Gaia Bottà

Gli sporchi giochi dello sharing

Un forum dedicato a condividere i segreti del business del file sharing, il tradimento del fondatore, che dice di aver venduto tutti all'antipirateria. Ma non è tutta antipirateria quella che promette di denunciare i pirati

Roma - Un forum in cui dibattere delle strategie per raggranellare denaro dalla condivisione di file senza autorizzazione da parte dei detentori dei diritti, uno spazio che si presumeva al sicuro dagli occhiuto sguardo dell'antpirirateria, impegnata a rastrellare indirizzi IP presso i tracker torrent e a collezionare link per chiedere la rimozione di contenuti e di scorciatoie per il download. Un migliaio di utenti utilizzava uploadertalk.com per documentarsi e trarre profitto dallo sharing, un migliaio di utenti ha appreso che il fondatore del forum li ha traditi.

UploaderTalk era online da circa un anno: il forum si proponeva come una risorsa per gli uploader, invitati a scambiarsi consigli in materia di condivisione e di denaro facile. Il misterioso WDF, dall'alto del suo ruolo di fondatore, osservava. La sua esperienza in forum analoghi ma decisamente più vasti quali WJunction gli garantiva una particolare perizia nel seguire il dipanarsi delle discussioni, nell'analizzare le strategie dibattute dagli utenti, nel classificare gli iscritti per studiare a fondo i loro modelli di business piratesco.

Dopo un anno di attività, WDF ha stabilito fosse giunto il momento di venire allo scoperto: "Grande cambio di rotta - si legge nella home del forum, il resto del quale è ora inaccessibile - Io, WDF, lavoro per quelli dell'antipirateria!". L'admin lo rende noto con ilarità ai suoi utenti: "Ho raccolto informazioni su molti di voi. Ho raccolto informazioni sugli host dei file, sui web host, sui siti".


WDF si sarebbe già venduto: sulla pagina che contiene il suo messaggio campeggia il logo di NukePiracy, associazione che sembra proporsi all'industria dei contenuti (o, più probabilmente, agli avvoltoi del copyright più privi di scrupoli) come fonte di segnalazioni e di report riguardo al mondo del sommerso, azienda che usa "metodi proprietari non convenzionali" che "non discute né rivela pubblicamente".

NukePiracy, nell'annuncio in cui segnala di aver accolto WDF nel proprio team, lo presenta come un esperto della scena warez. Un conoscitore del sottobosco della condivisone a scopo di lucro, probabilmente ben noto alla stessa community pirata: TorrentFreak segnala che WDF, prima di fondare UploaderTalk, era stato defenestrato dalla stessa WJunction, presso cui aveva rapidamente guadagnato una posizione di rilevanza. Una cacciata che avviene proprio in coincidenza con delle fughe di informazioni relative alle trame che si intessevano fra i suoi utenti.

Ma se la vulgata racconta un semplice voltafaccia nel contesto dello sharing, i giochi che che si intessono sotto la superficie di una storia come tante sembrano essere ben più complessi, e spinti da moventi diversi rispetto a quello del business della pirateria o della sua soppressione. A ricostruire il quadro è scrolldog.com, sito che da giorni battibecca su Twitter con l'account di UploaderTalk. Scrolldog avrebbe mostrato la verità, e proprio la verità avrebbe costretto WDF a inscenare il proprio voltafaccia, per distogliere l'attenzione che aveva in precedenza attratto su di sé.

Il primo articolo di Scrolldog, che risale a pochi giorni prima della chiusura di UploaderTalk, mostrava le prove di come WDF, attivissimo rappresentante della scena warez, conducesse da tempo traffici poco chiari, a cavallo tra advertising, delazioni, ricatti, a spese dei servizi di hosting e di chi fa della pirateria un business. Prove su prove, botta e risposta che, se non contribuiscono a delineare con nettezza i rapporti che intercorrono tra la figura del misterioso WDF e il sospetto servizio NukePiracy, aprono uno squarcio sulla complessità dell'industria warez e sulle dinamiche che la animano.

Gaia Bottà
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