Luca Annunziata

Nokia e i soldi di Elop

L'ormai ex-CEO riceverÓ un bonus sontuoso per la sua uscita di scena. E non pare disposto a rinunciarvi. Un quotidiano finlandese ha svelato i retroscena

Roma - Tutto regolare, non c'è niente di cui discutere: anzi no, in effetti il trattamento riservato a Stephen Elop è stato unico. Il presidente di Nokia Risto Siilasmaa ha dovuto porgere le sue scuse a uno dei più autorevoli quotidiani di Finlandia, l'Helsingin Sanomat, poiché aveva inizialmente affermato che il contratto del CEO che ha venduto l'azienda di Espoo a Microsoft non era poi molto diverso da quello del suo predecessore. Invece il diavolo si annida dei dettagli, e quanto emerso dalle indagini del giornale racconta che tecnicamente Elop avrebbe di fatto avuto una motivazione economica per spingere Nokia tra le braccia di Redmond.

Stando a quanto svelato, c'erano un paio di clausole inusuali che descrivevano una serie di accadimenti peculiari che se fossero avvenuti in sequenza avrebbero garantito a Elop un bonus da 25 milioni di dollari, bonus che in effetti ora gli spetta: il titolo di Nokia sarebbe dovuto scendere in Borsa pericolosamente, la divisione cellulari sarebbe dovuta essere venduta, il prezzo delle azioni sarebbe dovuto salire ma non ai livelli pre-crisi. Tutte circostanze verificatesi inesorabilmente negli ultimi mesi, assicurando al CEO dimissionario una congrua buonuscita.

Le scoperte fatte dal quotidiano finlandese hanno di fatto scoperchiato il vaso di Pandora: è emerso che il consiglio di amministrazione avrebbe chiesto a Elop, che si è assicurato un posto in Microsoft quando l'operazione sarà completata, di ridursi spontaneamente la sua liquidazione, allo scopo di offrire un'immagine migliore della compravendita in corso. Elop ha risposto di no, poiché il denaro gli occorrerebbe per pagare gli alimenti alla moglie da cui è in procinto di divorziare. (L.A.)
18 Commenti alla Notizia Nokia e i soldi di Elop
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  • Mi rendo conto, posto che le cose stiano effettivamente così, che a certi livelli il mondo gira con regole completamente diverse da quelle usuali cui siamo abituati noi, nella nostra quotidianità e con logiche che, a noi (me) poveri mortali-non-topmanager, sfuggono completamente.
    non+autenticato
  • Ma possibile che tutti in Nokia fossero d'accordo a mettere il timone nelle mani di uno che, per contratto avrebbe centrato gli obiettivi personali se:
    1) avesse fatto precipitare il titolo in borsa
    2) avesse s-venduto la divisione cellulari
    3) avesse fatto in modo che il titolo si risollevasse ma non più di tanto (conseguenza diretta del punto 2)

    Cioè, un po' come se nel contratto del nostro Schettino ci fosse stato scritto che:
    1) doveva creare un grave danno all'azienda (affondare una nave da almeno 450 milioni di euro)
    2) doveva fare in modo che da questo danno rimanesse qualcosa da vendere (le tonnellate di ferro della concordia)
    3) far si che il nome Costa fosse sulla bocca di tutti senza ulteriore aggravio per l'azienda (tutti i media ne hanno parlato per mesi)

    L'unica cosa che mi consola è che pensavo che queste cose fossero un'esclusiva tutta italiana, ma come si vede tutto il mondo è paese
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    Modificato dall' autore il 26 settembre 2013 09.24
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    apo
    95
  • ...le clausole nel contratto dicevano che se le azioni fossero crollate ed il comparto telefonico di Nokia fosse stato venduto, Elop si beccava 25 milioni di "buonuscita"?
    Voglio il suo commercialista (o chiunque sia riuscito a far digerire a Nokia delle clausole così assurde)!
  • > ...le clausole nel contratto dicevano che se le
    > azioni fossero crollate ed il comparto telefonico
    > di Nokia fosse stato venduto, Elop si beccava 25
    > milioni di
    > "buonuscita"?
    > Voglio il suo commercialista (o chiunque sia
    > riuscito a far digerire a Nokia delle clausole
    > così
    > assurde)!


    Non è necessario andare in Finlandia. Prendiamo il caso Italia, e un manager a caso, Giancarlo Cimoli. Giancarlo Cimoli è stato prima chiamato a salvare le ferrovie dello Stato, e per questo era pagato un milione e mezzo l'anno; finita l'operazione ferrovie, andà a salvare l'Alitalia, dove lo pagavano due milione settecento mila euro all'anno, evidentemente l'impresa era più faticosa. Occhiolino Ah dimenticavo: dalle Ferrovie Cimoli prese una buona uscita di 6,7 milioni di euro per aver raggiunto il pareggio di bilancio:
    http://archiviostorico.corriere.it/2007/dicembre/1...

    Va detto per completezza he Cimoli è ora sotto processo assieme ad altri manager Alitalia, mentre Elop no.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Calibi
    > >
    >
    > Non è necessario andare in Finlandia. Prendiamo
    > il caso Italia, e un manager a caso, Giancarlo
    > Cimoli. Giancarlo Cimoli è stato prima chiamato a
    > salvare le ferrovie dello Stato, e per questo era
    > pagato un milione e mezzo l'anno;

    Che certi personaggi vengano spostati dalla politica senza avere alcuna vera capacità manageriale è chiaro, ma non credo che avesse scritto nel contratto "se fallisce la ditta, mi pagate 25 milioni"
  • ammazza quanto magna tu moje!!!
    non+autenticato
  • Se i geni di Nokia hanno accettato quelle clausole, biasimate loro e non solo Elop.
    non+autenticato
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