Claudio Tamburrino

Apple, le mappe vanno per il verso giusto

Le critiche incassate all'esordio dalle mappe di Cupertino non ne compromettono il successo dell'operazione commerciale. Ma Google Maps non si sente ancora perso

Roma - Nonostante le critiche che ne hanno accompagnato l'esordio, da quando Apple è passata con iOS 6 dalle mappe di Mountain View a quelle proprie, Google Maps ha visto il suo utilizzo crollare in maniera verticale.

Il dato, così com'è stato preso da ComScore, dimostra certo più la tendenza degli utenti ad accettare l'offerta software legata al dispositivo che hanno acquistato, piuttosto che dimostrare la qualità delle nuove mappe adottate da Apple. Anche perché, riferiscono sempre gli analisti ComScore, i servizi di mappe non sono tra i servizi più utilizzati dall'utente medio.

Il risultato è tuttavia che Google Maps ha perso terreno: nel dettaglio, nel settembre del 2012 vi erano negli Stati Uniti 81,1 milioni di utenti delle mappe di Google su un totale di 103,6 milioni di utenti iPhone ed Android, mentre ora il servizio di Mountain View offre indicazioni ad appena il 43 per cento degli utenti dei due sistemi operativi.
Inoltre, contro Apple continuano a levarsi le proteste di chi invoca l'intervento dell'antitrust per la sua pratica di legare ai suoi dispositivi servizi quali browser, calendari, altre applicazioni e, da ultimo, le mappe.

Insomma, nei confronti di Apple si solleva la stessa attenzione che ha colpito Windows e prodotti correlati: d'altra parte i dati raccolti dalle mappe permettono alle aziende che le gestiscono di migliorare i servizi connessi, come l'offerta geolocalizzata ritagliata sul singolo utente o quelli legati al traffico, come la nuova funzione di Google Maps, Waze, per la notifica di incidenti in tempo reale, ora attiva in 46 paesi.

Claudio Tamburrino
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