Luca Annunziata

Twitter fronteggia il tribunale prima della Borsa

IBM e un'azienda di consulenza affilano le armi in vista della quotazione del tecnofringuello. La prima ha tre brevetti in ballo, che dice violati. La seconda denuncia una manovra per far salire il prezzo delle azioni

Roma - Mancano pochi giorni alla quotazione a Wall Street di Twitter, e i riflettori sono puntati sul servizio di micro-blogging: è stata la stessa Twitter a rivelare, in un addendum ai documenti presentati agli organismi di controllo, che IBM ha spedito una missiva legale a San Francisco prospettando una diatriba su tre brevetti relativi a tecnologie coperte da copyright di Armonk, pur senza minacciare (ancora) il ricorso al tribunale. Cosa che invece ha già fatto Precedo Capital Group and Continental Advisors, che ha denunciato Twitter per una presunta frode volta a far salire il valore delle azioni prima della quotazione ufficiale.

In quest'ultimo caso la faccenda potrebbe essere seria: stando a quanto contenuto nella denuncia, nella quale Precedo chiede 124 milioni di dollari di indennizzo, Twitter avrebbe richiesto i servigi dell'azienda di consulenza per organizzare una vendita di azioni privata (ovvero la cessione di quote a scopo di finanziamento, prima dell'entrata in Borsa) in modo tale da determinare un valore artificioso per l'intero pacchetto. In altre parole: Twitter avrebbe ventilato l'ipotesi di cedere parte delle proprie azioni, sollecitando una valutazione complessiva dell'azienda superiore a quelle precedenti e garantendosi una plusvalenza in vista della quotazione a Wall Street. L'intera operazione non sarebbe poi andata a buon fine, lasciando a Precedo le spese da pagare per un'attività non completata.

Al momento Twitter è trincerata dietro un "no comment" su questa accusa, negando ogni rapporto con Precedo: quest'ultima, in effetti, nella denuncia non fa riferimento diretto a Twitter, bensì illustra una eventualità piuttosto comune nella Silicon Valley che prevede la vendita delle stock option garantite ai dipendenti delle startup tecnologiche per monetizzare in anticipo le quote. Poiché una parte del salario viene elargita sotto forma di azioni, ma possono volerci anni prima di arrivare a una quotazione pubblica in cui far fruttare i propri bonus, è pratica diffusa cedere a terzi le proprie azioni in cambio di denaro: quanto denaro dipende dalla valutazione attribuita all'azienda, basata sulle somme pagate dagli investitori per finanziarla e ovviamente dal mercato in essere sulle quote societarie. Precedo si sarebbe inserita in questo gioco, convinta (a suo dire) che Twitter fosse disponibile a cedere quote: l'accusa è che l'intera faccenda sia stata orchestrata per far crescere la valutazione in vista della quotazione ufficiale.
Inevitabilmente, l'attenzione mediatica attorno a Twitter amplifica la sua esposizione a questo tipo di accuse: lo stesso vale per quanto svelato dall'azienda di San Francisco in un addendum ai documenti presentati alla SEC, l'organismo di controllo della Borsa USA, in vista della IPO (Initial Public Offering), che illustra il contenuto di una missiva legale giunta da Armonk in cui IBM rivendica la proprietà intellettuale contenuta in tre brevetti a suo dire violati da Twitter. Quella di Big Blue per ora è solo una rivendicazione privata, volta probabilmente a raggiungere un accordo stragiudiziale con una transazione economica, ma Twitter è stata costretta a rivelare quanto accaduto poiché vincolata dalle regole sulla trasparenza che condizionano l'attività delle aziende quotate o che stanno per quotarsi in Borsa.

I tre brevetti in questione (6,957,224: Efficient retrieval of uniform resource locators; 7,072,849: Method for presenting advertising in an interactive service; 7,099,862: Programmatic discovery of common contacts) appaiono legati al tipo di attività svolto da Twitter: quest'ultima non ha un portafoglio brevetti molto ricco, come da lei stessa ammesso nel documento presentato, e dunque queste circostanze potrebbero anche ripetersi in futuro. Ciò nonostante, Twitter si dice tranquilla di poter ribattere alle pretese di IBM con argomenti solidi: l'ottimismo è tale da aver anche rivisto al rialzo le attese per i valori della quotazione, che salgono dalla forchetta 17-20 dollari al più lucroso intervallo 23-25. La mossa di Twitter riflette la previsione di un cospicuo interesse di Wall Street, e dovrebbe garantire un guadagno ulteriore di diverse centinaia di milioni in caso la quotazione dovesse prendere la piega giusta: l'inizio delle contrattazioni, previsto per questo giovedì, confermerà questo ottimismo o riserverà brutte sorprese al tecnofringuello.

Luca Annunziata