Luca Armani contro il potere del marchio

Un'opinione di Ettore Panella, presidente dell'associazione NewGlobal.it, sul come è stata percepita la vicenda del dominio Armani.it. Tra indios e conquistadores

Roma - Confesso che ho passato molto tempo davanti ad un foglio vuoto per trovare un titolo a questo intervento. Come racchiudere questa amara vicenda in una sola frase? Davide contro Golia? Titolo scontato e poi l'esito è stato opposto. In questo caso ha vinto Golia (come quasi sempre accade, e quando non accade vuol dire che Davide ha i suoi bravi "Santi in Paradiso"). Il caso del dominio armani.it? Banale. Ci voleva qualcosa capace di andare al succo del problema e contemporaneamente alludere ad uno scontro più ampio, che va oltre il caso specifico, uno scontro tra civiltà, uno scontro tra valori, uno scontro tra generazioni, uno scontro che racchiude qualcosa di epico nel suo essere chiave di volta, nel suo essere lo spartiacque tra due mondi. Luca Armani contro il potere del marchio è proprio il titolo giusto.

La storia è ormai nota: Luca Armani, semplice artigiano lombardo, registra per tempo il dominio armani.it corrispondente al suo cognome e ci pubblicizza la sua attività. Tempo dopo, la Emporio Armani spa scopre Internet. Vuole il dominio ma non ricorre agli Enti Conduttori che per conto della Naming Authority italiana decidono entro due mesi ed alla modica cifra di poco meno di 1000 euro sulle controversie circa i domini. Se lo avesse fatto avrebbe avuto torto in quanto per le regole che la comunità Internet si è data la Emporio Armani spa non aveva il diritto di togliere il dominio a Luca Armani.

La Emporio Armani spa ricorre alla Magistratura Ordinaria italiana, enormemente più lenta e onerosa la quale come da pronostico ha dato ragione al più famoso Armani stilista basando le sue argomentazioni proprio sul valore anche economico del marchio che per il mondo reale è qualcosa di "sacro" mentre per la comunità Internet non ha un valore superiore, ad esempio, al valore del cognome.
In questo articolo non mi interessa discutere sulla validità giuridica o meno della sentenza, illustri avvocati hanno sezionato la vicenda e scritto moltissime pagine con maggiore competenza ed autorevolezza di quanto potrei fare io. Mi interessa invece rimarcare questa dicotomia tra mondo reale e comunità Internet. Ma soprattutto spiegarmi qual è il motivo che ha trasformato una vicenda tutto sommato come tante in una pietra miliare, in qualcosa che ha animato gli animi, che ha smosso le coscienze, che ha fatto scrivere milioni di parole nei forum, che ha trasformato suo malgrado una persona semplice in un eroe per forza.

La Magistratura Italiana, chiamata a giudicare sul caso, ha ritenuto preponderante il valore del marchio, cosa che ha una sua dignità. Infatti, il marchio identifica agli occhi del consumatore un prodotto e l'azienda produttrice. Il marchio è importante in quanto impegna il produttore a garantire la qualità del suo prodotto e fornisce gli elementi necessari al consumatore per ricorrere in giudizio in caso di malfunzionamenti o frodi. In questa ottica la falsificazione del marchio è un delitto contro il consumatore prima che contro l'azienda in quanto il povero malcapitato non avrebbe garanzia di qualità ed in caso di problemi non potrebbe rivalersi su quello che erroneamente ha creduto essere il produttore.

E' stato questo il caso? Se Luca Armani avesse venduto maglioni, sì. Tuttavia Luca Armani produce timbri, ovvero crea un prodotto assolutamente non confondibile con quello del più famoso Giorgio, né sviava la clientela verso altri stilisti.

Per comprendere realmente la questione dobbiamo calarci nella schizofrenia di questo mondo reale, dobbiamo fermarci a riflettere e notare che raramente le pubblicità enunciano le caratteristiche di un prodotto o la sua qualità ma semplicemente tendono a suggestionare chi le guarda puntando all'inconscio, al sogno e quel che è peggio puntando al desiderio di essere accettati in un gruppo o in una élite. Sappiamo tutti che il consumatore acquista il prodotto di marca, specie se vestiario, non per le sue caratteristiche o per la sua comodità o portabilità ma spesso, per non dire quasi sempre, per testimoniare una capacità di spesa, per mostrare di potersi permettere il capo firmato, per far parte di un circolo ristretto.

Non capiremmo altrimenti perché la gente compri prodotti falsi e di evidente pessima qualità sulle bancarelle, sapendo di comprare un falso, se non nell'ottica di crearsi un sogno artificiale non potendosi permettere quello reale. Se nel mondo reale questa supremazia del marchio, inteso come potere sul consumatore e non come servizio al consumatore, è un dato di fatto, non succede lo stesso nelle comunità Internet. Gli accademici e gli studenti, i provider, gli sviluppatori open source, i tecnici, insomma coloro che seppero lentamente sottrarre ai militari quella che era stata una formidabile arma e che hanno saputo trasformarla in uno strumento di grande progresso per l'umanità, si illusero di creare una comunità libera, dove il potere economico non fosse superiore all'essenza dell'essere umano. Questa comunità si è svegliata e ha scoperto in frantumi quel sogno che la ha animata, che ha spinto, ad esempio, migliaia di programmatori a sacrificare il proprio tempo libero per sviluppare quell'ideale chiamato Internet. La reazione è stata rabbiosa anche se sterile, i forum che discutono della vicenda si sono infiammati.

Luca Armani è diventato, suo malgrado e senza desiderarlo, l'eroe che incarna una offesa subita per traslato da tutta la comunità Internet, l'emblema di un mondo soccombente ai nuovi "conquistadores", i quali, nonostante avessero avuto alle loro dipendenze i migliori professionisti, non hanno avuto più lungimiranza di un semplice artigiano e che, invece di riflettere sulla loro incapacità di capire il nuovo che avanza, si sono scagliati alla conquista dei nuovi territori, non importa se questi fossero abitati da qualche tribù di "indios".

La vicenda che stiamo trattando non potrebbe essere compresa se non inserita in quello che è uno scontro più ampio di cui i nostri protagonisti sono solo, a torto o a ragione, dei simboli. Quello in atto è uno scontro tra "gli indios" della rete e tutti i nuovi "conquistadores" che non amano il nuovo mondo, che vogliono solo razziare quanto più oro possibile per tornare carichi di ogni ricchezza nel loro mondo, quello dove si sentono veramente a loro agio, quello che sa onorarli ed accoglierli da trionfatori.

Non hanno partecipato né contribuito alla realizzazione di questo sogno chiamato Internet eppure chiedono a chi c'era di sacrificarlo sull'altare del profitto a tutti i costi, gli chiedono di rassegnarsi ad importare anche nel virtuale la loro follia. Questi "conquistadores" hanno creato un mondo senza umanità, stanno distruggendo l'ambiente, trattano la gente come semplici consumatori, come quegli animali da carne legati alla mangiatoia con il solo scopo nella loro misera vita di consumare il pastone. Addirittura i novelli arbitri di eleganza, che in questa epoca spuntano come i funghi, hanno proposto al gentil sesso un modello di donna, loro che non sempre amano le donne, sbagliato e dannoso. Hanno esposto sempre modelle ridotte all'osso, sponsorizzando di fatto l'anoressia come emblema della bellezza. Hanno di fatto contribuito a diffondere l'ansia per il grammo di troppo. Addirittura le donne sottopeso sono state talmente condizionate da vedersi comunque grasse, vogliono ancora dimagrire, sempre di più...fino alle estreme conseguenze, hanno perso la voglia di vivere, del sesso, del futuro. Stanno rovinando la vita alle tante donne di questo paese e per traslato anche a noi uomini che in quanto mariti, padri, figli, fratelli, compagni viviamo loro accanto. Grazie! Ne avevamo proprio bisogno!

Questa vicenda rappresenta per tutti noi "indios" della rete una chiamata all'impegno prima che sia troppo tardi. Oggi più che mai siamo chiamati a domandarci se crediamo ancora in quel sogno e se desideriamo realmente continuare a realizzarlo o rassegnarci al niente che avanza, all'apparire piuttosto che all'essere.


Ettore Panella
Presidente dell'associazione newglobal.it
TAG: domini
124 Commenti alla Notizia Luca Armani contro il potere del marchio
Ordina
  • Cosa dire....alla nostra redazione giornalistica un provider ha fatto un danno diverso che per noi è pesante: il dominio, pur pagato in cambio merce per servizi, viene ceduto perchè il provider stesso non aveva pagato la tassa di concessione governativa...eppure sapeva che quel dominio era per noi fonte di reddito...sapeva che i ldominio era in scadenza...eppure non ha detto nulla a noi....a voi ogni commento !

    ex collaboratori di motorinotizie...

    In lacrime
    non+autenticato
  • Il Timbrificio Di Monasteri
    21047 Saronno (VA) - Via Leopardi Giacomo, 24
    02.96702749

    Questa è la ragione sociale del timbrificio! Altro che Armani.

    Ci hanno preso per il culo letteralmente! Capito mi avete?
    Avrebbe gia un senso se il sito fosse personale del sig. Luca Armani, ma il sito di una azienda che si chiama Il Timbrificio Di Monasteri" non può legittimamente avere in dominio "Armani" anche se il proprietario si chiama così.
    Sarebbe come dire che la FIAT ha come nome del sito "Agnelli", che senso avrebbe. E' una truffa bella e buona.

    Bene ha fatto il giudice.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Il Timbrificio Di Monasteri
    > 21047 Saronno (VA) - Via Leopardi Giacomo,
    > 24
    >   02.96702749
    >
    > Questa è la ragione sociale del timbrificio!
    > Altro che Armani.
    >
    > Ci hanno preso per il culo letteralmente!
    > Capito mi avete?

    perchè un certo Luca Armani non puo' farsi il suo bel sito con la foto del gatto o con il suo curriculum?
    il problema è se chi possiede un marchio famoso puo' togliere il dominio a qualcuno che lo ha registrato prima ed avendone diritto. Per la legge italiana si. Per la maggioranza della gente no. E' evidente che il sistema non ha leggi condivise, è evidente che il potere politico deve riprendere in mano questo argomento.

    ciao


    > Avrebbe gia un senso se il sito fosse
    > personale del sig. Luca Armani, ma il sito
    > di una azienda che si chiama Il Timbrificio
    > Di Monasteri" non può legittimamente avere
    > in dominio "Armani" anche se il proprietario
    > si chiama così.
    > Sarebbe come dire che la FIAT ha come nome
    > del sito "Agnelli", che senso avrebbe. E'
    > una truffa bella e buona.
    >
    > Bene ha fatto il giudice.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > perchè un certo Luca Armani non puo' farsi
    > il suo bel sito con la foto del gatto o con
    > il suo curriculum?

    Certo che può. Ma nell'articolo si parla del sito dell'azienda, non di un sito personale, e l'azienda non si chiama Armani.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Il Timbrificio Di Monasteri
    > 21047 Saronno (VA) - Via Leopardi Giacomo,
    > 24
    >   02.96702749
    >
    > Questa è la ragione sociale del timbrificio!
    > Altro che Armani.
    >
    > Ci hanno preso per il culo letteralmente!
    > Capito mi avete?
    > Avrebbe gia un senso se il sito fosse
    > personale del sig. Luca Armani, ma il sito
    > di una azienda che si chiama Il Timbrificio
    > Di Monasteri" non può legittimamente avere
    > in dominio "Armani" anche se il proprietario
    > si chiama così.
    > Sarebbe come dire che la FIAT ha come nome
    > del sito "Agnelli", che senso avrebbe. E'
    > una truffa bella e buona.
    >
    > Bene ha fatto il giudice.
    SECONDO ME TI SEI BEVUTO IL CERVELLO!!!!
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Il Timbrificio Di Monasteri
    > 21047 Saronno (VA) - Via Leopardi Giacomo,
    > 24
    >   02.96702749
    >
    > Questa è la ragione sociale del timbrificio!
    > Altro che Armani.

    prima di fare questo intervento potevi controllare su nic.it, non è difficile basta cliccare su Registration Authority e poi su stato delle registrazioni.


    domain:     armani.it
    x400-domain: c=it; admd=0; prmd=armani;
    org:         Timbrificio Luca Armani
    descr:       Cartoleria targhe e timbri e commercio all'ingrosso di
    descr:       elettrico per insegne luminose.
    admin-c:     LA214-ITNIC
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    zone-c:     FE901-ITNIC
    zone-c:     AS13854-ITNIC
    nserver:     212.183.164.11 ns.interac.it
    nserver:     212.183.164.3 ns2.interac.it
    nserver:     193.205.245.66 dns3.nic.it
    remarks:     Fully Managed
    remarks:     Valore contestato / challenged value (19-03-2003)
    mnt-by:     INTERACTIVE-MNT
    created:     19971024
    expire:     20041024
    changed:     fabio@interac.it 20000927
    changed:     hostmaster@nic.it 20030618
    source:     IT-NIC

    person:     Luca Armani
    address:     Timbrificio Luca Armani
    address:     via Isser, 3
    address:     24047 Treviglio BG
    phone:       +39 0363 303577
    fax-no:     +39 0363 303577
    e-mail:     luca@armani.it
    nic-hdl:     LA214-ITNIC
    changed:     hostmaster@nic.it 20001213
    changed:     arrigo@interac.it 20030618
    source:     IT-NIC

    chi conosce la materia sa che se il dominio è stato registrato
    (come da campo org alla    Timbrificio Luca Armani vuol dire che quella è la ragione sociale.

    saluti
    Ettore Panella

    >
    > Ci hanno preso per il culo letteralmente!
    > Capito mi avete?
    > Avrebbe gia un senso se il sito fosse
    > personale del sig. Luca Armani, ma il sito
    > di una azienda che si chiama Il Timbrificio
    > Di Monasteri" non può legittimamente avere
    > in dominio "Armani" anche se il proprietario
    > si chiama così.
    > Sarebbe come dire che la FIAT ha come nome
    > del sito "Agnelli", che senso avrebbe. E'
    > una truffa bella e buona.
    >
    > Bene ha fatto il giudice.
    non+autenticato
  • Com'è che sull'elenco telefonico non Compare "Timbrificio Luca Armani" ma "Timbrificio Di Monasteri"? E probabilmente anche alla camera di commercio la ditta è registrata con tale nome?
    Non sarà che il "Timbrificio Luca Armani" non esiste ed è solo servito per registrare in nick?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Com'è che sull'elenco telefonico non Compare
    > "Timbrificio Luca Armani" ma "Timbrificio Di
    > Monasteri"? E probabilmente anche alla
    > camera di commercio la ditta è registrata
    > con tale nome?
    > Non sarà che il "Timbrificio Luca Armani"
    > non esiste ed è solo servito per registrare
    > in nick?

    Probabilmente stai guardando un'altro film.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > Probabilmente stai guardando un'altro film.

    E' probabile. Da qualche parte ho letto che il nuovo sito di Luca Armani è www.timbrificio.it, e da li è partita la mia campagna contro. Se non è vero allora devo chiedere scusa ai lettori. Mi dispiace ma anch'io sono stato male informato. D'altra parte chi mi ha risposto, tranne te, non ha fatto in modo di chiarire la cosa ma la contrario pretendeva un cieco consenso all'opera dei new global, cosa che si scordano!

    Ciao
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > >
    > > Probabilmente stai guardando un'altro
    > film.
    >
    > E' probabile. Da qualche parte ho letto che
    > il nuovo sito di Luca Armani è
    > www.timbrificio.it, e da li è partita la mia
    > campagna contro.

    A parte il tuo errore di fondo non capisco il motivo della tua campagna contro, ma sicuramente avrai i tuoi buoni motivi.

    Se non è vero allora devo
    > chiedere scusa ai lettori. Mi dispiace ma
    > anch'io sono stato male informato.

    Non sei male informato, diciamo che non hai voluto impegnare neanche 5 minuti del tuo tempo per cercare di capire, ma per criticare si.


    D'altra
    > parte chi mi ha risposto, tranne te, non ha
    > fatto in modo di chiarire la cosa ma la
    > contrario pretendeva un cieco consenso
    > all'opera dei new global, cosa che si
    > scordano!
    >
    > Ciao

    ciao
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Il Timbrificio Di Monasteri
    > 21047 Saronno (VA) - Via Leopardi Giacomo,
    > 24
    >   02.96702749
    >
    > Questa è la ragione sociale del timbrificio!
    > Altro che Armani.
    >
    > Ci hanno preso per il culo letteralmente!
    > Capito mi avete?
    > Avrebbe gia un senso se il sito fosse
    > personale del sig. Luca Armani, ma il sito
    > di una azienda che si chiama Il Timbrificio
    > Di Monasteri" non può legittimamente avere
    > in dominio "Armani" anche se il proprietario
    > si chiama così.
    > Sarebbe come dire che la FIAT ha come nome
    > del sito "Agnelli", che senso avrebbe. E'
    > una truffa bella e buona.
    >
    > Bene ha fatto il giudice.

    ti consiglio di andare in camera di commercio e farti fare una visura camerale della ditta Armani Luca cosi' vedi che non e' quella che tu pensi.
    e' pure gratuita quindi non ti costa nulla.
    sparare stupidate invece costa l'onore delle persone e mette in dubbio anche persone molto piu' in alto di te.
    poi per toglierti ogni dubbio chiama quel numero e chiedi chi e' il titolare e fatti dare il suo codice fiscale.
    vedrai tuo malgrado che non e' lo stesso Luca Armani in causa contro Giorgio.
    E per la prossima volta pensaci bene prima di scrivere cose false.
    non+autenticato
  • Io il sito www.timbrificio.it l'ho preso da questo forum, non me lo sono inventato. Se dici che è sbagliato allora sono stato tratto in inganno io.
    Comunque, invece di rimandarmi alla visura camerale, dicci tu l'indirizzo del timbrificio del Luca Armani oggetto dell'articolo. Facciamo prima.
    non+autenticato
  • purtroppo molto probabilmente non potro' piu' seguire il dibattito e quindi mi scuso in anticipo se lascero' inevase alcune risposte, al limite lo faro' domani.

    Ringrazio Luca Armani per la sua mail e spero di conoscerlo al piu' presto.
    Premesso che la vicenda riguarda il fatto che si tolga un dominio ad una persona che ne aveva diritto (e per le regole che la Naming authority ha creato Luca Armani aveva diritto ed infatti se Giorgio Armani avesse fatto ricorso agli enti conduttori avrebbe perso) per darlo ad una più importante. Questo quindi prescinde dalla persona di Luca Armani che ho definito eroe per forza.
    Trovo sbagliato il discorso pregiudiziale sui soldi offerti da Giorgio Armani circa il dominio.
    Molto semplicemente una persona di un diritto puo' volontariamente privarsene. Ad esempio io sono affezionatissimo alla mia casa, non la venderei mai perchè so che dovro' adattarmi a vivere in un posto nuovo, che le mie abitudini cambieranno ecc. ecc. Pero' se qualcuno mi offrisse una cifra di quelle che tolgono il respiro probabilmente valuterei la cosa in maniera diversa e penserei si agli svantaggi di perdere la mia casa ma anche ai vantaggi che quella cifra potrà darmi.
    Se qualcuno mi chiede di vendergli la mia casa ed io gli chiedo 2 miliardi per una casa che ne vale immensamente di meno non commetto alcun illecito perchè ho il diritto alla mia casa e se debbo rinunciare al mio diritto devo ricevere una contropartita   adeguata a compensare i miei disagi.
    La libera contrattazione è in fondo una cosa molto democratica in cui entrambe le parti rinunciano liberamente a qualcosa l'uno in favore dell'altro. Qualsiasi altra forma di cessione prevede l'uso della forza. Forza legale se si tratta dello Stato, illegale se si tratta di forze criminali ma pur sempre di qualcuno che è costretto a fare qualcosa che non vuole fare al contrario della libera contrattazione.

    Detto questo la domanda è:
    Luca Armani aveva diritto al dominio?

    per le regole di Internet in Italia (ed anche altrove visto che su armani.com lo stilista ha perso) Luca Armani aveva diritto perchè:

    1) è arrivato primo
    2) è il suo cognome
    3) non c'era malafede in quanto non sviava i visitatori di Giorgio Armani su suoi concorrenti nè aveva messo dialer o siti porno.

    se Luca Armani ha diritto al dominio allora ha il diritto di cedere il suo utilizzo al prezzo che ritiene più adatto.

    Se qui si vuole discutere invece del diritto del più famoso sul meno famoso questo apre scenari molto raccapriccianti in quanto se domani Giorgio Armani per una serie di disavventure che non gli auguro affatto riduce il suo giro di affari ad un paio di negozietti ed invece Luca Armani diventa il fornitore ufficiale di timbri degli Stati Uniti allora Luca puo' togliere dominio e marchio a Giorgio. Se vi piace questa situazione liberissimi, io sommessamente dico che a me un mondo che gira in questo modo non piace.

    saluti
    Ettore Panella
    non+autenticato
  • >"Ci voleva qualcosa capace di andare al succo del >problema e contemporaneamente alludere ad uno scontro >più ampio, che va oltre il caso specifico, uno scontro tra >civiltà, uno scontro tra valori, uno scontro tra generazioni, >uno scontro che racchiude qualcosa di epico nel suo essere >chiave di volta, nel suo essere lo spartiacque tra due mondi. >Luca Armani contro il potere del marchio è proprio il titolo >giusto."

    allora vediamo di non lasciarlo solo piu' di quanto non lo sia gia.

    >"Ma soprattutto spiegarmi qual è il motivo che ha >trasformato una vicenda tutto sommato come tante in una >pietra miliare, in qualcosa che ha animato gli animi, che ha >smosso le coscienze, che ha fatto scrivere milioni di parole >nei forum, che ha trasformato suo malgrado una persona >semplice in un eroe per forza."

    il motivo e' semplice e' stato schiacciato inserendo la prima e poi per sicurezza con la retro ed infine proprio per togliersi ogni dubbio hanno inserito ancora la prima.
    normale che poi qualcuno abbia qualcosa da dire.
    certo non si sente notizia se non in internet o comunque in giornali poco noti, non certo in televisione.
    ma purtroppo la vita va cosi'. fortunatamente e' stato calpestato da solo.
    purtroppo per lui per diventare martire deve morire.
    per essere un'eroe basta farsi massacrare.

    >Luca Armani è diventato, suo malgrado e senza >desiderarlo, l'eroe che incarna una offesa subita per traslato >da tutta la comunità Internet, l'emblema di un mondo >soccombente ai nuovi "conquistadores", i quali, nonostante >avessero avuto alle loro dipendenze i migliori professionisti, >non hanno avuto più lungimiranza di un semplice artigiano e >che, invece di riflettere sulla loro incapacità di capire il >nuovo che avanza, si sono scagliati alla conquista dei nuovi >territori, non importa se questi fossero abitati da qualche >tribù di "indios".

    certo l'offesa morale dei super-mega-iper personaggi della Armani S.p.A., arrivati tardi nella registrazione del sito preso da un' artigiano qualunque , deve essere stata enorme.
    ed il nostro eroe?? ma l'eroe non e' quello che vince sempre?? e che magari salva una nazione intera??

    Grazie a Ettore Panella e ai newglobal forse questa vicenda prendera' vie diverse o forse nemmeno loro saranno in grado di cambiare le cose.
    Almeno qualcuno ci prova.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > >"Ci voleva qualcosa capace di andare al
    > succo del >problema e contemporaneamente
    > alludere ad uno scontro >più ampio, che va
    > oltre il caso specifico, uno scontro tra
    > >civiltà, uno scontro tra valori, uno
    > scontro tra generazioni, >uno scontro che
    > racchiude qualcosa di epico nel suo essere
    > >chiave di volta, nel suo essere lo
    > spartiacque tra due mondi. >Luca Armani
    > contro il potere del marchio è proprio il
    > titolo >giusto."
    >
    > allora vediamo di non lasciarlo solo piu' di
    > quanto non lo sia gia.
    >
    > >"Ma soprattutto spiegarmi qual è il motivo
    > che ha >trasformato una vicenda tutto
    > sommato come tante in una >pietra miliare,
    > in qualcosa che ha animato gli animi, che ha
    > >smosso le coscienze, che ha fatto scrivere
    > milioni di parole >nei forum, che ha
    > trasformato suo malgrado una persona
    > >semplice in un eroe per forza."
    >
    > il motivo e' semplice e' stato schiacciato
    > inserendo la prima e poi per sicurezza con
    > la retro ed infine proprio per togliersi
    > ogni dubbio hanno inserito ancora la prima.
    > normale che poi qualcuno abbia qualcosa da
    > dire.
    > certo non si sente notizia se non in
    > internet o comunque in giornali poco noti,
    > non certo in televisione.
    > ma purtroppo la vita va cosi'.
    > fortunatamente e' stato calpestato da solo.
    > purtroppo per lui per diventare martire deve
    > morire.
    > per essere un'eroe basta farsi massacrare.
    >
    > >Luca Armani è diventato, suo malgrado e
    > senza >desiderarlo, l'eroe che incarna una
    > offesa subita per traslato >da tutta la
    > comunità Internet, l'emblema di un mondo
    > >soccombente ai nuovi "conquistadores", i
    > quali, nonostante >avessero avuto alle loro
    > dipendenze i migliori professionisti, >non
    > hanno avuto più lungimiranza di un semplice
    > artigiano e >che, invece di riflettere sulla
    > loro incapacità di capire il >nuovo che
    > avanza, si sono scagliati alla conquista dei
    > nuovi >territori, non importa se questi
    > fossero abitati da qualche >tribù di
    > "indios".
    >
    > certo l'offesa morale dei super-mega-iper
    > personaggi della Armani S.p.A., arrivati
    > tardi nella registrazione del sito preso da
    > un' artigiano qualunque , deve essere stata
    > enorme.
    > ed il nostro eroe?? ma l'eroe non e' quello
    > che vince sempre?? e che magari salva una
    > nazione intera??
    >
    > Grazie a Ettore Panella e ai newglobal forse
    > questa vicenda prendera' vie diverse o forse
    > nemmeno loro saranno in grado di cambiare le
    > cose.
    > Almeno qualcuno ci prova.

    Grazie anche a te, chiunque tu sia.
    Luca Armani
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > Grazie anche a te, chiunque tu sia.
    > Luca Armani

    Bene, se sei Luca Armani, perchè non ci dici che cosa ti hanno offerto per il nome?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > >
    > > Grazie anche a te, chiunque tu sia.
    > > Luca Armani
    >
    > Bene, se sei Luca Armani, perchè non ci dici
    > che cosa ti hanno offerto per il nome?

    Perchè ritengo di dover rispondere solo alle domande di buon senso.
    non+autenticato

  • > > Bene, se sei Luca Armani, perchè non ci
    > dici
    > > che cosa ti hanno offerto per il nome?
    >
    > Perchè ritengo di dover rispondere solo alle
    > domande di buon senso.

    quantomeno Luca si e' dimostrato coerente con se stesso. avrebbe potuto rispondere: "un posto in paradiso" o " un calcio in c...lo." e ci sarebbero state vagonate di persone a sua difesa o in suo attacco.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > >
    > > - Scritto da: Anonimo
    > > >
    > > > Grazie anche a te, chiunque tu sia.
    > > > Luca Armani
    > >
    > > Bene, se sei Luca Armani, perchè non ci
    > dici
    > > che cosa ti hanno offerto per il nome?
    >
    > Perchè ritengo di dover rispondere solo alle
    > domande di buon senso.

    E ti sembra di buon senso una battaglia di questo genere? A meno che tu non voglia entrare in politica, cosa che stai gia facendo in pratica.
    La domanda è comunque di buon senso perche su questa cifra si basa tutta la discussione. Se ti hanno offerto una miseria allora hai fatto bene ad opporti, ma se ti hanno offerto una cifra adeguata, allora sei solo uno delle fotocopie che voleva fare il furbo e vieni quì a scassarci per i tuoi problemi personali. Ripeto, personali che non hanno alcun riferimento con giustizia e cose varie.
    non+autenticato

  • > E ti sembra di buon senso una battaglia di
    > questo genere?

    hanno fatto causa a lui, non il contrario.
    si e' difeso non ha attaccato.

    A meno che tu non voglia
    > entrare in politica, cosa che stai gia
    > facendo in pratica.
    > La domanda è comunque di buon senso perche
    > su questa cifra si basa tutta la
    > discussione.

    bhe onestamente pensavo si parlasse dei sopprusi dei diritti lesi ecc. ecc.. ecc...

    Se ti hanno offerto una miseria
    > allora hai fatto bene ad opporti, ma se ti
    > hanno offerto una cifra adeguata, allora sei
    > solo uno delle fotocopie che voleva fare il
    > furbo e vieni quì a scassarci per i tuoi
    > problemi personali.

    allora secondo te se la cifra e' irrisoria i miei diritti li difendo,
    se la cifra e' alta mi faccio da parte.
    bhe spero che Luca non abbia ragionato cosi'.

    Ripeto, personali che
    > non hanno alcun riferimento con giustizia e
    > cose varie.

    bhe certo tribunali, avvocati e cose varie (come le definisci tu) non contano.
    una legge c'e' e basta. non potrebbe essere sbagliato il sistema, certo che no. non potrebbe essere un modo per cambiare le regole, certo che no, e' solo e soltanto questione di soldi.
    chissa' perche' allora le leggi con i vari casi accaduti negli anni cambiano!!! mai sentito di articoli abrogati?? non potrebbe essere questo il caso??.
    la legge dei marchi, quando approvata non poteva considerare questo tipo di caso, quindi puo essere che fra qualche anno sia diversa con qualche paragrafo in piu' e qualche paragrafo abrogato.
    non+autenticato

  • > bhe onestamente pensavo si parlasse dei
    > sopprusi dei diritti lesi ecc. ecc.. ecc...

    > bhe spero che Luca non abbia ragionato cosi'.

    mi scuso per i vari "bhe" scritti male.

  • - Scritto da: Anonimo
    > la legge dei marchi, quando approvata non
    > poteva considerare questo tipo di caso,
    > quindi puo essere che fra qualche anno sia
    > diversa con qualche paragrafo in piu' e
    > qualche paragrafo abrogato.

    "Qualcosa" mi dice che l'emanando Testo Unico in materia di Diritto Industriale andra' maggiormente nel senso della sentenza di Bergamo che in quello dai piu' auspicato da queste parti.

    E si parla di molto meno di "qualche anno". Con buona pace della linea difensiva per cui - in mancanza di una normativa ad hoc - il Giudice avrebbe dovuto "astenersi" (!!).

    Gianluca
    non+autenticato
  • > "Qualcosa" mi dice che l'emanando Testo
    > Unico in materia di Diritto Industriale
    > andra' maggiormente nel senso della sentenza
    > di Bergamo che in quello dai piu' auspicato
    > da queste parti.
    >
    > E si parla di molto meno di "qualche anno".
    > Con buona pace della linea difensiva per cui
    > - in mancanza di una normativa ad hoc - il
    > Giudice avrebbe dovuto "astenersi" (!!).
    >
    > Gianluca

    Penso che nessuno abbia ancora qualche dubbio su quali siano le tue opinioni e la tua professione.
    Tu puoi difendere tranquillamente la tua professione e le leggi che conosci in modo esemplare, lasciaci almeno sperare che forse un giorno le cose cambieranno e che il buon senso abbia il sopravvento.

    Ciao Gianluca e buon lavoro.

    non+autenticato
  • > E ti sembra di buon senso una battaglia di
    > questo genere? A meno che tu non voglia
    > entrare in politica, cosa che stai gia
    > facendo in pratica.

    Se alle domande rispondi tu, la mia opinione a riguardo è irrilevante.


    > La domanda è comunque di buon senso perche
    > su questa cifra si basa tutta la
    > discussione. Se ti hanno offerto una miseria
    > allora hai fatto bene ad opporti, ma se ti
    > hanno offerto una cifra adeguata, allora sei
    > solo uno delle fotocopie che voleva fare il
    > furbo e vieni quì a scassarci per i tuoi
    > problemi personali.

    L'educazione vedo che non ti manca.
    Sul fatto che la discussione si basa solo sulle cifre è sintomo che non hai letto i passaggi di questo forum.

    Ripeto, personali che
    > non hanno alcun riferimento con giustizia e
    > cose varie.

    Non capisco il tuo livore. Ci sono cose ben più importanti per cui infiammarsi basta cambiare forum.

    Ciao e buona serata.

    non+autenticato
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