Claudio Tamburrino

Brevetti, tutti contro Android

Google rischia di pagare cara la sconfitta all'asta per il portafoglio Nortel, ma nel mirino ci sono anche tutti i produttori i cui dispositivi montano Android. La denuncia è stata mossa dal consorzio composto da Apple, Microsoft, BlackBerry, Sony ed Ericsson

Roma - Otto nuove denunce per violazione di brevetti sono state depositate contro Google, Samsung, LG Electronics, HTC, Huawei, Asustek, Pantech e ZTE. Dalla parte dell'accusa, stavolta, c'è il consorzio Rockstar, la strana alleanza di Apple, Microsoft, BlackBerry, Ericsson e Sony attori che, pur essendo contrapposti su diversi fronti, insieme detengono circa 6mila brevetti: si tratta dei titoli di esclusiva collegati alla connessione wireless e in particolare alla tecnologia 4G, acquisiti nel 2011 per 4,5 miliardi di dollari dalla fallimentare azienda canadese di telecomunicazioni Nortel.

Non sorprende l'utilizzo offensivo che ne ha iniziato a fare il gruppo, in particolare visto il costo pagato per i brevetti, le potenzialità strategiche della tecnologia che coprono, il valore del mercato degli smartphone coinvolti ed il fatto che la creazione di un consorzio senza business operativi costituisce un braccio armato brevettuale immune dalle controdenunce (classica risposta in questo tipo di cause legali).
Insomma, si stava solo aspettando la prima mossa della nuova guerra da parte della nuova alleanza creatasi intorno ad Apple e Microsoft.

Nel frattempo, d'altronde, con una dozzina di impiegati ed una decina di esperti di reverse-engineering Rockstar è stata in questi mesi alle prese con l'approfondita analisi di tutti i dispositivi attualmente in commercio: come ha riferito il CEO John Veschi "praticamente tutti lì fuori stanno violando i nostri brevetti". Addirittura, le violazioni riguarderebbero anche il funzionamento dei social network, Facebook in primis.
Così le otto nuove denunce non sono che la prima scintilla, l'atteso fuoco alle polveri di una nuova stagione di denunce brevettuali. E non è neanche un caso che la prima denuncia sia stata mossa nei confronti di Google, che con Android rappresenta la maggiore concorrente sul mercato degli smartphone e che è anche il principale sconfitto dell'asta con cui il gruppo si è aggiudicato i 6mila brevetti canadesi.

Il tutto - ancora senza sorprese - è avvenuto coinvolgendo due studi legali entrambi esperti di proprietà intellettuale che hanno depositato le accuse nel Eastern District del Texas, foro notoriamente favorevole ai detentori di brevetti.

Per il momento sul piatto vi sono solo sette di quei 6mila brevetti ex-Nortel: Mountain View è sotto accusa per alcune tecnologie di gestione delle sue attività di advertising, mentre le altre aziende coinvolte nelle denunce sono chiamate in causa per gli smartphone, tutti Android, Huawei per i suoi tablet e per i dispositivi Huawei M865 MUVE, Huawei Ascend II e Huawei Premia 4G M931.

Google rischia un po' di più dalla causa, proprio perché contro di lei potrebbe contare il fatto che abbia tentato di battere il consorzio di nemici-alleati all'asta per il portafoglio brevettuale Nortel: insomma avrà difficoltà a dimostrare che i brevetti che stava per pagare lei stessa miliardi di dollari siano adesso senza valore.

Claudio Tamburrino
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