Claudio Tamburrino

Apple e Samsung, la battaglia si riaccende

Negli Stati Uniti a marzo si ridiscutono i danni a favore di Cupertino: nel frattempo è stata selezionata la giuria popolare. Il giudice non si rassegna e continua a caldeggiare un accordo

Roma - Apple e Samsung riprendono la loro annosa battaglia brevettuale: il giudice Lucy Koh ha iniziato a riesaminare i danni dovuti dalla coreana per la violazione di proprietà intellettuale detenuta dalla Mela.

La guerra, insomma, è ricominciata dallo scontro più duro, quello negli Stati Uniti, che aveva portato ad una multa record da un miliardo di dollari ai danni di Samsung e per cui a marzo il giudice Lucy Koh aveva deciso che ci fosse bisogno di un nuovo caso per ridiscutere i danni, con un metodo più preciso per calcolare le perdite causate ad Apple dalla somiglianza di alcuni prodotti della coreana.

Sono diverse le questioni di proprietà intellettuale che le due hanno messo sul tavolo: brevetti relativi alle funzioni dei dispositivi (alcuni controlli del touchscreen e funzioni legate al giroscopio), il design dei dispositivi e il trade design (l'impacchettamento). Ad essere coinvolti erano 28 diversi dispositivi Samsung, di cui alla fine solo 13 sono stati riconosciuti in violazione: Captivate, Continuum, Droid Charge, Epic 4G, Exhibit 4G, Galaxy Prevail, Galaxy e Galaxy Tab, Gem, Indulge, Infuse 4G, Nexus S 4G, Replenish e Transform.
La questione del design di iPad ha visto alla fine convergere le diverse sentenze nazionali verso una sorta di uniformità di giudizio che vede Samsung non in violazione dei brevetti Apple: la tendenza del mercato e la cosiddetta prior art, cioè la tecnologia già divulgata al momento del deposito del brevetto statunitense D'889 e della registrazione del titolo di design industriale europeo n. 000181607-0001, sono stati considerati sufficienti a restringere le caratteristiche rilevanti del design per cui Cupertino chiedeva l'esclusiva.

Per gli altri brevetti contestati (i numero '381, '915, '163, D'677 e D'305), invece, il tribunale statunitense aveva finito per dare ragione ad Apple e aveva condannato Samsung a pagarle una cifra record superiore al miliardo di dollari: tuttavia, ora il giudice Lucy Koh ha ripreso in mano il caso e stabilito che 550 milioni di danni sono stati calcolati in maniera corretta, mentre i restanti 450 milioni devono essere ricalcolati. Il problema è legato ai danni conseguenti alla violazione dei brevetti di design, per cui nell'ordinamento statunitense c'è un sistema più complicato e remunerativo per il calcolo dei danni, dal momento che si suppone che la somiglianza di un altro prodotto derivante da concorrenza sleale abbia causato al prodotto copiato perdite di vendite e quindi di fatturato.

Il nuovo processo inizierà il prossimo marzo. Intanto il giudice Koh che lo presiederà ha seguito le procedure di selezione della giuria popolare che la aiuterà a decidere dei danni, sei donne e due uomini, ed ha invitato nuovamente le parti a trovare un accordo.

Difficile, d'altronde, che questo possa avvenire. Appaiono troppi gli interessi sul tavolo e troppo ricco il mercato interessato. Secondo le stime del Worldwide Quarterly Mobile Phone Tracker di International Data Corporation (IDC)
relative al terzo trimestre del 2013, il mercato degli smartphone è cresciuto del 39,9 per cento rispetto all'anno scorso e, peraltro, nell'ultimo periodo Android ha raggiunto la quota di 81 per cento di tutti gli smartphone distribuiti, mentre iOS, pur con volumi totali aumentati, vede il suo market share rosicchiato al 12,9 per cento.

Tra l'altro non è l'unica questione che vede ancora le due protagoniste degli smartphone contrapposte davanti ad un tribunale: da ultimo, la corte del Northern District della California sta pensando di multare Samsung Electronics ed i suoi avvocati per aver divulgato informazioni confidenziali di Apple (contratti di licenza brevettuale con Nokia, Ericsson, Sharp e Philips).

Claudio Tamburrino
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