Il ritorno del network computer

Ellison, CEO di Oracle, ci riprova e ripropone al mondo la sua macchina dei sogni: il network computer

Los Angeles (USA) - Di network computer se ne parla da anni ma più che un successo di mercato questo concetto è divenuto una filosofia di sviluppo. Di network computer veri e propri Ellison, CEO di Oracle, ne ha venduti ben pochi, però ha avuto il pregio di influenzare un pO' tutta l'informatica dei giorni nostri e se oggi ci troviamo a parlare di Net PC, thin client, information appliance e via discorrendo, lo dobbiamo sicuramente in larga parte alle sue grandi doti di "visionario".

I primi network computer, rilasciati da Oracle fra il '96 ed il '97, si sono scontrati da un lato con l'immaturità delle aziende e dall'altro con la storica discesa dei prezzi dei PC.

Oggi Ellison rispolvera i vecchi e mai abbandonati sogni di gloria e lo fa annunciando all'Oracle OpenWorld trade show, il Network Computer Version 2 (NC2), seguito di quell'"anti PC" progettato a suo tempo nei laboratori della Network Computer Incorporated, una branca di Oracle.
I primi modelli di NC2 dovrebbero vedere la luce già a partire dal primo trimestre del prossimo anno ed avranno un prezzo, questa volta davvero aggressivo: si parla di 199$ per una macchina equipaggiata con CD-ROM, modem 56 Kbs e tastiera (monitor escluso).

Ellison ritiene che il PC sia "un dispositivo ridicolo" perché non ha nessuna vocazione: le aziende pagano milioni per macchine con funzionalità che non utilizzeranno mai o che potrebbero essere più economicamente utilizzate in modo centralizzato e sostengono costi occulti che gravano pesantemente sul bilancio.

Ellison fa poi notare sarcasticamente come Bill Gates, che a suo tempo aveva commentato il network computer come "l'idea più stupida che ho mai sentito", ha presentato al Comdex il Web Companion, un dispositivo Windows CE a basso costo che Microsoft definisce information appliance, "ma che altro non è, alla fin fine, che un network computer esso stesso".

Ma le infrastrutture di rete aziendali sono pronte a sostenere i nuovi carichi di lavoro necessari al network computing?
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