Il mondo è connesso ad Internet

Lo sostengono quelli della ITU, secondo cui nel 2000 i paesi con almeno una connessione formale ad Internet erano 214. Nel 1993 i paesi erano soltanto 60. Ma non tutto va per il verso giusto

Ginevra - Gli esperti non hanno dubbi: l'accesso alla Rete nel mondo cresce, e aumentano i paesi che consentono ai propri cittadini di navigare su Internet. Lo dimostrano i numeri pubblicati dalla International Telecommunications Union, una delle organizzazioni più autorevoli in materia di analisi dei servizi di telecomunicazione e da anni consulente di molti governi proprio relativamente ad Internet.

La ITU sostiene che, nel 2000, i paesi connessi alla Rete erano 214 contro i 60 registrati alla fine del 1993. Nel rapporto Q1 2001 ITU Telecommunication Indicators Update gli esperti spiegano come i pochi paesi che ancora non dispongono di connessione si trovino in questa condizione per ragioni di tipo politico e non, come si potrebbe essere portati a pensare, per questioni economiche.

Secondo ITU, lo sviluppo della Rete è rapido nei paesi che hanno accettato di "collegarsi". Ma anche in condizioni diverse, come nei paesi meno ricchi in cui la diffusione dell'accesso si scontra con condizioni di povertà, dove viene "aperto" il mondo di Internet, le conseguenze positive non tardano ad arrivare.
Lo studio segnala anche che tutti e sette i paesi che per primi nel 1988 si collegarono alla Internet nata negli USA, cioè Canada, Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia, Svezia e Francia, con l'eccezione di quest'ultima, occupano la parte alta delle "classifiche" dei paesi nei quali maggiore è la penetrazione di Internet.

Secondo la ITU, nel 2000 gli utenti Internet nel mondo erano 315 milioni di persone, di cui ben 83 milioni si trovavano nei paesi in via di sviluppo. Nel 2000, inoltre, il numero dei computer host, quei computer che sono cioè collegati direttamente ad Internet, ha toccato e superato quota 104 milioni.
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