Alfonso Maruccia

ESA, buchi neri e onde gravitazionali

L'agenzia spaziale europea si prepara a un futuro di caccia ai buchi neri e alle elusive onde gravitazionali, due progetti scelti tra molti e in previsione di lancio nel corso delle prossime decadi

Roma - La European Space Agency (ESA) ha scelto le due prossime missioni spaziali appartenenti all'ambizioso programma Cosmic Vision, un insieme di missioni previste al lancio nei prossimi anni per fornire risposta ad alcune tra le questioni fondamentali poste dall'astrofisica e dalle discipline scientifiche moderne.

Classificata come "L2", la prima missione approvata da ESA studierà i raggi X nel tentativo di spiegare come la materia ordinaria si organizza a formare le galassie e i cluster galattici visibili dalla Terra, e come i buchi neri tendono a crescere influenzando le zone di spazio che li circondano.

L2 verrà lanciata nel 2028, mentre 6 anni dopo (2034) sarà la volta di "L3": in questo caso si parla di mettere in orbita un "gravitometro" molto preciso, una sonda in grado di identificare le elusive onde gravitazionali previste dalla teoria della Relatività Generale di Einstein ma ancora sconosciute agli strumenti scientifici dell'uomo.
L2 ed L3 sono stati scelte fra 32 diverse proposte formulate dalla comunità scientifica, spiega ESA, una scelta non facile ma che in definitiva dovrebbe portare a scoperte importanti per la cosmologia, l'astrofisica e la fisica in generale. Oltre a sospingere grandemente gli sviluppi dell'attuale tecnologia spaziale.

E parlando di sviluppi tecnologici, gli intoppi non mancano mai come nel caso del lancio del nuovo razzo Falcon 9 di Space X interrotto sulla pista di Cape Canaveral. La missione, pensata per lanciare in orbita un satellite SES-8 per le comunicazioni con capacità sia civili che militari, è stata più volte rimandata a causa di un problema tecnico.

Alfonso Maruccia
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