Mauro Vecchio

Brevetti, Ŕ ancora tensione tra giganti IT

Samsung non ottiene la ripetizione del processo contro Apple. Ed entrambe dovranno rilasciare molti documenti riservati al pubblico. Nel frattempo si avvia il secondo round Microsoft-Motorola

Roma - Nessuna possibilità di riaprire la sfida brevettuale contro Apple, dal momento che il giudice distrettuale Lucy Koh ha respinto la mozione presentata dai legali di Samsung sulla tecnologia rubber band (7,469,381). L'azienda sudcoreana era stata condannata per lo sfruttamento indebito della feature registrata dalla Mela in quasi 20 dei suoi dispositivi mobile. Non ci sarà un nuovo processo.

Al contrario di quanto stabilito in precedenza dallo stesso giudice Koh, una corte d'appello di Washington ha poi aperto alla pubblicazione di numerosi documenti finora rimasti sgreti per la tutela dei diritti delle due aziende in guerra legale. Apple e Samsung non saranno comunque costrette a diramare quei dati finanziari che contengono informazioni dettagliate sugli utili e le vendite dei rispetti prodotti sul mercato mobile.

Nella decisione in primo grado del giudice Koh, l'interesse del pubblico nella comprensione degli avvenimenti e procedimenti legali superava i diritti delle due società di mantenere in segreto le informazioni nel corso del maxi-processo che aveva portato alla multa da oltre 1 miliardo di dollari nei confronti del colosso asiatico. Il giudice Sharon Prost ha sì riconosciuto l'importanza di tutelare l'interesse del pubblico nei procedimenti giudiziari - per facilitare la comprensione dei procedimenti - ma anche che tale interesse non può essere esteso ad una mera curiosità per le informazioni riservate di Apple e Samsung, informazioni giudicate non centrali per una decisione nel merito.
Sul fronte dei brevetti, ma passando ad altri due colossi, una corte federale di Seattle sarà teatro della seconda sfida tra Microsoft e Motorola Mobility sulla presunta violazione di contratto nella distribuzione licenziata di brevetti considerati essenziali e dunque standard, dalle tecnologie wireless a quelle di codifica video usate all'interno della console di Redmond Xbox. I vertici di BigM avevano offerto alla divisione controllata da Google un accordo da quasi 7 milioni di dollari per il pagamento delle royalties, offerta rifiutata da Motorola e giudicata irragionevole e discriminatoria.

Mauro Vecchio
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