Luca Annunziata

Il destino di Blackberry

Un piano di di vendita sarebbe stato studiato per concludersi entro novembre. Ma non si sa chi potrebbe essere l'acquirente. Mentre si vocifera di scorpori e vendite insufficienti

Roma - Questione di settimane e la faccenda potrebbe essere definitivamente chiarita: il piano strategico che una speciale commissione è stata incaricata di studiare dal consiglio di amministrazione di Blackberry sarebbe in dirittura d'arrivo, e molto presto potrebbe diventare operativo. Allo stato dei fatti ci sarebbe pronta una vera e propria asta per accaparrarsi gli asset tecnici e tecnologici dell'azienda canadese: questione di giorni e potrebbe partire la gara al rialzo, anche se per ora nulla si sa di chi potrebbe rientrare nella lista dei potenziali acquirenti.

Novembre è il termine fissato, stando alle indiscrezioni pubblicate dal Wall Street Journal, per portare a termine l'operazione: a essere interessati potrebbero essere altre aziende che già si occupano di mobile o che gravitano attorno questo mondo. Qualche mese fa si era fatto il nome di Lenovo, circostanza poi smentita dai vertici dell'azienda cinese, e ora è un'altra azienda cinese a smarcarsi: Huawei in queste ore ha reso noto che non pensa affatto di effettuare acquisizioni per aumentare il proprio giro d'affari nel mobile (e sarebbe stata un'acquisizione difficoltosa, visto che le aziende cinesi non sono viste di buon occhio in Nordamerica), mentre niente altro si sa di una possibile voglia di Microsoft di arricchire il proprio portafoglio a cui ha appena aggiunto Nokia.

I tempi stretti, appena due mesi, sarebbero un segnale per restringere il campo agli interlocutori davvero interessati, accorciando anche l'eventuale periodo di incertezza legato alla trattativa. Una incertezza che Blackberry non può permettersi, onde evitare che i conti già precari sprofondino, e l'opzione della vendita di tutta l'azienda non è la sola possibilità in campo: da giorni si vocifera che Blackberry Messenger, una delle armi più affilate nell'arsenale canadese, potrebbe presto finire in una divisione scorporata in aperta concorrenza con altri prodotti simili (WhatsApp in primis), oppure ceduta ad altri per fare cassa. Il piano già da tempo annunciato di approntare app per altri OS mobile, quali Android e iOS, sarebbe funzionale a questa operazione.
Bert NordbergLe vendite dello smartphone Q10, quello dotato di tastiera della nuova generazione, non starebbero andando bene: un altro segnale che consiglia di accelerare le decisioni per non trovarsi a metà del guado nel momento peggiore. La migliore carta che BlackBerry ha da giocare, anche secondo le dichiarazioni del capo del consiglio di amministrazione Bert Nordberg, è quella di pensare un po' meno in grande e accontentarsi di diventare una "azienda di nicchia" sfruttando il successo e la base installata di prodotti destinati all'industria, lasciando alle corazzate Apple, Samsung e magari anche a Microsoft-Nokia il compito di battersi per il predominio nel mercato consumer.

Luca Annunziata

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