Mauro Vecchio

Baboom, mega-esplosione di musica

L'atteso Megabox cambia nome, come annunciato dal founder di Megaupload Kim Dotcom. Il lancio tra alcuni mesi, per seppellire il business delle major discografiche

Roma - Destinato a rivoluzionare il mercato globale della musica digitale, il fu progetto Megabox ha cambiato rotta ancor prima di salpare contro l'antiquato sistema di business difeso così strenuamente dalle potenti etichette discografiche. In realtà, la nuova sfida del founder di Megaupload Kim Dotcom cambierà soltanto in termini di etichetta, perché al nome Megabox subentrerà il più accattivante Baboom, come mostrato nell'immagine teaser distribuita dallo stesso Dotcom alla testata specializzata TorrentFreak.

teaser baboom


Come a voler sottolineare le caratteristiche esplosive dell'atteso servizio di distribuzione e archiviazione musicale, Kim Dotcom gestirà in prima persona - meglio, attraverso una società privata totalmente estranea al mega impero del file hosting - il progetto Baboom (ex-Megabox), che dovrebbe partire entro alcuni mesi in attesa della fine dei lavori in corso con un team di oltre 20 attivissimi sviluppatori.
"Sono estremamente elettrizzato - ha spiegato Kim Dotcom dopo le sue dimissioni da managing director di Mega - Non vedo l'ora di mostrare agli artisti ciò che ho creato per loro. Su Baboom potrà essere gestita un'intera carriera. Gli artisti non hanno mai avuto così tanta libertà, trasparenza e controllo". (M.V)
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19 Commenti alla Notizia Baboom, mega-esplosione di musica
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  • Potrebbe essere l'asteroide che finalmente spazzerà via i dinosauri delle major.
    Basta che una parte degli artisti si svincolino dai contratti capestro che sono di fatto costretti a firmare se vogliono pubblicare, e la valanga seguirà.
    Io gli auguro di avere successo, ci proveranno in ogni modo a fermarli, con mezzi leciti e non.
    Funz
    12974
  • - Scritto da: Funz
    > Basta che una parte degli artisti si svincolino
    > dai contratti capestro che sono di fatto
    > costretti a firmare se vogliono pubblicare, e la
    > valanga
    > seguirà.
    Chissà come mai?A bocca aperta
    non+autenticato
  • se.. lol. Hai 5 anni?A bocca aperta
    - Scritto da: Funz
    > Potrebbe essere l'asteroide che finalmente
    > spazzerà via i dinosauri delle major.
    >
    > Basta che una parte degli artisti si svincolino
    > dai contratti capestro che sono di fatto
    > costretti a firmare se vogliono pubblicare, e la
    > valanga
    > seguirà.
    > Io gli auguro di avere successo, ci proveranno in
    > ogni modo a fermarli, con mezzi leciti e
    > non.
    non+autenticato
  • avete presente quando il primo ministro Letta, proprio ieri, ha detto che occorre rivedere come il federalismo viene messo in pratica dalle regioni, facendo l'esempio di quegli "enti di scopo" che si creano e poi rimangono ad imperitura memoria anche quando lo "scopo" non sussiste più!?!
    Bene, le Major discografiche penso che siano la stessa cosa: costano un patrimonio a cantanti e "ascoltatori" e ormai non servono più a nulla.
  • - Scritto da: zanonig
    > avete presente quando il primo ministro Letta,
    > proprio ieri, ha detto che occorre rivedere come
    > il federalismo viene messo in pratica dalle
    > regioni, facendo l'esempio di quegli "enti di
    > scopo" che si creano e poi rimangono ad
    > imperitura memoria anche quando lo "scopo" non
    > sussiste
    > più!?!

    no. D'altra parte se ne dicono di cose, sono i fatti che languono.

    > Bene, le Major discografiche penso che siano la
    > stessa cosa: costano un patrimonio a cantanti e
    > "ascoltatori" e ormai non servono più a
    > nulla.

    la maggior parte dei cantanti va dove ci sono i soldi. Veramente pochi lo fanno per la musica (e la gloria fine a sè stessa).
    non+autenticato
  • > la maggior parte dei cantanti va dove ci sono i
    > soldi. Veramente pochi lo fanno per la musica (e
    > la gloria fine a sè
    > stessa).

    E i soldi ormai sono nei concerti: da una serata, un gruppo può aspettarsi di guadagnare qualche migliaia di euro (non è poi molto, se si considera che organizzare il concerto costa, che ci sono parecchi collaboratori da pagare, e che la cifra rimanente va divisa tra tutto il gruppo, ma ci si può campare), ed i gruppi più famosi addirittura oltre il milione.

    Dalla vendita dei cd, solo una parte va all'autore: si parla di qualche migliaio di euro all'anno, se va bene; fare i concerti è più faticoso, ma si realizzano gli stessi guadagni in una serata. Attualmente, non ha più senso pensare di vivere facendo cd.

    Non parliamo poi dello streaming a pagamento (come spotify), che frutta pochi centesimi: un musicista che abbia migliaia di ascoltatori su spotify guadagna meno di un euro, nel complesso.

    Certo, resta la radio, che paga oltre 50 euro a passaggio, e con un po' di fortuna si arriva a qualche decina di migliaia di euro all'anno.

    Quindi... per un musicista la via più promettente è fare i concerti. Probabilmente non vale neanche più la pena di far incidere i dischi, e presto o tardi molti cantanti non si prenderanno nemmeno più la briga di fare le registrazioni in studio (se non di qualche brano, da diffondere gratis come "provino" per farsi conoscere, o per i brani da passare alla radio). La maggior parte dei brani non verrà nemmeno registrata, ma solo suonata dal vivo.

    Quindi, cosa finirà su baboom? Principalmente le prime opere di qualche esordiente, oppure i brani già passati alla radio (e quindi, tagliati o con la voce del dj). Ed il cerchio si chiuderà.
    non+autenticato
  • > E i soldi ormai sono nei concerti: da una serata,
    > un gruppo può aspettarsi di guadagnare qualche
    > migliaia di euro

    Veramente un cantante, esordiente e anche affermato, i concerti li ha sempre fatti. Si facevano soldi prima, e si fanno ancora. Non capisco cosa sarebbe cambiato.


    > Dalla vendita dei cd, solo una parte va
    > all'autore:

    Ci si accontenta. Sorride
    Se il CD non lo fai, non hai nemmeno questa percentuale.


    si parla di qualche migliaio di euro
    > all'anno, se va bene; fare i concerti è più
    > faticoso, ma si realizzano gli stessi guadagni in
    > una serata.

    Di nuovo, una cosa non esclude l'altra. Non sono due alternative, sono due percorsi complementari, nel senso che spesso uno spettatore va al concerto perché ha acqusitato il CD, o comunque lo ha ascoltato (non indaghiamo come).


    > Quindi... per un musicista la via più promettente
    > è fare i concerti.

    Se trova una casa discografica che gli fa un contratto, non ci sputa sopra. A bocca aperta Certe occasioni per la promozione o per le ospitate nelle trasmissioni giuste le offrono solo loro.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Roberto Ferri
    > > E i soldi ormai sono nei concerti: da una
    > serata,
    > > un gruppo può aspettarsi di guadagnare
    > qualche
    > > migliaia di euro
    >
    > Veramente un cantante, esordiente e anche
    > affermato, i concerti li ha sempre fatti. Si
    > facevano soldi prima, e si fanno ancora. Non
    > capisco cosa sarebbe
    > cambiato.

    Infatti mica ho detto che è cambiato qualcosa, per i concerti. Dove avrei affermato una cosa del genere?

    >
    >
    > > Dalla vendita dei cd, solo una parte va
    > > all'autore:
    >
    > Ci si accontenta. Sorride

    Fino ad un certo punto.

    > Se il CD non lo fai, non hai nemmeno questa
    > percentuale.

    Ma se tale percentuale è meno di quanto ti costa fare il cd, non ti conviene.

    > > Quindi... per un musicista la via più
    > promettente
    > > è fare i concerti.
    >
    > Se trova una casa discografica che gli fa un
    > contratto, non ci sputa sopra.

    Ma la trova? E il contratto cosa prevede da parte sua?

    > A bocca aperta Certe
    > occasioni per la promozione o per le ospitate
    > nelle trasmissioni giuste le offrono solo
    > loro.

    Per ora.... ed il servizio che offrono è meno efficace di un tempo.
    non+autenticato
  • > Per ora.... ed il servizio che offrono è meno
    > efficace di un
    > tempo.


    GIà così inefficace... guarda un pò di tv prima e case discografiche poi cosa tirano fuori... Un gruppo di 4 pirla completamente montati dalla casa discografica che vendono milioni di copie in tutto il mondo, fanno film di successo etc...

    Nel modno musicale o fai un contratto con una major che tra ospitate, radio, tv a tema, merchandising, publbicità ecc... ti fa diventare famoso oppure ti attacchi alla canna del gas.

    Questo nuovo servizio è solo per gli esordienti, nessun artista famoso abbandonerà mai i soldi e le sicurezze delle major...

    Niente di nuovo o di rivoluzionarlo, chi lo pensa è solo un povero illuso...
    non+autenticato
  • > GIà così inefficace... guarda un pò di tv prima e
    > case discografiche poi cosa tirano fuori... Un
    > gruppo di 4 pirla completamente montati dalla
    > casa discografica

    Appunto: ti pare un buon risultato?

    > che vendono milioni di copie in
    > tutto il mondo

    O meglio: che si vedono scaricare milioni di copie dal p2p in tutto il mondo.


    >, fanno film di successo


    Che poi viene scaricato a sbafo


    > Questo nuovo servizio è solo per gli esordienti,
    > nessun artista famoso abbandonerà mai i soldi e
    > le sicurezze delle
    > major...

    E quanto a lungo può vivere un artista famoso? Il punto non è cosa faranno quelli già affermati; il punto è se qualcun altro riuscirà ad affermarsi allo stesso modo dopo di loro.
    non+autenticato
  • > GIà così inefficace... guarda un pò di tv prima e
    > case discografiche poi cosa tirano fuori... Un
    > gruppo di 4 pirla completamente montati dalla
    > casa discografica che vendono milioni di copie in
    > tutto il mondo, fanno film di successo
    > etc...

    C'è una vaga allusione al gruppo One direction? Quelli che prima di partecipare a una trasmissione musicale nemmeno si conoscevano fra di loro? O è una mia idea? Occhiolino


    > Nel modno musicale o fai un contratto con una
    > major che tra ospitate, radio, tv a tema,
    > merchandising, publbicità ecc... ti fa diventare
    > famoso oppure ti attacchi alla canna del
    > gas.

    Ma sai, chi la musica la fa davvero per passione si accontenta anche di particine nel mondo dello spettacolo canoro in miniatura. I centri sociali, ad esempio. Ma non sono molti.
    non+autenticato
  • > > > E i soldi ormai sono nei concerti: da
    > una
    > > serata,
    > > > un gruppo può aspettarsi di guadagnare
    > > qualche
    > > > migliaia di euro
    > >
    > > Veramente un cantante, esordiente e anche
    > > affermato, i concerti li ha sempre fatti. Si
    > > facevano soldi prima, e si fanno ancora. Non
    > > capisco cosa sarebbe
    > > cambiato.
    >
    > Infatti mica ho detto che è cambiato qualcosa,
    > per i concerti. Dove avrei affermato una cosa del
    > genere?

    Nella frase "E i soldi ormai sono nei concerti: da una serata, un gruppo può aspettarsi di guadagnare qualche migliaia di euro". L'avverbio ormai, in italiano, significa solo quello.

    > > > Dalla vendita dei cd, solo una parte va
    > > > all'autore:
    > >
    > > Ci si accontenta. Sorride
    >
    > Fino ad un certo punto.

    Be', tu non fare i conti in tasca agli altri. Per ora funziona così.

    > > Se il CD non lo fai, non hai nemmeno questa
    > > percentuale.
    >
    > Ma se tale percentuale è meno di quanto ti costa
    > fare il cd, non ti
    > conviene.

    Stiamo ovviamente parlando di artisti legati a una casa discografica. I soldi li mette il produttore, le uniche spese vive che eventualmente sostengono gli artisti sono quelle per l'acquisto di strumenti nuovi e il pagamento di turnisti di sala.
    Il CD lo stampa la casa discografica, e col suo bel logo in evidenza.


    > > > Quindi... per un musicista la via più
    > > promettente
    > > > è fare i concerti.
    > >
    > > Se trova una casa discografica che gli fa un
    > > contratto, non ci sputa sopra.
    >
    > Ma la trova? E il contratto cosa prevede da parte
    > sua?

    Dipende ovviamente da casa discografica a casa discografica. E non sono un esperto di contratti, dovrei informarmi.
    Il cantante italiano Immanuel Casto, che per anni è andato avanti con autoproduzioni distribuite attraverso internet e con video su Youtube, nel 2011 ha inciso il suo primo Cd per una casa discografica, per quanto minuscola, la JLe Management:
    http://www.jlemanagement.com/2006/11/contatti/
    Evidentemente una pur piccola convenienza l'aveva, altrimenti avrebbe continuato come prima.


    > > A bocca aperta Certe
    > > occasioni per la promozione o per le ospitate
    > > nelle trasmissioni giuste le offrono solo
    > > loro.
    >
    > Per ora.... ed il servizio che offrono è meno
    > efficace di un
    > tempo.

    Ripeto: gli artisti, se possono, vanno a cercare riparo sotto quell'ombrello. Un motivo ci sarà.Deluso
    Del resto il premio per il reality show X Factor in cosa consiste? In un contratto con la multinazionale Sony Music. Migliaia i candidati che si sottopongono ai provini, guarda caso... E a Marco Mengoni è andata bene, visto che è tuttora sotto contratto.
    non+autenticato
  • > Nella frase "E i soldi ormai sono nei concerti:
    > da una serata, un gruppo può aspettarsi di
    > guadagnare qualche migliaia di euro". L'avverbio
    > ormai, in italiano, significa solo
    > quello.

    Significa che il campo dei concerti è l'unico che NON è cambiato: prima rendevano anche gli altri, ora gli altri sono cambiati e resta solo quello.


    > > Ma se tale percentuale è meno di quanto ti
    > costa
    > > fare il cd, non ti
    > > conviene.
    >
    > Stiamo ovviamente parlando di artisti legati a
    > una casa discografica. I soldi li mette il
    > produttore, le uniche spese vive che
    > eventualmente sostengono gli artisti sono quelle
    > per l'acquisto di strumenti nuovi e il pagamento
    > di turnisti di sala.

    E il produttore cosa vuole in cambio dei suoi soldi? Non te li regala, si aspetta una percentuale sui tuoi incassi (e su TUTTI i tuoi incassi, non solo su quelli che fai grazie alla casa discografica)
    non+autenticato
  • > Significa che il campo dei concerti è l'unico che
    > NON è cambiato: prima rendevano anche gli altri,
    > ora gli altri sono cambiati e resta solo
    > quello.

    Insomma, le assegnazione annuali del disco di platino sono ormai come i titoli nobiliari in una repubblica: non contano più una cicca!
    Fra un Lil Angel$ che esiste solo su youtube e un Tiziano Ferro che ha ricevuto 6 dischi di platino non c'è alcuna differenza per quanto riguarda i guadagni da vendite: sono entrambi straccioni!


    > > Stiamo ovviamente parlando di artisti legati
    > a
    > > una casa discografica. I soldi li mette il
    > > produttore, le uniche spese vive che
    > > eventualmente sostengono gli artisti sono
    > quelle
    > > per l'acquisto di strumenti nuovi e il
    > pagamento
    > > di turnisti di sala.
    >
    > E il produttore cosa vuole in cambio dei suoi
    > soldi?

    Come tutti i produttori, vuole che i soldi rientrino con tanto di interessi. Certo non gli interessa la celebrità.Deluso


    > Non te li regala, si aspetta una
    > percentuale sui tuoi incassi (e su TUTTI i tuoi
    > incassi, non solo su quelli che fai grazie alla
    > casa
    > discografica)

    Percentuale non vuol dire totalità. Forse ti sfugge la sottile differenza.
    Tutti devono mangiare. Anche alle prostitute i lenoni lasciano una parte dei guadagni per le spese correnti.
    non+autenticato
  • ...cosa offrirà questo "rivoluzionario" servizio.
    non+autenticato
  • Baboom! Proprio come il rumore della cella che si chiude dietro alle spalle del pirata scarricone che lo usa!Indiavolato
    non+autenticato
  • - Scritto da: Pianeta Video
    > Baboom! Proprio come il rumore della cella che si
    > chiude dietro alle spalle del pirata scarricone
    > che lo usa!
    >Indiavolato

    Hai le carte giuste per diventare capocomico a Zelig.
    In un modo parallelo però.
    non+autenticato