Alfonso Maruccia

Internet.org, efficienza prima di tutto

L'iniziativa per portare Internet (con Facebook e advertising incorporati) al resto della popolazione mondiale produce un documento in cui i protagonisti descrivono gli sforzi compiuti per raggiungere l'obiettivo

Roma - Dopo aver lanciato l'iniziativa Internet.org per contrastare il digital divide e connettere gli altri 5 miliardi di esseri umani al network telematico mondiale, Facebook e le altre corporation coinvolte nel progetto passano ora alla fase propositiva rilasciando un white paper che sottolinea l'importanza dell'efficienza nello sviluppo e nello sfruttamento delle infrastrutture di rete.

Nato dal contributo di Facebook, Qualcomm ed Ericsson, il documento A Focus on Efficiency prova a dare le prime risposte al problema dell'efficienza nella distribuzione di app, dati e informazioni via connessioni TCP/IP: gli attuali costi di distribuzione sono 100 volte più ingenti di quanto sostenibile nell'ottica dell'obiettivo fissato da Internet.org, dice lo studio, ma con uno "sforzo organizzato" sarebbe possibile incrementare l'efficienza media di distribuzione di 100 volte entro i prossimi 5-10 anni.

La lotta al digital divide dei proponenti di Internet.org non è certamente una iniziativa umanitaria, e nel caso del nuovo white paper efficienza fa rima soprattutto con risparmio nei costi e nello scambio di grandi volumi di dati telematici attraverso l'uso di tecnologie di compressione e ottimizzazione dei suddetti dati.
Per gestire i 250 Petabyte di informazioni digitali archiviati nei suoi datacenter (con mezzo Petabyte in più in arrivo ogni giorno), Facebook parla ad esempio del tool HipHop per la transcodifica di script PHP in codice nativo in C++ e dell'uso di una virtual machine per PHP in grado di interpretare il codice cinque volte più velocemente di Zend PHP.

E ancora altre tecnologie efficienti operano per ottimizzare l'immane lavoro delle macchine al cuore del social network più popolare del pianeta, mentre per il mobile si parla di app ottimizzate per ridurre al minimo lo spreco di byte trasferiti sulle reti wireless. Riguardo il wireless, Qualcomm lavora invece alla "1000x Challenge" per realizzare infrastrutture globali in grado di soddisfare una domanda di connettività 1000 volte superiore a quella attuale.

Alfonso Maruccia
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