Alfonso Maruccia

OCZ, bancarotta a stato solido

La società degli SSD e delle memorie RAM dichiara bancarotta e vende gli asset a Toshiba, promettendo nel frattempo di lavorare come al solito nel supportare i clienti nuovi e quelli già esistenti

Roma - OCZ Technologies ha annunciato ufficialmente di essere in bancarotta, evento che rappresenta la naturale conclusione delle difficoltà finanziarie affrontate in questi ultimi tempi ma che non dovrebbe impedire all'azienda di continuare a vendere prodotti o supportare i clienti vecchi e nuovi.

Produttore di banchi di memoria RAM, schede video discrete, drive USB e unità di storage a stato solido (SSD) con sede a San Jose, in California, OCZ si è sempre posto come produttore interessato a servire il mercato informatico degli utenti "enthusiast".

La bancarotta è frutto di scelte di management definite "poco etiche", che hanno portato all'estromissione dei dirigenti nel settembre del 2012, situazione che ha reso impossibile restituire i prestiti ricevuti più di recente e ha quindi costretto alla dichiarazione forzata di fallimento.
Non tutto è perduto, ad ogni modo, visto che la giapponese Toshiba si è offerta di acquisire tutti gli asset di OCZ - naturalmente a prezzo di saldo - e che le parti si sono già messe d'accordo per concludere la transazione. Di particolare interesse, per il colosso nipponico, sono le proprietà intellettuali di OCZ inerenti le tecnologie per lo storage a stato solido.

La notizia dell'interessamento concreto di Toshiba è positiva sia per gli impiegati che per gli utenti di OCZ, visto che dall'azienda fallita rassicurano sulla volontà di continuare a produrre e di continuare a garantire supporto ai clienti esistenti.

Alfonso Maruccia
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