Mauro Vecchio

Nuova Zelanda, Kim Dotcom contro l'intelligence

Il boss del file hosting avvia la sua personale causa contro il governo neozelandese, accusato di aver intercettato illegalmente le sue comunicazioni private

Roma - Autorizzato in sede d'appello, il founder di Megaupload Kim Dotcom ha denunciato il governo neozelandese e in particolare l'agenzia di intelligence Government Communications Security Bureau (GCSB), accusata di aver condotto le operazioni d'intercettazione delle sue comunicazioni private dopo il raid scatenato dagli Stati Uniti contro il mega-impero del file hosting.

L'imprenditore di origini tedesche - che da diversi anni è residente agli antipodi - chiede un totale di 8,5 milioni di dollari locali (circa 5 milioni di euro) come forma di risarcimento per le attività illecite di sorveglianza da parte del Bureau, espressamente vietate dalla legge kiwi sulle intercettazioni nei confronti di tutti i cittadini.

Alla High Court di Auckland, Dotcom ha denunciato l'adozione di tattiche invasive ed eccessivamente aggressive nei confronti della sua famiglia, quando la moglie Mona veniva strappata ai suoi tre figli durante il raid statunitense, dopo un assalto aereo in tenuta anti-terrorismo alla villa neozelandese. Il founder di Megaupload ha inoltre denunciato il vicepremier Bill English, reo di aver sepolto le intercettazioni illecite ancor prima della visita a casa Dotcom.
Mentre si consuma l'attesa per il processo che potrebbe portare all'estradizione dei responsabili di Megaupload, Dotcom ha trovato forza nel significativo vizio formale all'interno del mandato di perquisizione e sequestro voluto dal governo di Washington. Il boss del file hosting vuole essere risarcito anche per i danni alla casa e soprattutto alle costose attrezzature informatiche sequestrate dalla polizia. Il processo all'intelligence neozelandese dovrebbe iniziare nel prossimo marzo.

Mauro Vecchio
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3 Commenti alla Notizia Nuova Zelanda, Kim Dotcom contro l'intelligence
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  • è un altro caso evidente in cui gli USA dimostrano puro e semplice disprezzo per qualsiasi altra nazione.

    Secondo loro Kim Dotcom dovrebbe essere estradato in USA perché ha violato le leggi americane pur trovandosi fuori dai confini americani, con server fuori dai confini americani.

    Se va avanti così l'FBI potrà arrestarvi perché avete superato i limiti di velocità sulle strade in USA mentre guidavate in Italia.
    non+autenticato
  • > è un altro caso evidente in cui gli USA
    > dimostrano puro e semplice disprezzo per
    > qualsiasi altra
    > nazione.

    Lo hanno dimostrato in passato, e sicuramente lo dimostreranno in futuro con le extraordinary rendition . Ma qui si tratta di una richiesta di estradizione, e i trattati di estradizione sono bilaterali, e non li hanno inventati loro.


    > Secondo loro Kim Dotcom dovrebbe essere estradato
    > in USA perché ha violato le leggi americane pur
    > trovandosi fuori dai confini americani, con
    > server fuori dai confini
    > americani.

    No, buona parte dei server era in territorio Usa. Per la precisione in Virginia, presso la Carpathia hosting.
    I motivi per cui secondo il giudice c'è giurisdizione per processare Kim Dotcom sono anche altri, i server non sono l'unico motivo.

    > Se va avanti così l'FBI potrà arrestarvi perché
    > avete superato i limiti di velocità sulle strade
    > in USA mentre guidavate in
    > Italia.

    E invece no. Però poi la campagna anti-Usa come la imposti, se non puoi appellarti a esempi del genere?
    non+autenticato