Gaia Bottà

Wordpress, intermediario contro gli abusi

Le richieste di rimozione di contenuti basate su presunte violazioni del diritto d'autore si moltiplicano, e con esse quelle inoltrate con intenti censori. Ma la piattaforma di blogging non vuole rendersi complice

Roma - Il diritto d'autore non può essere imbracciato come un'arma impropria per sopprimere la libertà di espressione e di critica: è per questo motivo che Automattic, l'azienda alle spalle della nota piattaforma di blogging Wordpress, ha preso una posizione netta nei confronti di coloro che fanno leva sulle leggi che tutelano il copyright per ottenere la rimozione di post sgraditi.

Automattic non intende rendersi complice di chi sfrutta i rodati meccanismi del Digital Millennium Copyright Act (DMCA) statunitense per comprimere il diritto a manifestare il proprio pensiero. Sono due i casi che hanno mosso l'azienda alla denuncia. Nel primo, le vittime sono due ricercatori che gestiscono il sito Retraction Watch, uno spazio dedicato alla critica e al sezionamento di articoli scientifici poco convincenti: un lettore si è appropriato di uno stralcio del testo pubblicato dai due ricercatori e l'ha ripubblicato, rivendicandone la paternità e chiedendo a Wordpress la rimozione del contenuto originale. Nel secondo caso, ad essere stato colpito da una richiesta di takedown è stato il blog di uno studente britannico che ha subito intimidazioni a sfondo omofobo: ripubblicando le minacce sul proprio sito ha scatenato la richiesta di rimozione dei suoi aguzzini, basata sulla violazione del copyright per il loro scritto.

Wordpress, in qualità di piattaforma che ospita dei contenuti, è il naturale destinatario delle richieste di rimozione: sulla base del DMCA, qui entra in gioco la responsabilità dell'intermediario di fronte alla legge. La piattaforma è tenuta ad agire, valutando la richiesta e decidendo rispetto alla cancellazione del contenuto, preparandosi a difendersi di fronte alla giustizia in caso di errata valutazione. Questa scelta da parte degli intermediari è resa ancor più delicata dal fatto che, se da una parte il DMCA permette di difendersi a coloro che sono stati accusati di violazione, dall'altra li costringe ad esporsi in prime persona e ad identificarsi, situazione molti cittadini della Rete potrebbero ritenere troppo rischiosa. "Il sistema funziona bene fino a che i detentori dei diritti sfruttano questa possibilità in buona fede - spiega Automattic in un post sul blog ufficiale - Ma troppo spesso questo non avviene, e dovrebbero esserci delle chiare conseguenze legali per coloro che scelgono di abusare di questo sistema".
Automattic non vuole dunque collaborare con chi chiede il silenziamento di voci sgradite, né intende giocare il ruolo di vittima rispetto ai rodati meccanismi del DMCA: per questo motivo ha denunciato i due soggetti che hanno inoltrato le ingiunzioni, per provare a riequilibrare un contesto nel quale le pretese di rimozione ingiustificabili sono sempre più numerose. Lo ha fatto formulando una richiesta di danni agganciandosi alla sezione 512(f) del DMCA, che punisce coloro che rivendicano abusivamente un diritto su opere di cui non detengono la paternità. Un percorso legale tortuoso, ma capace di richiamare l'attenzione su un dispositivo legale che si presta agli abusi sistematici, che negli anni hanno finito per colpire anche esperti di diritto d'autore come Lawrence Lessig.

Gaia Bottà
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