Mauro Vecchio

USA, la Casa Bianca preme per lo sblocco mobile

Il governo statunitense chiede alla FCC di autorizzare le attività legali di sblocco dei dispositivi cellulari, per permettere agli utenti di cambiare operatore più agevolmente

Roma - Con il supporto degli attivisti statunitensi, la National Telecommunications & Information Administration (NTIA) ha depositato il testo di una petizione con cui chiede alla Federal Communications Commission (FCC) di autorizzare le attività legali di sblocco dei vari dispositivi cellulari, per facilitare il passaggio degli abbonati tra diversi operatori wireless.

La Casa Bianca ha così ascoltato le vibranti proteste delle varie organizzazioni a tutela dei diritti dei consumatori a stelle e strisce, dopo la decisione della Library of Congress che aveva dichiarato illegali le attività di sblocco degli apparecchi mobile per cambiare operatore. Nel testo di una recente proposta legislativa avanzata al Congresso, agli utenti verrebbe garantito un diritto di sblocco per fini squisitamente legali.

Nel testo della petizione presentata ai vertici di FCC - che pure avevano già espresso parere favorevole allo sblocco dei dispositivi mobile - la nuova proposta legislativa andrebbe ad alimentare il livello complessivo di competitività sul mercato delle telecomunicazioni. Gli utenti statunitensi potrebbero dunque godere di maggiori libertà di scelta, evitando salate sanzioni pecuniarie per l'eventuale interruzione prematura di un determinato contratto d'abbonamento con un singolo carrier.
Al centro della delicata questione legislativa è finita una particolare predisposizione del testo noto come Digital Millennium Copyright Act (DMCA), che vieta l'aggiramento delle protezioni anti-copia (DRM) anche per fini squisitamente legali. La petizione depositata da NTIA rimanda alla proposta di alcuni congressmen statunitensi, per l'introduzione di eccezioni - ad esempio in caso di disturbi della vista - al divieto di aggirare i meccanismi di protezione. Soddisfazione da parte degli attivisti di Public Knowledge, che hanno comunque sottolineato come le attuali leggi sul diritto d'autore debbano essere riviste in maniera più estesa.

Mauro Vecchio
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33 Commenti alla Notizia USA, la Casa Bianca preme per lo sblocco mobile
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  • Non si spiegherebbe altrimenti questo interesse del governo USA per queste quisquilie che non sono di sua competenza...
  • - Scritto da: MacGeek
    > Non si spiegherebbe altrimenti questo interesse
    > del governo USA per queste quisquilie che non
    > sono di sua
    > competenza...

    Eccone un altro che confonde bellamente il jailbreak (rimozione delle barriere imposte dal produttore su un dispositivo, ad esempio per poter scaricare app non autorizzate, che sui dispositivi android si chiama rooting ) con l' unlock (rimozione dei vincoli tecnici che legano per un certo tempo un telefonino a un singolo operatore di rete cellulare). La petizione parla solo della seconda ipotesi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Donatello
    > - Scritto da: MacGeek
    > > Non si spiegherebbe altrimenti questo
    > interesse
    > > del governo USA per queste quisquilie che non
    > > sono di sua
    > > competenza...
    >
    > Eccone un altro che confonde bellamente il
    > jailbreak (rimozione delle
    > barriere imposte dal produttore su un
    > dispositivo, ad esempio per poter scaricare app
    > non autorizzate, che sui dispositivi android si
    > chiama rooting ) con l'
    > unlock (rimozione dei
    > vincoli tecnici che legano per un certo tempo un
    > telefonino a un singolo operatore di rete
    > cellulare). La petizione parla solo della seconda
    > ipotesi.

    Se critichi qualcuno, cerca di aver ben capito di quello che parli. Perché NON l'hai capito.
    Per togliere barriere dell'operatore DEVI fare il jailbreak/rooting con questi dispositivi perché internamente sono criptati.

    Una volta che l'hai fatto poi puoi togliere anche il DRM alle App (e quindi copiarle), ma è una cosa separata. Ma soprattutto sei libero di accedere a tutti i dati personali che tanto piacciono all'NSA...
  • - Scritto da: MacGeek

    >
    > Se critichi qualcuno, cerca di aver ben capito di
    > quello che parli. Perché NON l'hai
    > capito.
    > Per togliere barriere dell'operatore DEVI fare il
    > jailbreak/rooting con questi dispositivi perché
    > internamente sono
    > criptati.
    >
    > Una volta che l'hai fatto poi puoi togliere anche
    > il DRM alle App (e quindi copiarle), ma è una
    > cosa separata. Ma soprattutto sei libero di
    > accedere a tutti i dati personali che tanto
    > piacciono
    > all'NSA...

    Ha ragione MacGeek, sia per quanto riguarda la spiegazione, sia per la conclusione.

    Gia' che siamo in argomento, piace ricordare che il termine jailbreak si applica in tutti quei dispositivi in cui il gestore e' carceriere dell'utente incatenato, mentre rooting e' una normalissima escalation di permessi, per altro prevista dal comando sudo .
  • - Scritto da: panda rossa
    > Gia' che siamo in argomento, piace ricordare che
    > il termine jailbreak si
    > applica in tutti quei dispositivi in cui il
    > gestore e' carceriere dell'utente incatenato,
    > mentre rooting e' una
    > normalissima escalation di permessi, per altro
    > prevista dal comando sudo
    > .

    Lo scopo per cui si compiono le due azioni, rispettivamente su dispositivi con iOS e su dispositivi con Android, è lo stesso: avere più libertà di scelta e abbattere barriere artificiali di cui non si sente la necessità.
    E non è che una operazione sia più difficile dell'altra, anzi: qui si mostra un jaibreak effettuato in un negozio Apple sotto il naso dell'impiegato:
    http://www.itproportal.com/2010/08/03/prankster-ja.../
    Da un punto di vista legislativo, il jailbreak, e ovviamente anche il rooting, è legale (magari farlo dentro un negozio Apple no... Sorride).
    non+autenticato
  • - Scritto da: Donatello
    > - Scritto da: panda rossa
    > > Gia' che siamo in argomento, piace ricordare
    > che
    > > il termine jailbreak
    > si
    > > applica in tutti quei dispositivi in cui il
    > > gestore e' carceriere dell'utente incatenato,
    > > mentre rooting e' una
    > > normalissima escalation di permessi, per
    > altro
    > > prevista dal comando sudo
    >

    > > .
    >
    > Lo scopo per cui si compiono le due azioni,
    > rispettivamente su dispositivi con iOS e su
    > dispositivi con Android, è lo stesso: avere più
    > libertà di scelta e abbattere barriere
    > artificiali di cui non si sente la necessità.

    Solo che iOS ha delle barriere native, a cominciare dallo store.
    Android no.

    > E non è che una operazione sia più difficile
    > dell'altra, anzi: qui si mostra un jaibreak
    > effettuato in un negozio Apple sotto il naso
    > dell'impiegato:
    > http://www.itproportal.com/2010/08/03/prankster-ja
    > Da un punto di vista legislativo, il jailbreak, e
    > ovviamente anche il rooting, è legale (magari
    > farlo dentro un negozio Apple no...
    > Sorride).

    La difficolta' dell'operazione di rooting mica dipende dal terminale o dal sistema.
    Dipende solo dalle capacita' dell'utente.
    E gli utenti del portafrutta non possiedono tale capacita'.
  • > > > il termine jailbreak
    >

    >
    > > si
    > > > applica in tutti quei dispositivi in
    > cui
    > il
    > > > gestore e' carceriere dell'utente
    > incatenato,
    > > > mentre rooting
    > e'
    > una
    > > > normalissima escalation di permessi, per
    > > altro
    > > > prevista dal comando sudo
    > >

    > > > .
    > >
    > > Lo scopo per cui si compiono le due azioni,
    > > rispettivamente su dispositivi con iOS e su
    > > dispositivi con Android, è lo stesso: avere
    > più
    > > libertà di scelta e abbattere barriere
    > > artificiali di cui non si sente la necessità.
    >
    > Solo che iOS ha delle barriere native, a
    > cominciare dallo
    > store.
    > Android no.

    Ah, e questo cambia tutto, vero?
    Una barriera è una barriera. Mi importa poco o nulla dei motivi per cui è stata eretta, e da chi. Io come utente so solo che mi dà fastidio.


    > > E non è che una operazione sia più difficile
    > > dell'altra, anzi: qui si mostra un jaibreak
    > > effettuato in un negozio Apple sotto il naso
    > > dell'impiegato:
    > >
    > http://www.itproportal.com/2010/08/03/prankster-ja
    > > Da un punto di vista legislativo, il
    > jailbreak,
    > e
    > > ovviamente anche il rooting, è legale (magari
    > > farlo dentro un negozio Apple no...
    > > Sorride).
    >
    > La difficolta' dell'operazione di rooting mica
    > dipende dal terminale o dal
    > sistema.

    Dal tono e dalle parole usate nel tuo commento precedente sembrava di sì. Meglio. Occhiolino
    non+autenticato
  • - Scritto da: Donatello
    > > > > il termine jailbreak
    > >

    > >
    > > > si
    > > > > applica in tutti quei dispositivi
    > in
    > > cui
    > > il
    > > > > gestore e' carceriere dell'utente
    > > incatenato,
    > > > > mentre rooting
    >

    >
    > > e'
    > > una
    > > > > normalissima escalation di
    > permessi,
    > per
    > > > altro
    > > > > prevista dal comando
    > sudo
    > > >

    > > > > .
    > > >
    > > > Lo scopo per cui si compiono le due
    > azioni,
    > > > rispettivamente su dispositivi con iOS
    > e
    > su
    > > > dispositivi con Android, è lo stesso:
    > avere
    > > più
    > > > libertà di scelta e abbattere barriere
    > > > artificiali di cui non si sente la
    > necessità.
    > >
    > > Solo che iOS ha delle barriere native, a
    > > cominciare dallo
    > > store.
    > > Android no.
    >
    > Ah, e questo cambia tutto, vero?

    Certo.
    In un caso devi abbattere le barriere della prigione (jailbreak).
    Nell'altro semplicemente ottenere il privilegio di root (rooting).


    > Una barriera è una barriera.

    Ci sono barriere per la tua protezione (guard rail)
    Ci sono barriere per limitare la tua liberta' (jail)

    > Mi importa poco o
    > nulla dei motivi per cui è stata eretta, e da
    > chi. Io come utente so solo che mi dà
    > fastidio.

    Quindi non sceglierai oggetti blindati in origine.

    > > > E non è che una operazione sia più
    > difficile
    > > > dell'altra, anzi: qui si mostra un
    > jaibreak
    > > > effettuato in un negozio Apple sotto il
    > naso
    > > > dell'impiegato:
    > > >
    > >
    > http://www.itproportal.com/2010/08/03/prankster-ja
    > > > Da un punto di vista legislativo, il
    > > jailbreak,
    > > e
    > > > ovviamente anche il rooting, è legale
    > (magari
    > > > farlo dentro un negozio Apple no...
    > > > Sorride).
    > >
    > > La difficolta' dell'operazione di rooting
    > mica
    > > dipende dal terminale o dal
    > > sistema.
    >
    > Dal tono e dalle parole usate nel tuo commento
    > precedente sembrava di sì. Meglio.
    > Occhiolino

    L'importante e' capirsi.
  • - Scritto da: panda rossa
    > Ci sono barriere per la tua protezione (guard
    > rail)
    > Ci sono barriere per limitare la tua liberta'
    > (jail)
    E in Android(così come in iOS), quelle barriere mi impediscono di fare ciò che voglio con il MIO dispostivo, quindi, limitano le mie libertà!
    non+autenticato
  • > > Ci sono barriere per la tua protezione (guard
    > > rail)
    > > Ci sono barriere per limitare la tua liberta'
    > > (jail)
    > E in Android(così come in iOS), quelle barriere
    > mi impediscono di fare ciò che voglio con il MIO
    > dispostivo, quindi, limitano le mie
    > libertà!

    Infatti, mi hai tolto le parole di bocca. Alla fine il concetto non cambia mica. Come dice il proverbio: se non è zuppa è pan bagnato.
    non+autenticato
  • Si ma per Panda Rossa le barriere di Android sono buone , quelle di iOS sono cattive.

    Tutto a prescindere, senza che sappia dare delle spiegazioni "ragionevoli".

    E' appannato dall'odio A bocca aperta
    non+autenticato