Luca Annunziata

Panasonic dice addio al mobile

La dirigenza taglia il ramo secco. Nessun profitto arriva da cellulari e smartphone. Ma ci saranno ancora device marchiati Panasonic, solo prodotti da altre aziende

Roma - Panasonic sta affrontando in questi anni una complessa ristrutturazione per riportare in salute i propri bilanci, e nel processo il management ha deciso di tagliare tutte le divisioni incapaci di garantire un minimo di 5 per cento di profitto: è il caso del settore mobile, che in queste ore il presidente Kazuhiro Tsuga ha chiarito non farà più parte del portafogli principale dell'azienda nipponica.

"Non è accettabile per l'azienda questo tipo di emorragia in rosso, per questo dobbiamo pensare al modo di sviluppare i nostri asset in maniera più efficace" ha dichiarato Tsuga: nonostante l'impegno e gli investimenti, gli smartphone e i cellulari Panasonic non sono in grado di garantire questa efficienza (si parla di perdite di 11 milioni di dollari per l'anno fiscale che si sta chiudendo, un miglioramento rispetto al periodo precedente ma comunque un risultato negativo), pertanto le operazioni saranno tagliate. Con buona pace dell'impegnativa linea Eluga, lanciata in pompa magna un paio di anni or sono e ora accantonata.

Nel futuro ci saranno altri telefoni prodotti da OEM e non più dalle fabbriche Panasonic, venduti con il marchio Panasonic in regioni emergenti come l'India. Non è esclusa la produzione di prodotti business da inserire nella scia di prodotti quali i notebook Toughbook, ma in ogni caso l'azienda giapponese ha deciso di eliminare il mobile dalle proprie fila: niente più intera verticale di produzione dalla progettazione alla fabbrica, bensì una più snella business unit che si concentri su progetti più piccoli e con meno costi accessori. (L.A.)
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