Luca Annunziata

Intel, trimestrale in chiaroscuro

Buoni i margini e fatturato che tiene. Ma c'Ŕ da registrare un ritardo nella messa in produzione della prossima generazione di chip. E il mercato PC vive ancora un momento difficile

Roma - Considerate le condizioni a contorno, il fatto che Intel sia riuscita a superare le aspettative degli analisti per i risultati del suo terzo trimestre fiscale dell'anno 2013 è una ottima notizia. Seppure di poco, fatturato e utili hanno superato le stime e regalato al nuovo CEO Brian Krzanich una buona ragione per dispensare ottimismo: peccato solo che a guastare la festa sia arrivata la notizia, comunicata dallo stesso Krzanich, che il processo di produzione a 14nm della prossima generazione di CPU Broadwell è indietro di almeno un trimestre sulla tabella di marcia.

I numeri, prima di tutto: con un fatturato di 13,5 miliardi di dollari, e utili di 3 miliardi (oltre 2,2 miliardi di euro) pari a 58 cent per azione, Santa Clara è riuscita a superare le stime degli analisti. A permettere questo risultato è stata principalmente la divisione che si occupa di tecnologia dedicata ai datacenter, con un robusto più 12 per cento rispetto a un anno fa, mentre sia il comparto PC che quello mobile hanno registrato una flessione. Nonostante, parola del CFO Stacey Smith, i volumi di merce prodotta e venduta siano cresciuti rispetto al trimestre precedente, restano sotto la media storica: quindi si vendono CPU, anche più costose di un anno fa, ma se ne vendono meno per PC e solo le attrezzature per datacenter (ovvero per l'infrastruttura del cloud computing) fanno segnare un aumento nel numero di prodotti venduti.


Intel soffre per la crisi del mercato PC come tutti i suoi concorrenti o partner, anche se non è il caso di preoccuparsi (troppo) per il futuro: sebbene persista il calo di vendita di desktop e laptop, il settore mobile continua a far registrare numeri positivi e Santa Clara è convinta di essere ben posizionata per avvantaggiarsi di questa tendenza. La generazione Bay Trail di Atom e Haswell di Core dovrebbe far sfoggio di sè nella offerta tecnologica del Black Friday (la svendita che segue il Ringraziamento negli USA) e nelle compere natalizie, con nuovi form-factor capaci di portare sul mercato tablet da 100 dollari, laptop da 250 e convertibili da appena 350 dollari: è ancora Krzanich a chiarire che sono parecchi i prodotti Intel Inside che faranno parte di questa tornata di novità, permettendo a Santa Clara di riconquistare posizioni anche in segmenti come Android dove fino a questo punto il chipmaker è stato pressoché inconsistente. E poi ci sono altri fronti appena aperti, che potrebbero garantire molti introiti in futuro se la tendenza del wearable computing prenderà piede e Santa Clara avrà accumulato abbastanza esperienza e la tecnologia necessaria per dire la sua in questo comparto.
Il vantaggio di Intel sarebbe prettamente tecnologico: Bay Trail è un prodotto delle linee da 22 nanometri di Santa Clara, e messo a confronto con (l'esempio l'ha scelto ancora Krzanich) il chip ARM Apple A7 realizzato con tecnologia 28nm guadagna in densità ed efficienza e dunque si posiziona decisamente più in alto nel grafico ideale tracciato dalla Legge di Moore. E le cose miglioreranno ancora, per Intel, col passaggio a 14nm previsto per il 2014: in realtà il primo prodotto pensato per questa transizione ovvero il successore di Haswell, Broadwell, è in ritardo sul rullino di marcia, ma questo non dovrebbe influenzare il passaggio al nuovo processo di tutte le altre architetture o l'uscita sul mercato delle generazioni successive.

Nel caso di Broadwell il problema si sarebbe originato dalla messa in produzione del chip: il numero di processori funzionanti per wafer sarebbe basso, a causa di una serie di accorgimenti introdotti nella lavorazione che non hanno dato il risultato sperato. L'ottimizzazione è ricominciata e pare abbia dato ora i suoi frutti, ma il progetto ha accumulato circa 3 mesi di ritardo: questo significa che Haswell resterà sul mercato per qualche settimana in più, Broadwell (che di Haswell è un die shrink, cioè conserva la stessa architettura lavorata a 14 invece che a 22nm) resterà sul mercato qualche settimana in meno, per poi lasciare il posto alla nuova architettura Skylake. Né quest'ultima, né le altre architetture 14nm subiranno rallentamenti secondo Krzanich: un obiettivo irrinunciabile visti i propositi di costruire un processo di progettazione e produzione più agile, per arrivare prima sul mercato con le novità disegnate a Santa Clara.

Luca Annunziata
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