servizio'', qualunque esso sia: l'importante è che a fornirlo sia la ''sua'' Società e non qualcun altro (la concorrenza), anche a costo di rimetterci soldi! almeno all'inizio; questa strategia - se portata avanti con criterio - spalancherebbe a FB, ovviamente sul lungo e lunghissimo periodo - un potenziale mercato ben superiore al numero di utenti iscritti attualmente alla piattaforma, numeri che solo ad ipotizzarli appaiono impressionanti...
  • Zuckerberg non sarà certo un santo, anzi!
    Ma perché portare un'internet gratuita a tutti (leggi terzo mondo), seppur testuale, farebbe così schifo?
    Facebook non è testuale!, al massimo la chat, ma il business (la pubblicità) non lo è affatto. E poi che cosa vuoi vendere ad uno che non può pagarsi nulla?
    Se davvero (e ne dubito) questa operazione dovesse tradursi in un assalto mondiale ai server di FB, costerebbe cara in termini di infrastruttura e non renderebbe nulla.
    Internet testuale significa libri di testo, comunicazione, pluralità di informazione.
    Io ci andrei piano prima di liquidare un progetto del genere come una furbacchiata commerciale.
  • - Scritto da: saverio_ve
    > Zuckerberg non sarà certo un santo, anzi!
    > Ma perché portare un'internet gratuita a tutti
    > (leggi terzo mondo), seppur testuale, farebbe
    > così
    > schifo?
    > Facebook non è testuale!, al massimo la chat, ma
    > il business (la pubblicità) non lo è affatto. E
    > poi che cosa vuoi vendere ad uno che non può
    > pagarsi nulla?
    > Se davvero (e ne dubito) questa operazione
    > dovesse tradursi in un assalto mondiale ai server
    > di FB, costerebbe cara in termini di
    > infrastruttura e non renderebbe nulla.
    > Internet testuale significa libri di testo,
    > comunicazione, pluralità di informazione.
    > Io ci andrei piano prima di liquidare un progetto
    > del genere come una furbacchiata commerciale.

    e infatti gli scopi sono altri...
    (vedi il commento 'no... c'è sotto ben altro')
    non+autenticato
  • Ad esempio perché altri lo hanno già fatto da almeno un paio di anni?
    Es. http://www.binu.com/?
    Rispondi ai loro questionari, e hai "airtime" gratis su connessione 2G.
    Tra l'altro sono in partnership con Worldreader http://www.worldreader.org/

    Tradotto: mica vorrai che siano altri diversi da Facebook che scambiano Dati Personali con accesso gratuito ad Internet...
    non+autenticato
  • Quindi cosa vorresti?

    Che istruzione e informazione non arrivino mai ?
    Che arrivino non attraverso la "faziosa internet" ma con delle televisioni e giornali governativi?
    Vuoi pagare tu l'operazione ?

    parafrasando Churchill, internet non garantisce informazione totalmente libera e indipendente, ma è la migliore che conosca.
  • - Scritto da: saverio_ve
    > Quindi cosa vorresti?
    Vorrei liquidare un progetto del genere come una furbacchiata commerciale.
    Per giunta nemmeno innovativa.
    non+autenticato
  • Quelli di Binu mica dicono che stanno portando internet nel terzo mondo e che sono dei benefattori. Malgrado quelli di Worldreader si appoggino a loro. Stanno solo commercializzando una tecnologia che ben si adatta al terzo mondo (terminali 2G su reti GSM) con un modello di business che ben si adatta alle tasche di uno nel terzo mondo (adware).

    Perché vorresti difendere qualcuno che invece propone la stessa cosa, ma sostenendo di farlo "per il bene dell'umanità", quando è chiaro che sta solo cercando di coprire prima che lo faccia qualcun'altro in aree dove c'è ancora ampio margine:
    Continente     FB Users   Popolazione   %
    Nord America   190 Mln    350 Mln     54
    Oceania         15 Mln     38 Mln     39
    Sud America    135 Mln    390 Mln     35
    Europa         250 Mln    750 Mln     33
    Centro America 47 Mln    170 Mln     28
    Caraibi         7 Mln     43 Mln     16   
    Medioriente     23 Mln    245 Mln       9
    Japan           17 Mln    127 Mln     14
    Taiwan         13 Mln     23 Mln     57
    Sud Corea       10 Mln     45 Mln     22
    Vietnam         11 Mln     90 Mln     12
    Filippine       30 Mln    104 Mln     29
    China         0.6 Mln    1.3 Mld       0
    Resto Asia     154 Mln    2.5 Mld       6
    Africa         50 Mln     1 Mld       5

    Fatto salvo che in Medioriente e in China i numeri sono bassi per questioni politiche (censura), guarda caso i numeri più bassi sono anche dove internet raggiunge meno del 30% della popolazione: Resto Asia e Africa. E se ci arrivasse prima Sina Weibo o Mixi? O - orrore - Google+?
    :D
    non+autenticato
  • - Scritto da: saverio_ve
    > Quindi cosa vorresti?
    >
    > Che istruzione e informazione non arrivino mai ?
    > Che arrivino non attraverso la "faziosa internet"
    > ma con delle televisioni e giornali
    > governativi?
    > Vuoi pagare tu l'operazione ?
    >
    > parafrasando Churchill, internet non garantisce
    > informazione totalmente libera e indipendente, ma
    > è la migliore che conosca.

    nel caso non ti sia chiaro: internet NON COINCIDE con fb
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
Successiva
(pagina 1/2 - 6 discussioni)