Gabriele Niola

WebTheatre/ RAI, tentacoli per l'online

di G. Niola - La RAI dispiega tutte le proprie forze per conquistare la Rete. Con iniziative di diverso livello e concorsi che promettono premi cinematografici

Roma - Solo 3 anni fa la RAI convocava nei suoi uffici i principali giornalisti di tecnologia per capire cosa fare riguardo le produzioni per la rete: era un periodo in cui guardando oltreoceano sembrava scontato che qualsiasi colosso mediatico dovesse avere un piano per internet, ma nel nostro paese ancora non c'era un pubblico poiché ancora non c'era stata la grande scuola di massa che sono stati i vlog. Ora che le webserie sono una realtà anche da noi la RAI ha cominciato a muoversi, e come suo solito in maniera massiccia, caotica ma potente.

Innanzitutto sono tre le realtà RAI che si muovono sul settore dell'online e che cercano di posizionarsi come quelle più titolate per fare produzione webseriale: RAI Cinema, RaiNet e RAI Fiction. La cosa da sola spiega molto bene quale sia lo stato delle produzioni per la rete e quali i suoi problemi principali (con o senza RAI di mezzo). Indecisi se percepirle come filiazioni del cinema, della televisione o prodotti autonomi della rete, in RAI si consuma una lotta di corridoio e di posizione tra diverse entità che risulta in una sovrapproduzione di materiale, iniziative solitamente non impeccabili e spesso fatte solo per mettere un piede in quel mondo a costo basso (vale la pena ricordarlo, non è solo prerogativa RAI concepire le webserie come prodotti che possono essere sottopagati).

Dopo aver messo online una buona parte del proprio archivio, dopo aver creato RaiClick ora diventato Rai.tv (realtà insospettabilmente positiva) e aver cominciato a sperimentare con un certo successo la replay tv, ora sembra che la RAI intenda muoversi sul terreno delle produzioni autonome per la rete. Ma se RAI Fiction è riuscita fare il terribile Ombrelloni e RAI Cinema a produrre 15 web movies di dubbia riuscita (ad onor del vero non sono riuscito a vederli tutti e 15, ma a giudicare dai primi non promettono bene), RAI Net ancora non ha calato le proprie carte.
L'iniziativa migliore pare dunque quella con i valori produttivi più alti, Una mamma imperfetta, diversa da tutte le altre perché decisamente non ripiegata su nuovi talenti della rete.
Stupisce quindi l'annuncio di CubovisionAwards, concorso online della piattaforma on demand di Telecom Italia e di RAI Cinema che premia il miglior mediometraggio inviato online tra il 12 Settembre e il 7 Novembre. Stupisce perché a fronte di una scarsa originalità nell'immaginare il concorso in sé, sia giuria che premi paiono in linea con gli standard più impegnativi.
A giudicare i video inviati infatti ci saranno Carlo Verdone, Francesco Bruni, Cristiana Capotondi, Willwoosh e il presidente di giuria Ron Howard che mette anche a disposizione come primo premio (oltre ad un passaggio su Cubovision e il canale web di RAI Cinema) uno stage nella sua società di produzione a Hollywood. Non sfugge di certo l'ironia di un concorso online per produzioni audiovisive di 20 minuti che poi dà premi di ordine cinematografico (del resto il ramo RAI che lo produce è RAI Cinema), tuttavia è evidente che le solita frasi fatte "Vogliamo dare risalto ai giovani talenti delle rete" cominciano se non altro ad avere una parvenza di realtà.

Ron Howard

Cosa ancor più inedita per il nostro panorama è anche l'iniziativa parallela di Francesco Bruni, autore molto tradizionale, solitamente scrittore per i film di Paolo Virzì ma da poco anche regista con Scialla!, di fare un trailer in crowdsourcing: "Non nego una certa diffidenza e paura nel mettere online un mio lavoro, sebbene parziale - spiega - ma sono contento di battere il percorso dell'offerta legale". Del suo film Noi 4 saranno dati 10 minuti per farne un trailer, il premiato sarà usato per la comunicazione ufficiale del film e il suo autore andrà anch'egli a Hollywood nella società di produzione di Ron Howard.
Ma forse la componente più importante di CubovisionAwards è che si batterà (vedremo come) anche nel campo dei tutorial. In questi mesi saranno infatti messi online video didattici da Oliver Stone e Ron Howard (regia), Cristiana Capotondi (recitazione), Hans Zimmer (colonne sonore), Brian Grazer (produzione), Francesco Bruni (sceneggiatura), Pietro Scalia (montaggio), Paolo Del Brocco (pitch di un progetto), Willwoosh (web). Un'operazione seria e in linea con gli altri colossi stranieri.

Gabriele Niola
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8 Commenti alla Notizia WebTheatre/ RAI, tentacoli per l'online
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  • se si meglio che smettano di parlare di innovazione e comincino con qualcosa di meno aggressivo, tipo usabilità, standard ecc..
    non+autenticato
  • - Scritto da: trollo
    > se si meglio che smettano di parlare di
    > innovazione e comincino con qualcosa di meno
    > aggressivo, tipo usabilità, standard
    > ecc..

    Aggiungo, sai mai che qualcuno di realmente interessato legga.

    Se mettessero a disposizione tutti i filmati di cui hanno il copyright in maniera usabile e standard anche inserendo un "tantinello"* di pubblicità nello streaming (chissà evitiamo di chiedere soldi sempre ai cittadini) avrebbero una piattaforma che a breve potrebbe diventare di riferimento.

    RIcordo che non tutti in europa hanno la storia televisiva/cinematografica italiana.

    E per l'anno prossimo vediamo di prenderci i 350 milioni di sky.

    *tantinello non vuol dire 15 sec di video 15 sec di pubblicità altrimenti adblock plus

    aspetto il primo "medio italiano" che mi spieghi perchè non è possibile.
    Arreso ormai alla stasi attuale.

    Buona giornata.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Phronesis
    > - Scritto da: trollo
    > > se si meglio che smettano di parlare di
    > > innovazione e comincino con qualcosa di meno
    > > aggressivo, tipo usabilità, standard
    > > ecc..
    >
    > Aggiungo, sai mai che qualcuno di realmente
    > interessato
    > legga.
    >
    > Se mettessero a disposizione tutti i filmati di
    > cui hanno il copyright in maniera usabile e
    > standard

    sul cancro di silverlight sfortunatamente la sola spiegazione e' il zerbinaggio della dirigenza nei confronti di M$.
    Va detto pero' che non va considerata la rai come un unico monolite con un unica testa.. infatti nel tempo erano stati fatti dei "miglioramenti" poi azzoppati (aka allargamento di vedute verso linux, usando si wmv9 M$, ma nella versione che era notoriamente gia implementata il libavcodec ... o ancor -molto- prima (ai tempi del lancio techerai).. il realvideo... che esisteva anche per linux/mac)

    il problema del copyright purtroppo e' un cancro che non dipende da Rai, e crea problemi paradossali e paralizzanti...
    Un caso classico fu l'odissea di Supergulp , programma ideato e prodotto da rai negli anni 70... causa il milione di intrecci di licenze & co.. si poteva solo tenerlo a salare in magazzinoCon la lingua fuori hanno risolto (aka pagato) la questione dopo aver sudato 1000 camice nel 2009 (o giu di li)

    >
    > E per l'anno prossimo vediamo di prenderci i
    > 350 milioni di
    > sky.
    sky bisognerebbe tenerla fissa in tribunaleCon la lingua fuori
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba
    > > E per l'anno prossimo vediamo di prenderci i
    > > 350 milioni di
    > > sky.
    > sky bisognerebbe tenerla fissa in tribunaleCon la lingua fuori

    Onestamente non mi interesa di sky, non sono nemmeno un cliente.
    Resta evidente che la rinucia a quei soldi è uno scandalo.
    Senza se e senza ma.

    Ponendo che Sky sia da "trascinarla in tribunale" come dici resto comunque dell'idea che due torti non facciano una ragione.

    Considerando anche che sky ha dato una piccola pennina DT per vedere comunque i canali in chiaro (non ha perso clienti) e che oggi RAI, Tivù srl e AGCOM pagheranno rispettivamente 13mila, 7mila e 10mila euro a Sky per risarcirla dell'ostacolo creatogli.

    Non lo dico a te, lo dicoo sempre anche a me stesso, iniziamo a pensare da persone moderne, a pensare diversamente.

    Per la questione copyright, perdonami se te lo dico, fai il classico discorso "generalista".

    Non è importante trovare l'eccezione per annullare la regola, la politica non è scienza.
    Se puoi mettere a disposizione tot titoli avendo i diritti (e questi tot titoli sono molti) e sono di interesse o dominio pubblico, fallo nella modalità consentita dalla legge e migliore per il cittadino.

    Il progresso è un processo non uno stato.

    Senza offesa personale _davvero_, si fa per discutere e crescereA bocca aperta

    Buona giornata
    non+autenticato
  • Sky pagava la rai, per farla restare nella sua piattaforma, non certo per avere l'esclusiva.

    La colpa di rai e di AGMCOM che l'ha lasciata fare è spender soldi su una piattaforma esclusiva per fruire dei suoi canali via satellite, poteva stare sia su sky che su tivùsat. Il problema è che ci stavano i soliti intrallazzi politici, visto che il proprietario di una delle maggiori major italiane e concorrente di Sky, oltre che fare politica.

    Ricordiamoci che poi Masi, che all'epoca era alla dirigenza rai ha cercato di sabotare ulteriormente quest'ultima.
  • - Scritto da: Sg@bbio
    > Sky pagava la rai, per farla restare nella sua
    > piattaforma, non certo per avere
    > l'esclusiva.

    Ciao Sgabbio.Sorride
    Non ho ben compreso se il commento è una obiezione o un aggiunta.
    Certo che la rai veniva pagata per restare sulla piattaforma.
    A sky conveniva, poichè esempio quando c'era il GP di Formula Uno l'utente non aveva problemi a vederlo tramite parabola+decoder.
    Conveniva a tutti tranne a chi, come dici sotto, era intenzionata a boigottare sky e poterlo fare con soldi pubblici e aziende pubbliche era solo un vantaggio aggiuntivo.

    PS
    in piccoli paesi del sud l'antenna rai non arrivava bene, ma tramite sky alcuni si vedevano il gioco dei pacchi (non so come si chiama)
    Mediaset invece arrivava bene.

    >
    > La colpa di rai e di AGMCOM che l'ha lasciata
    > fare è spender soldi su una piattaforma esclusiva
    > per fruire dei suoi canali via satellite, poteva
    > stare sia su sky che su tivùsat. Il problema è
    > che ci stavano i soliti intrallazzi politici,
    > visto che il proprietario di una delle maggiori
    > major italiane e concorrente di Sky, oltre che
    > fare
    > politica.
    >
    > Ricordiamoci che poi Masi, che all'epoca era alla
    > dirigenza rai ha cercato di sabotare
    > ulteriormente
    > quest'ultima.
    Io so bene come è andata, resta per me uno scandalo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Phronesis
    > - Scritto da: bubba
    > > > E per l'anno prossimo vediamo di prenderci i
    > > > 350 milioni di
    > > > sky.
    > > sky bisognerebbe tenerla fissa in tribunaleCon la lingua fuori
    >
    > Onestamente non mi interesa di sky, non sono
    > nemmeno un
    > cliente.
    > Resta evidente che la rinucia a quei soldi è uno
    > scandalo.
    > Senza se e senza ma.
    >
    > Ponendo che Sky sia da "trascinarla in tribunale"
    > come dici resto comunque dell'idea che due torti
    > non facciano una
    > ragione.
    >
    > Considerando anche che sky ha dato una piccola
    > pennina DT per vedere comunque i canali in chiaro
    > (non ha perso clienti) e che oggi RAI, Tivù srl e
    > AGCOM pagheranno rispettivamente 13mila, 7mila e
    > 10mila euro a Sky per risarcirla dell'ostacolo
    > creatogli.
    >
    > Non lo dico a te, lo dicoo sempre anche a me
    > stesso, iniziamo a pensare da persone moderne, a
    > pensare
    > diversamente.
    mhh tu ragioni su una roba successa "ieri sera"... sky e' da tribunale da quando c'e' stato il megaimbroglio tele+/decoder unico... ovviamente anche gli scribacchini in parlamento sono correi. (in tribunale in effetti l'hanno pure chiamata... acqua fresca... come capita normalmente all'omologo brianzolo). La faccenda tivusat e' frutto anche di quel disastro.

    > Per la questione copyright, perdonami se te lo
    > dico, fai il classico discorso
    > "generalista".
    >
    > Non è importante trovare l'eccezione per
    > annullare la regola, la politica non è
    > scienza.
    > Se puoi mettere a disposizione tot titoli avendo
    > i diritti (e questi tot titoli sono molti) e sono
    > di interesse o dominio pubblico, fallo nella
    > modalità consentita dalla legge e migliore per il
    > cittadino.
    'eccezione' 'politica' 'generalista' ? whats forfora.. qui si tratta di un guazzabuglio indestricabile creato da leggi affastellate nei decenni.
    Di roba di cui la rai ha pieni diritti[*] sui loro portali ce n'e' molta... il punto che evidenziavo e' che le disastrose leggi impediscono di proporre cose apparentemente possedute (in quanto inventate e prodotte) come supergulp, appunto, perche c'e' in realta da soddisfare pacchi di diritti connessi, licenze & affini oggettivamente complicati da ricomporre. Nonostante roba vecchia di 40 anni.
    [*] pieni diritti e' sempre una parola grossa... tant'e' usano la georeferenziazione dell'ip per non mostrare lo stream all'estero..

    > Il progresso è un processo non uno stato.
    Quella e' la securityOcchiolino

    > Buona giornata
    Aloha.
    non+autenticato
  • Ciao Bubba.
    Non riesco a comprendere la finalità del tuo intervento.
    In generale concordi con me nei "toni" sembri contraddirmi
    (o forse sono io che non sono riuscito ad esprimermi correttamenteA bocca aperta )

    - Scritto da: bubba
    > mhh tu ragioni su una roba successa "ieri
    > sera"... sky e' da tribunale da quando c'e' stato
    > il megaimbroglio tele+/decoder unico...
    e quindi?
    ripeto:
    ponendo che sky sia da trscinare in tribunale da tempo, due torti fanno una ragione?

    ripeto, sembra quasi che diciamo la stessa cosa in maniera diversaA bocca aperta

    > ovviamente anche gli scribacchini in parlamento
    > sono correi. (in tribunale in effetti l'hanno
    > pure chiamata... acqua fresca... come capita
    > normalmente all'omologo brianzolo). La faccenda
    > tivusat e' frutto anche di quel
    > disastro.
    >
    > > Per la questione copyright, perdonami se te lo
    > > dico, fai il classico discorso
    > > "generalista".
    > >
    > > Non è importante trovare l'eccezione per
    > > annullare la regola, la politica non è
    > > scienza.
    > > Se puoi mettere a disposizione tot titoli avendo
    > > i diritti (e questi tot titoli sono molti) e
    > sono
    > > di interesse o dominio pubblico, fallo nella
    > > modalità consentita dalla legge e migliore per
    > il
    > > cittadino.
    > 'eccezione' 'politica' 'generalista' ? whats
    > forfora.. qui si tratta di un guazzabuglio
    > indestricabile creato da leggi affastellate nei
    > decenni.
    > Di roba di cui la rai ha pieni diritti[*] sui
    > loro portali ce n'e' molta... il punto che
    > evidenziavo e' che le disastrose leggi
    > impediscono di proporre cose apparentemente
    > possedute (in quanto inventate e prodotte) come
    > supergulp, appunto, perche c'e' in realta da
    > soddisfare pacchi di diritti connessi, licenze &
    > affini oggettivamente complicati da ricomporre.
    > Nonostante roba vecchia di 40
    > anni.
    > [*] pieni diritti e' sempre una parola grossa...
    > tant'e' usano la georeferenziazione dell'ip per
    > non mostrare lo stream
    > all'estero..

    Comprendo adesso la "sfumatura" intesa come punto di vista, non in maniera negativa che portavi, ma come dicevo la volonta di bloccare la fruibilità delle opere è spesso, almeno sembra confrontando leggi e articoli che ne parlano, più una posizione _voluta_ che _dovuta_.

    rammenta che noi parlavamo di rendere facilmente fruibile le opere, nelle possibilità della legge, nontanto se seguendo qualche link e superando blocchi territoriali si possano realmente vedere.

    >
    > > Il progresso è un processo non uno stato.
    > Quella e' la securityOcchiolino
    Non si addice a pennello anche al progresso?
    (ammetto però di aver rubato la frase)A bocca aperta
    >

    > > Buona giornata
    > Aloha.
    Sono meno fantasioso ti ripeto Buona giornataA bocca aperta
    non+autenticato