Luca Annunziata

Acer ritorna alle origini

Il fondatore torna in sella per tentare di riportare l'azienda sulla retta via. A lui i poteri per guidare il gruppo di Taiwan fuori dalla bufera

Roma - I conti di Acer non tornano, è cosa nota, e i problemi hanno fatto saltare due teste importanti: oltre al CEO J.T. Wang, di cui era già stato annunciato il ritiro, farà le valigie anche il presidente Jim Wong. Sono loro, in un certo senso, i capri espiatori del tracollo dei conti. Per risalire la china l'azienda di Taiwan si affiderà al fondatore del gruppo, Stan Shih, che nel 1976 diede vita a quello che per molti anni è stato uno dei marchi più venduti nel comparto dei personal computer.

"Vista la situazione che Acer si trova ad affrontare e le mie responsabilità sociali, devo prendere iniziativa e prendere le redini senza salario - ha dichiarato Shih nella nota inviata alla stampa - Onorerò e porterò a termine tutti gli impegni pubblici che ho preso, ma supporterò anche il business Acer e poterò avanti la trasformazione aziendale". Dunque il nuovo presidente, preso atto della difficoltà che l'azienda attraversa per via del crescente interesse dei consumatori per tablet e smartphone, interverrà per apportare i dovuti cambiamenti: dovrà affrontare un mercato trasformato, dove non basta il prezzo competitivo per tenere testa alla concorrenza, e in cui sono cambiati anche i punti di riferimento per marchi e form-factor.

Shih, che si era ritirato nove anni fa, sarà il nuovo presidente del gruppo: nessun nome viene fatto per la carica di amministratore delegato, segno che per il momento tutto il potere decisionale resterà saldamente nelle mani di una sola persona. Ad affiancarlo rientrerà in azienda anche l'altro co-fondatore, George Huang: per quest'ultimo non si conosce la mansione designata, ma si sa invece che Shih lavorerà senza stipendio con l'obiettivo di garantire un futuro ad Acer. Wang e Wong resteranno a sua disposizione per qualche tempo, al fine di garantire la transizione.
La mossa di sottolineare la mancanza di stipendio per Shih è legata a doppio filo con le decisioni che dovrà prendere: i costi aziendali andranno tagliati nell'ordine dei 100 milioni di dollari, si prospetta un taglio della forza lavoro nell'ordine del 7 per cento, saranno eliminati una serie di prodotti per concentrarsi su quelli più remunerativi. Lacrime e sangue vanno poco d'accordo con manager pagati a peso d'oro, e dunque ecco spiegata la mossa decisa da Acer. Nel prossimo futuro l'azienda di Taipei dovrebbe concentrarsi su Chromebook e tablet Android, un po' come l'altro marchio taiwanese Asus, nella speranza che la crescente popolarità di queste piattaforme giovi ai conti.

Luca Annunziata
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