RANDOM013/In chat c'è chi non chatta

Massimo D'Alema ed altri responsabili istituzionali rispondono alle domande elettroniche, tutte rigorosamente poco impegnative, ultracorrette, soffuse. Sarà solo un caso?

Web - Tra i servizi offerti da Internet, la chat ha assunto negli ultimi tempi ampia importanza e diffusione, sia grazie allo sviluppo di programmi che ne rendono facile l'uso che per la sua immediatezza e quindi non è un caso che tale sistema di comunicazione abbia usi alquanto diversi: c'è chi lo vede come un ottimo metodo per comunicare tra uffici e chi lo utilizza per la campagna elettorale.

Su "Punto Informatico" è già stata segnalata la sessione di chat a cui ha partecipato, agli inizi di marzo, l'attuale Presidente del Consiglio con tutti i legittimi dubbi che ha sollevato per come è stata organizzata e condotta. Ma, evidentemente, la faccenda deve aver colpito favorevolmente coloro che si occupano dell'immagine pubblica del noto leader politico se è stata ripetuta la scorsa settimana in un contesto ancora più importante come può essere considerato quello di un "forum" elettorale del quotidiano "La Stampa".

A dire il vero, leggendo la presentazione dell'evento, si capisce che più che di una chat si è trattato di rispondere alle mail che - tramite "La Stampa" - venivano indirizzate al Presidente, ma questa volta pare che sia stato proprio lui a scrivere le risposte direttamente sulla tastiera del suo computer. Anche in questo caso, stando alle cronache giornalistiche, non ci sono stati grossi momenti di tensione o di contrasto e le domande poste dai fortunati interlocutori sono state improntate alla massima correttezza e cordialità, come se la comunicazione elettronica fosse il luogo ideale per la propaganda elettorale del XXI secolo. Sul sito del quotidiano torinese sono disponibili sia le domande alle quali è stata data una risposta, che quelle ancora in attesa di un riscontro e chi vuole può direttamente verificare il genere di quesiti e il tipo di repliche date.
Quello che vorremmo far notare non riguarda lo specifico della politica del Governo o le tematiche delle prossime elezioni, ma più in generale gli strumenti che Internet mette a disposizione di tutti e come essi vengano utilizzati. Apparentemente, e questo viene sempre sottolineato da coloro che organizzano confronti on-line, un politico che accetta di rispondere "in diretta" (via chat) o "in differita" (via e-mail) alle domande di un pubblico che non conosce, può sembrare un coraggioso pronto a gettarsi nella fossa dei leoni dell'interattività che spesso viene dipinta piena di pericoli, qualcuno disposto anche a rischiare una brutta figura o una domanda imbarazzante alla quale preferirebbe non rispondere, il che - soprattutto in campagna elettorale - equivale ad un autogol. In realtà, a differenza di un qualsiasi altro momento di confronto diretto con gli elettori (per esempio un classico comizio), la comunicazione elettronica è quanto di più protetto possa esistere ed è molto più facile controllare e - al limite manipolare - un e-mail che la domanda scomoda fatta direttamente da un cronista o da uno spettatore.

L'estrema insicurezza è una caratteristica propria della comunicazione elettronica che difficilmente viene ricordata, se non quando si tratta di proporre misure di tipo censorio, e molto probabilmente si continuerà ad organizzare in futuro chat, forum, incontri virtuali ed altri momenti di comunicazione che verranno spacciati per il massimo dell'interattività e della democrazia, mentre, se paragonati ad ambiti di comunicazione più "vecchi", sono dei veri e propri passi indietro nel rapporto diretto tra politici e cittadini.

Che questa sia una tendenza diffusa piuttosto che un esempio del provincialismo italiano, è dimostrato anche dal fatto che esistono già dei precedenti, non tanto lontani, a proposito di "domande e risposte" on-line che hanno visto come protagonisti personaggi pubblici anche famosi, come per esempio Clinton, vittima due mesi fa di uno "scherzo" durante una chat organizzato dalla CNN.

E, per restare in Europa, Margot Wallstrom, commissario per l'Ambiente dell'Unione Europea, ha partecipato, il 3 febbraio scorso, ad una chiacchierata in rete su varie tematiche legate al suo incarico: il nucleare, l'agricoltura biologica, l'inquinamento e via dicendo. Stando alle dichiarazioni ufficiali il Commissario ha ricevuto oltre 600 domande ma non le è stato possibile - per questioni di tempo - rispondere a tutte, anche se è stato promesso che tutti riceveranno una risposta via e-mail. Sul sito sono disponibili le trascrizioni integrali (in inglese) della sessione di chat e, divise per lingua, le domande e la traduzione delle risposte.

Anche in questo caso la pubblicità dell'evento è stata sicuramente minima e il tipo di domande, nonostante i temi scottanti, quanto di più tranquillo e pacato si possa immaginare.

E ' solo un caso?

Giuseppe
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