I Pearl Jam danno lezioni alle major

Dopo la conclusione del contratto con Sony la band vende su web il suo ultimo singolo e ottiene risultati insperati. In due giorni vendute un numero di copie che rivaleggia con i top distribuiti nei negozi

Roma - C'è qualcuno che ha senz'altro qualcosa su cui riflettere dopo che la celebre band Pearl Jam ha dimostrato che vendere musica su web senza l'intermediazione di una casa discografica non solo si può, ma può anche portare ad ottimi profitti.

La band il 10 novembre scorso ha iniziato a vendere il CD con il suo ultimo singolo "Man of the Hour" sul proprio sito internet e in due giorni ha piazzato 4.800 copie. Secondo i dati di Nielsen SoundScan, nelle due settimane conclusesi il nove novembre la band MercyMe al top delle classifiche americane aveva venduto "solo" 7.000 copie.

Questi dati vanno letti con attenzione, anche perché i Pearl Jam sono una storica formazione musicale che può contare su un seguito vastissimo, certo più ampio di quello di molti artisti che cercano fortuna online. Ma proprio la loro popolarità e la capacità di diffondere il CD via internet costituisce un dato di grande rilievo per chi studia il mercato musicale nell'era digitale e, in primis, per le grandi major della musica.
Va anche detto che a questo passo la band è giunta dopo la conclusione del contratto discografico che la legava a Sony e dopo aver iniziato a tastare il terreno diffondendo gratuitamente il pezzo in streaming, cioè solo per l'ascolto "in diretta", sul sito dedicato di Real Networks. Non sarà dunque un caso se nelle prossime ore il singolo verrà messo in vendita anche presso iTunes, lo shop musicale online di Apple.
29 Commenti alla Notizia I Pearl Jam danno lezioni alle major
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  • ...con tutto il rispetto quei simpaticoni dei PJ, che stimo molto sia artisticamente che per la scelta coraggiosa di non affidarsi più ad una major, non hanno scoperto proprio nulla. Abituato a comprare dischi da etichette indipendenti, se non dalle stesse band che si autoproducono, entrare in rapporto diretto di vendita non è affatto una novità (non ho mai pagato un disco più di 20.000 delle vecchie lire). Tra l'altro è senza dubbio più etico (i soldi vanno direttamente a chi fa musica), più utile alla musica (non c'è necessità di plus-valore necessario alle maestose campagne promozionali; il disco costa meno), più trasparente ( compro quello che mi piace). Le major (ed anche istituzioni come la SIAE) sono con l'acqua alla gola, per questo motivo spingono per legislazioni sempre più restrittive, non rendendosi conti dell'intrinseca libertà di fondo contenuta in un sistema come internet.

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    Modificato dall'autore il 18/11/2003 21.03.13
  • Ecco la soluzione finale contro le lobby-major! E vedo che molti artisti lo stanno facendo ultimamente. Devono attrezzarsi per fare autoproduzione, sia in sala di registrazione che per la stampa dei cd (in italia se ne stampano 1000 copie a meno di 1000 euro) e poi venderli attraverso i loro siti, la promozione sara' affidata alle riviste di settore e tv musicali che si attiveranno per interviste e passaggi di video. Tutto questo SENZA passare per niente attraverso le major, che si cagheranno sotto e chiuderanno...

    Sono sicuro inoltre che se chi compra la musica in questo modo, sa che tutto il ricavano andra' alla band o all'artista, sara' ben felice di pagare il giusto prezzo.
    non+autenticato
  • E gli "artisti" fighetti costruiti a botte di produttore e coreografo spariranno finalmente (vedi tutti i cloni dei teicdet e britnispirz, e i rappaz della domenica), rimarranno solo coloro che hanno le palle e la passione vera per la musica, una volta negli anni 70 registravano interi LP in 8 ore suonando "live" in studio, e i risultati erano lo stesso eccellenti, ora fanno 6 mesi di studio di registrazione, post-post-post produzioni e vengono fuori delle cagatine elettroniche mercato-compatibili che dopo 2 settimane vengono dimenticate dal mondo. Ci vorrebbe un bel ritorno alla cantina e alla registrazione live col dat!
    non+autenticato
  • Sono un loro fun, da sempre hanno cercato di rifiutare le imposizioni della casa discografica, sono gli unici che promuovono e sono d'accordo con lo scambio dei loro live tra i fun, vollero vendere a 10 euro ogni concerto, nei negozi, ma gli è stato imposto un prezzo abbastanza superiore.

    Sono dei grandi, sia come musicisti, che come persone.

    Seguiteli!!!
  • senza contare che sono gli unici a rifiutare videoclip accalappiateenager per MTV!
    eppoi hanno scelto itunes di apple, l'unica soluzione aperta e non vincolata ai software di m$!!
    non+autenticato
  • Ecco, abbiamo scoperto l'acqua calda, ovvero che i gruppi famosi hanno un seguito talmente ampio da potersi permettere, con l'ausilio di internet e delle tecnologie di pay-on-download, l'indipendenza dalle majors.


    invece,e intendo con questo breve post interpretare la parte di "avvocato del diavolo", come faranno le realtà semisconosciute, sconosciute, eccetera, senza il supporto di una casa discografica che:
    produca il materiale audio e video;
    produca materiale promozionale e si curi di farlo avere nei posti giusti;
    riesca a distribuire il prodotto ad una potenziale acquirenza il più vasto possibile?


    beh io una risposta per me ce l'ho, inizia con la P e finisce con la P.. voi?


    avvelenato che ha conosciuto gli Altro (cercate "altro pitagora mp3" su google) tramite l'oggetto della sua risposta

  • - Scritto da: avvelenato
    > [cut] come faranno le realtà
    > semisconosciute, sconosciute, eccetera,
    > senza il supporto di una casa discografica
    > che:
    > produca il materiale audio e video;
    > produca materiale promozionale e si curi di
    > farlo avere nei posti giusti;
    > riesca a distribuire il prodotto ad una
    > potenziale acquirenza il più vasto
    > possibile?
    >
    >
    > beh io una risposta per me ce l'ho, inizia
    > con la P e finisce con la P.. voi?
    >
    > [cut]

    Io ne ho un'altra, anche se, certo, più difficile...
    E stranamente riguarda uno degli aspetti positivi della gloobalizzazione (per come la concepisco io).
    Se i PJ possono fare una cosa del genere, niente gli vieta di inventarsi una specie di "casa discografica virtuale" con la quale alla stessa maniera e promuovere i loro brani e fare pubblicità ai gruppi meritevoli che a loro potrebbero rivolgersi...
    Una specie di aiutino da parte dei grandi per far emergere anche i piccolini...

    Poi resta da vedere se i grandi avranno davvero voglia di fare una cosa simile...


    =) Step
    non+autenticato
  • sì, potrebbe essere fattibile.
  • niente piu intermediari e il prezzo scende.... addio dinosauri!
    non+autenticato
  • speriamo che non tagliano le gambe a questa iniziativa.
    non+autenticato
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