Mauro Vecchio

Zuckerberg spiega la sua idea di privacy e sorveglianza

Il CEO di Facebook critica il governo federale per il mancato bilanciamento tra sicurezza e diritti civili. Vuole più trasparenza per la difesa dei suoi utenti. Ma deve passare sotto la lente della FTC per il riconoscimento facciale

Roma - Una lunga intervista a tutto campo, nell'incontro con il CEO di Facebook Mark Zuckerberg all'ultima edizione dell'evento Disrupt organizzato dalla testata TechCrunch. Tra i principi della Silicon Valley, Zuckerberg ha riservato parole amarissime all'esteso programma di sorveglianza adottato dal governo federale con l'agenzia NSA. Le autorità statunitensi avrebbero fatto un pessimo lavoro nel tentativo di bilanciare le norme di sicurezza nazionale con i fondamentali diritti civili.

Il founder e CEO di Facebook ha così espresso grande frustrazione nei vincoli imposti dallo stesso governo di Washington in materia di trasparenza. Mentre si prepara all'imminente incontro con un gruppo di deputati repubblicani - il gigante di Menlo Park ha speso un totale di 3,5 milioni di dollari in attività di lobbying nella prima parte del 2013 - Zuckerberg vorrebbe rilasciare al suo pubblico informazioni più dettagliate sulle National Security Letters (NSL) inviate dai federali per la consegna di informazioni personali.

Il social network californiano è finito, come molte altre aziende high-tech, nell'occhio del ciclone scatenato dalla talpa Edward Snowden, accusato di collaborazionismo nella consegna silente di comunicazioni e dati dei suoi utenti. Lo stesso Zuckerberg si è difeso con estrema fermezza, sottolineando come l'accesso ai server di Facebook venga garantito solo in base a determinati criteri di revisione delle singole richieste del governo.
Se il compito di Facebook resta la massima tutela dei suoi server (e dunque dei suoi iscritti), Zuckerberg si è unito ai vertici di Yahoo! per esercitare pressione sulla corte FISA, in modo da ottenere l'autorizzazione a pubblicare maggiori dettagli sulle richieste governative. La sfida del social network da oltre 1 miliardo di amici - il CEO non sembra intenzionato a fermarsi, perché la cosa straordinaria sarà "connettere il mondo intero, lì dove non c'è ancora Internet" - non verrà affrontata solo alla House of Representatives.

Dopo la missiva spedita da un gruppo di organizzazioni per la tutela della privacy, i vertici della Federal Trade Commission (FTC) analizzeranno il nuovo pacchetto di aggiornamenti alle policy in materia di raccolta e trattamento delle informazioni personali, compresa la feature di riconoscimento automatico dei visi per facilitare le operazioni di tagging social. La commissione a stelle e strisce dovrà decidere se gli update in blu risultano in violazione di un precedente accordo stipulato con Facebook nel 2012.

Al di là delle spinose questioni legali, Zuckerberg si è soffermato sul futuro della sua piattaforma, in particolare sulla prossima costruzione di una nuova versione della casa di applicazioni Home, che porterà ad una diretta integrazione di Instagram e di altri contenuti condivisi da terze parti. Il CEO ha però ammesso che il ritmo di distribuzione della nuova famiglia di app per Android non procede come sperato inizialmente.

Mauro Vecchio
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