Claudio Tamburrino

Google e la chiatta da esposizione

Mountain View rivendica la paternità della struttura galleggiante in costruzione nella baia di San Francisco. Ma non è un innovativo datacenter

Roma - Google ha riconosciuto ufficialmente come proprio il progetto con al centro il grande container galleggiante in costruzione nella Baia di San Francisco.

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La misteriosa chiatta aveva attirato molte attenzioni e sollevato la curiosità degli osservatori: si era già intuito che dietro vi fosse Mountain View e le prime supposizioni parlavano di un datacenter galleggiante, magari con proprietà di raffreddamento dipendenti dall'acqua marina, come spiegato in un brevetto depositato proprio da Big G nel 2009.

Ora, invece, un portavoce di Google riferisce a TechCrunch che la struttura non avrà un utilizzo di questo tipo, ma che sarà semplicemente impiegata come "spazio interattivo dove le persone possano imparare nuove tecnologie".
Quello che si sta costruendo, insomma, non è un innovativo datacenter con raffreddamento ad acqua, ma un'esclusiva e speciale struttura dedicata agli eventi di Big G e ad eventuali esibizioni: ad avanzare questa ipotesi erano peraltro già state alcune fonti anonime che erano intervenute sulla radio locale KPIX5.

La particolarità della struttura potrebbe essere in ogni caso quella di essere modulare, grazie alla costruzione tramite i container: si suppone che possa essere smontata, trasportata via mare o via terra e ricostruita altrove.

Oltre a quella di San Francisco, peraltro, Google ha dichiarato di essere in possesso di altre tre chiatte: nel Maine, a Portland e nel Connecticut.

Claudio Tamburrino

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