Gaia Bottà

Hotfile, vittoria semantica

Ladri e pirati: l'industria dei contenuti non ha altre parole per descrivere i responsabili di Hotfile. D'ora in poi, al bando le semplificazioni: le perifrasi saranno d'obbligo

Roma - Pirateria e furti: questo il panorama dipinto dall'industria di Hollywood per descrivere l'attività di un cyberlocker come Hotfile, giudicato responsabile di agevolare le violazioni del diritto d'autore da parte dei suoi utenti. Gli studios dovranno però esercitarsi nell'uso della retorica per non violare le disposizioni emesse dal giudice incaricato di valutare il caso: i termini peggiorativi non saranno più ammessi nel dibattimento.

La richiesta era stata formulata da Hotfile il mese scorso nell'ambito del processo nel quale verrà effettuata la stima dei danni che la piattaforma dovrà corrispondere ai detentori dei diritti. Secondo i legali del cyberlocker, la semantica sarebbe di determinante importanza: i disfemismi di forte impatto ampiamente usati nella strategia di comunicazione dell'industria dei contenuti non sarebbero ammissibili, non nell'ambito di un processo.

"L'uso di termini peggiorativi (e ingiustamente pregiudizievoli) come pirata, pirateria, furto, ladri e rubare in riferimento alla difesa o ai fondatori di Hotfile" sarebbe illecito e avrebbe il solo intento di orientare la giuria, denunciava la piattaforma: Hotfile, del resto, è stato giudicato responsabile di agevolare le violazioni del diritto d'autore, ma non è stato riconosciuto diretto responsabile delle violazioni. Ma anche nel caso in cui fosse stato giudicato direttamente responsabile della violazioni, osservava Hotfile, la scelta semantica degli studios non avrebbe altro effetto che quello di "aizzare la giuria in maniera indebita".

Sul fronte dell'accusa, MPAA ha giustificato la propria retorica con la necessità di sintesi, semplificazioni che per l'industria dei contenuti sono altresì un cavallo di battaglia per le proprie campagne contro l'illecito. Spiegare il file sharing illegale come furto del frutto del nostro lavoro è indubbiamente più efficace che illustrarlo come la realizzazione di una copia digitale di un'opera protetta dal diritto d'autore che non pregiudica la sottrazione di una copia fisica e che si è ancora incerti nel considerare corrispondente a una mancata vendita. "Termini come pirateria e furto - spiegava MPAA - sono spesso usati nelle decisioni dei tribunali, nelle leggi, nel linguaggio quotidiano per descrivere la condotta in cui si intrattengono Hotfile e i suoi utenti, e per cui la Corte li ha già ritenuti colpevoli". Proibirne l'uso, dunque, complicherebbe l'operato dei partecipanti al processo e dei testimoni, e li costringerebbe a rinunciare alle parole che usano quotidianamente per il loro lavoro per impiegare "frasi complicate ed eufemismi": l'apparato retorico dell'industria dei contenuti sarebbe dunque tanto solido da non poter essere scardinato senza scardinare le dinamiche professionali che sorreggono la tutela del diritto d'autore.

Il giudice Kathleen Williams, incaricata di valutare il caso, ha dato ragione a Hotfile, proibendo l'"uso di termini peggiorativi", ma non quello di "termini usati nell'ambito specifico". Il giudice non è entrato nei dettagli delle parole ammesse, non è dato sapere quali dei termini elencati da Hotfile venga considerato "peggiorativo" e quale appartenente al gergo tecnico: del resto, nemmeno l'industria dei contenuti sembra avere mai fatto alcuna differenza.

Gaia Bottà
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23 Commenti alla Notizia Hotfile, vittoria semantica
Ordina
  • Ordine di pagare 80 milioni di Euro a MPAA e di chiudere i battenti, almeno cosi' scrive l'ultima news.
    E tornando all'articolo, sono autorizzati a chiamarli pirati e ladri.

    Ritorno alla richiesta a tutti di non comprare nulla, perche' i soldi che pagate invece di darli agli artisti, li spendono tutti in crociate legali e lobbyng.
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • > Ordine di pagare 80 milioni di Euro a MPAA e di
    > chiudere i battenti, almeno cosi' scrive l'ultima
    > news.

    Non proprio. La decisione è vera, ma si tratta di un accordo extragiudiziale. Non "ordina", quindi, ma "si mette d'accordo".
  • "Ladri e pirati: l'industria dei contenuti non ha altre parole non ha parole più gentili per descrivere i responsabili di Hotfile"

    Fixed Indiavolato
    non+autenticato
  • - Scritto da: Pianeta Video
    > "Ladri e pirati: l'industria dei contenuti non
    > ha altre parole
    non ha parole più gentili per
    > descrivere i responsabili di
    > Hotfile"

    Sei un inammissibile disfemistico, curatiCon la lingua fuori
    Funz
    12975
  • Mi chiedevo giusto giusto questo: se io do del "mafioso" al Presidente di MPAA per "sintetizzare" efficacemente cosa sia un gruppo di pressione che usa in modo improprio le denunce per spaventare e creare un clima in cui uno rinuncia ai propri diritti di "fair use" per timore di una denuncia, chiede la rimozione di "cose nostre" senza volere né un processo e nemmeno un giudice, che pretende di essere pagato per "mancati guadagni" senza dover dimostrare di averci perso, che pretende si applichi la loro legge anche la dove le leggi sono diverse, facendo pressione per ottenere interventi "militari" in violazione delle leggi di uno stato estero (e.g. Nuova Zelanda).... sarei denunciato per diffamazione.

    Se Loro danno dei Ladri, Pirati, Sciacalli a destra e a manca a chiunque, "per semplificare", nessun giudice che dica nulla neanche dopo le segnalazioni di diverse Associazioni.

    Forse è arrivato il momento di ricordare a MPAA e Soci che le parole hanno un senso, soprattutto in un tribunale dove i Legulei fanno le punte agli spilli tra lucro e profitto, dove tutti i reati sono penali, dove uno è innocente fino a prova contraria.

    Il "Diritto d'Autore" NON è una "Proprietà Intellettuale".
    E' una convenzione legislativa che ha introdotto UNO dei possibili modi di remunerare l'impegno in attività artistiche, che tradizionalmente "non producono nulla" perché PRODURRE è tradizionalmente inteso come qualcosa di fisico.
    Persino il "Diritto d'Autore" non è un DIRITTO ma una LICENZA DI MONOPOLIO TEMPORALMENTE LIMITATO che la Società Civile ha concesso per l'intera vita ad un autore, estendendola per 70 anni anche ai suoi eredi.
    Se fosse un Diritto della Persona, come l'Uguaglianza di fronte alla Legge o la Libertà di Espressione, sarebbe INALIENABILE e non COMMERCIABILE.
    Invece, come qualunque Concessione governativa, è commerciabile. E se non fosse stata blindata in trattati extrademocratici, sarebbe pure revocabile. Come fu negli anni '80 con le Licenze Commerciali. E come forse un domani sarà con le Licenze dei Taxi.

    Le parole sono importanti. E quelli della MPAA sono dei Ladri perché ce le stanno Rubando*.

    (* Ovviamente non è diffamazione, perché è una sintesi retorica che perderebbe la sua efficacia se si dovesse utilizzare una espressione articolata che complicherebbe l'operato e costringerebbe a rinunciare alle parole che si usano quotidianamente per impiegare frasi complicate ed eufemismi)
    non+autenticato
  • > Mi chiedevo giusto giusto questo: se io do del
    > "mafioso" al Presidente di MPAA per
    > "sintetizzare" efficacemente cosa sia un gruppo
    > di pressione che usa in modo improprio le denunce
    > per spaventare e creare un clima in cui uno
    > rinuncia ai propri diritti di "fair use" per
    > timore di una denuncia, chiede la rimozione di
    > "cose nostre" senza volere né un processo e
    > nemmeno un giudice, che pretende di essere pagato
    > per "mancati guadagni" senza dover dimostrare di
    > averci perso, che pretende si applichi la loro
    > legge anche la dove le leggi sono diverse,
    > facendo pressione per ottenere interventi
    > "militari" in violazione delle leggi di uno stato
    > estero (e.g. Nuova Zelanda).... sarei denunciato
    > per
    > diffamazione.

    Be', sì, potrebbe denunciarti per diffamazione. Dubito che lo faccia, perché a persone così in alto in genere queste voci dal basso nemmeno arrivano.
    Il termine "mafioso" ormai è usato impropriamente ovunque, basta che tre delinquentelli mettano a segno dei colpi senza essere individuati e subito tutti a parlare di mafia di Mirafiori, mafia di Lambrate, mafia dei Sestri Ponente... Ci si è dimenticati dell'enorme copertura di cui gode la vera mafia da parte della popolazione che va sotto il nome di omertà, e delle esecuzioni a freddo di collaboratori di giustizia, e dei loro familiari, che raramente altre associazioni malavitose possono esercitare.


    > Se Loro danno dei Ladri, Pirati, Sciacalli a
    > destra e a manca a chiunque, "per semplificare",
    > nessun giudice che dica nulla neanche dopo le
    > segnalazioni di diverse
    > Associazioni.

    Non esistono associazioni ufficiali di scaricatori di file.
    Le associazioni di consumatori possono fare poco, porre sul tavolo la questione in termini di denuncia equivale ad ammettere che si scarica.Deluso



    > Forse è arrivato il momento di ricordare a MPAA e
    > Soci che le parole hanno un senso, soprattutto in
    > un tribunale dove i Legulei

    I legulei, con la minuscola.


    > fanno le punte agli
    > spilli tra lucro e profitto, dove tutti i reati
    > sono penali,

    L'idea di reati civili mi preoccuperebbe un po'.Sorride
    Come quella di diritti civili punibili, e che hanno una data di scadenza, che vanno in prescrizione..Sorride


    > Il "Diritto d'Autore" NON è una "Proprietà
    > Intellettuale".

    Chiamalo diritto immateriale, se ti piace di più. È di fatto riconosciuto nella maggior parte dei Paesi, mettersi in testa che non esiste non è un buon punto di partenza.


    > Persino il "Diritto d'Autore" non è un DIRITTO ma
    > una LICENZA DI MONOPOLIO TEMPORALMENTE LIMITATO
    > che la Società Civile ha concesso per l'intera
    > vita ad un autore, estendendola per 70 anni anche
    > ai suoi
    > eredi.
    > Se fosse un Diritto della Persona, come
    > l'Uguaglianza di fronte alla Legge o la Libertà
    > di Espressione, sarebbe INALIENABILE e non
    > COMMERCIABILE.

    Di fatto il diritto d'autore è inalienabile, nella parte più importante, cioè quella dell'attribuzione del nome. Non è che quando morirà Andrea Camilleri i suoi libri usciranno attribuiti ai suoi eredi, o a chiunque altro. È invece cedibile a terzi lo sfruttamento commerciale. Due cose ben diverse.


    > Invece, come qualunque Concessione governativa, è
    > commerciabile. E se non fosse stata blindata in
    > trattati extrademocratici,

    Perché extrademocratici? Hai notizie di leggi sul diritto d'autore approvate fuori dal parlamento, con un colpo di Stato?


    > sarebbe pure
    > revocabile. Come fu negli anni '80 con le Licenze
    > Commerciali.

    Le licenze per un'attività commerciale rilasciate dal Comune sono state abrogate solo nel 1998. Non revocate: proprio non esistevano più, a parte le solite categorie fortunate (farmacisti).


    > E come forse un domani sarà con le
    > Licenze dei
    > Taxi.

    Non ci è riuscito nessuno, finora.
    Tanti auguri!


    > Le parole sono importanti. E quelli della MPAA
    > sono dei Ladri perché ce le stanno
    > Rubando*.
    >
    > (* Ovviamente non è diffamazione, perché è una
    > sintesi retorica che perderebbe la sua efficacia
    > se si dovesse utilizzare una espressione
    > articolata che complicherebbe l'operato e
    > costringerebbe a rinunciare alle parole che si
    > usano quotidianamente per impiegare frasi
    > complicate ed
    > eufemismi)

    A fare una cronistoria di chi ha cominciato questa discutibile moda nessuno ci farebbe una bella figura. Dal motto qualunquistico "governo ladro ", che si perde nella notte dei tempi, all'acquirente che vede in vendita una merce ad un prezzo troppo alto, e dà del ladro al negoziante (non direttamente, con i suoi conoscenti). Durante tutta la storia della Repubblica, almeno fino a Tangentopoli, si definivano ladri i politici responsabili di reati che andavano dalla concussione alla corruzione, dall'appropriazione indebita alla turbativa d'asta, passando per il finanziamento illecito del partito. E nemmeno sto a ricordare il termine affibbiato alla squadra avversaria, ritenuta destinataria di un premio ufficiale ottenuto con metodi non sportivi.

    Purtroppo i distinguo non sono il piatto forte dell'uomo della strada. E chi comunica al grande pubblico deve usare il linguaggio dell'uomo della strada. A bocca storta
  • - Scritto da: Leguleio

    >
    > Be', sì, potrebbe
    > denunciarti per diffamazione. Dubito che lo
    > faccia, perché a persone così in alto in genere
    > queste voci dal basso nemmeno arrivano.

    Il diritto non si basa si dubbi.
    Lui potrebbe farlo, noi non possiamo fare altrettanto pur essendoci una perfetta simmetria di situazione.
    Alla faccia della giustizia uguale per tutti.

    > Il termine "mafioso" ormai è usato impropriamente
    > ovunque, basta che tre delinquentelli mettano a
    > segno dei colpi senza essere individuati e subito
    > tutti a parlare di mafia di Mirafiori, mafia di
    > Lambrate, mafia dei Sestri Ponente... Ci si è
    > dimenticati dell'enorme copertura di cui gode la
    > vera mafia da parte della popolazione che va
    > sotto il nome di omertà, e delle esecuzioni a
    > freddo di collaboratori di giustizia, e dei loro
    > familiari, che raramente altre associazioni
    > malavitose possono
    > esercitare.

    Applicare il termine "mafioso" a tre delinquentelli di periferia e' decisamente fuori luogo, ma calza a perfezione su una istituzione che grazie a lobby e corruzione e' in grado di far scrivere leggi a proprio uso e consumo per conservare il proprio potere messo in discussione dall'innovazione tecnologica.

    > Non esistono associazioni ufficiali di
    > scaricatori di file.

    Esistono associazioni di consumatori.

    > Le associazioni di consumatori possono fare poco,
    > porre sul tavolo la questione in termini di
    > denuncia equivale ad ammettere che si scarica.
    >Deluso

    Quindi sulla base di questa affermazione, tipicamente degna di te, una persona non potrebbe porre sul tavolo questioni inerenti le coppie omosessuali perche' equivarrebbe ad ammettere di essere omosessuali?

    > > Forse è arrivato il momento di ricordare a
    > MPAA
    > e
    > > Soci che le parole hanno un senso,
    > soprattutto
    > in
    > > un tribunale dove i Legulei
    >
    > I legulei, con la minuscola.

    Anche "coda di paglia" vuole la minuscola.

    > > fanno le punte agli
    > > spilli tra lucro e profitto, dove tutti i
    > reati
    > > sono penali,
    >
    > L'idea di reati civili mi preoccuperebbe un po'.
    >Sorride

    Allora sottolinea chiaramente il concetto che SCARICARE NON E' REATO, essendo materia di codice civile.

    > Come quella di diritti civili punibili, e che
    > hanno una data di scadenza, che vanno in
    > prescrizione..
    >Sorride

    Anche il diritto d'autore ha una scadenza (almeno fino ad oggi).

    > > Il "Diritto d'Autore" NON è una "Proprietà
    > > Intellettuale".
    >
    > Chiamalo diritto immateriale, se ti piace di più.

    Si chiama "diritto d'autore". Non c'e' bisogno di altre definizioni, a meno che non si voglia nascondere la parola "autore" e sostituirla con "intermediario parassita".

    > È di fatto riconosciuto nella maggior parte
    > dei Paesi, mettersi in testa che non esiste non è
    > un buon punto di partenza.

    Esiste un diritto d'autore.
    Non esiste un diritto di intermediario parassita.

    Il che significa che SOLO L'AUTORE ha un diritto di paternita' dell'opera.
    Gli INTERMEDIARI PARASSITI no!

    > > Persino il "Diritto d'Autore" non è un
    > DIRITTO
    > ma
    > > una LICENZA DI MONOPOLIO TEMPORALMENTE
    > LIMITATO
    > > che la Società Civile ha concesso per
    > l'intera
    > > vita ad un autore, estendendola per 70 anni
    > anche
    > > ai suoi
    > > eredi.
    > > Se fosse un Diritto della Persona, come
    > > l'Uguaglianza di fronte alla Legge o la
    > Libertà
    > > di Espressione, sarebbe INALIENABILE e non
    > > COMMERCIABILE.
    >
    > Di fatto il diritto d'autore è inalienabile,
    > nella parte più importante, cioè quella
    > dell'attribuzione del nome.

    E tanto basta.

    > Non è che quando
    > morirà Andrea Camilleri i suoi libri usciranno
    > attribuiti ai suoi eredi, o a chiunque altro.

    Nessuno mette in dubbio questa cosa.

    > È invece cedibile a terzi lo sfruttamento
    > commerciale. Due cose ben
    > diverse.

    Sfruttamento commerciale.
    Non copia gratuita tra privati.

    > > Invece, come qualunque Concessione
    > governativa,
    > è
    > > commerciabile. E se non fosse stata blindata
    > in
    > > trattati extrademocratici,
    >
    > Perché extrademocratici? Hai notizie di leggi sul
    > diritto d'autore approvate fuori dal parlamento,
    > con un colpo di
    > Stato?

    Ho notizie di leggi sul diritto d'autore approvate da una dittatura mentre il paese governato era in stato di belligeranza con mezzo mondo.
    Una cosa un po' distante da una democrazia.

    > > sarebbe pure
    > > revocabile. Come fu negli anni '80 con le
    > Licenze
    > > Commerciali.
    >
    > Le licenze per un'attività commerciale rilasciate
    > dal Comune sono state abrogate solo nel 1998. Non
    > revocate: proprio non esistevano più, a parte le
    > solite categorie fortunate (farmacisti).

    Oggi la grande distribuzione puo' vendere farmaci, quindi anche le farmacie non sono piu' un monopolio.

    > > E come forse un domani sarà con le
    > > Licenze dei
    > > Taxi.
    >
    > Non ci è riuscito nessuno, finora.
    > Tanti auguri!

    Uber!

    Un passo alla volta e si smantellano tutte le caste medievali.

    > A fare una cronistoria di chi ha cominciato
    > questa discutibile moda nessuno ci farebbe una
    > bella figura.

    Facciamolo allora.
    Tanto io non ho nessuna reputazione da difendere.

    > Dal motto qualunquistico "governo
    > ladro ", che si perde nella
    > notte dei tempi, all'acquirente che vede in
    > vendita una merce ad un prezzo troppo alto, e dà
    > del ladro al negoziante
    > (non direttamente, con i suoi conoscenti).
    > Durante tutta la storia della Repubblica, almeno
    > fino a Tangentopoli, si definivano
    > ladri
    i politici responsabili di
    > reati che andavano dalla concussione alla
    > corruzione, dall'appropriazione indebita alla
    > turbativa d'asta, passando per il finanziamento
    > illecito del partito. E nemmeno sto a ricordare
    > il termine affibbiato alla squadra avversaria,
    > ritenuta destinataria di un premio ufficiale
    > ottenuto con metodi non sportivi.

    Quando la giustizia sportiva trova illeciti, scattano le revoche dei titoli.
    Per esempio nel ciclismo hanno revocato parecchi titoli, quando sono emersi illeciti per doping.
    E anche nell'atletica e in altri sport.
    Il calcio e' solo uno dei tanti casi.

    > Purtroppo i distinguo non sono il piatto forte
    > dell'uomo della strada. E chi comunica al grande
    > pubblico deve usare il linguaggio dell'uomo della
    > strada.
    >A bocca storta

    Qui non siamo nel grande pubblico.
    Questo e' un sito specializzato, frequentato da tecnici di settore.
  • > Il diritto non si basa si dubbi.
    > Lui potrebbe farlo, noi non possiamo fare
    > altrettanto pur essendoci una perfetta simmetria
    > di
    > situazione.
    > Alla faccia della giustizia uguale per tutti.

    Non esiste un diritto a essere chiamati con il termine che si vorrebbe, finché si è considerati dalla legge come criminali.
    In Gran Bretagna l'omosessualità era punita col carcere fino al 1967. Credi che le associazioni avrebbero potuto intentare una causa prima del 1967 se qualcuno li avesse definiti pubblicamente faggots oppure bums (cerca la traduzione dei termini, se non li conosci).
    Questione di buon senso, più che di diritto.


    > Applicare il termine "mafioso" a tre
    > delinquentelli di periferia e' decisamente fuori
    > luogo, ma calza a perfezione su una istituzione
    > che grazie a lobby e corruzione e' in grado di
    > far scrivere leggi a proprio uso e consumo per
    > conservare il proprio potere messo in discussione
    > dall'innovazione
    > tecnologica.

    Veramente la vera mafia non ha alcun bisogno di leggi scritte su misura. La propria legge sono le armi e la connivenza di larghi strati della popolazione, e funziona meglio di quella stabilita dallo Stato.

    > > Le associazioni di consumatori possono fare
    > poco,
    > > porre sul tavolo la questione in termini di
    > > denuncia equivale ad ammettere che si
    > scarica.
    > >Deluso
    >
    > Quindi sulla base di questa affermazione,
    > tipicamente degna di te, una persona non potrebbe
    > porre sul tavolo questioni inerenti le coppie
    > omosessuali perche' equivarrebbe ad ammettere di
    > essere
    > omosessuali?

    Esatto. Solo che essere omosessuali non è reato, nella maggior parte degli Stati. Scaricare sì.

    > > Come quella di diritti civili punibili, e che
    > > hanno una data di scadenza, che vanno in
    > > prescrizione..
    > >Sorride
    >
    > Anche il diritto d'autore ha una scadenza (almeno
    > fino ad
    > oggi).

    No, attenzione. Il godimento di vantaggi commerciali ha una scadenza. L'attribuzione di un'opera a un autore è perpetua. Le opere di Platone e di Confucio saranno sempre di Platone e di Confucio, nessuno può attribuirle a sé.
    Stai prendendo in considerazione solo una parte del diritto d'autore.



    > E se non fosse stata
    > blindata
    > > in
    > > > trattati extrademocratici,
    > >
    > > Perché extrademocratici? Hai notizie di
    > leggi
    > sul
    > > diritto d'autore approvate fuori dal
    > parlamento,
    > > con un colpo di
    > > Stato?
    >
    > Ho notizie di leggi sul diritto d'autore
    > approvate da una dittatura mentre il paese
    > governato era in stato di belligeranza con mezzo
    > mondo.
    > Una cosa un po' distante da una democrazia.

    Era una legge preesistente, venne solo aggiornata e ampliata. Il diritto d'autore in Italia esiste dal 1807, non lo ha inventato Mussolini.
    Anche il sistema pensionistico italiano, l'INPS, è stato creato durante il Ventennio, e ce lo teniamo così, che discorsi.
  • l'unità d'italia è stata fatta nel 1867!!! Vattè a studia un pò di storia anzichè stare qui a sparare cazzate ... che domani a a scuola te trombano!!!A bocca aperta
    non+autenticato
  • > l'unità d'italia è stata fatta nel 1867!!!

    L'unità d'Italia è stata proclamata nel 1861, e completata nel 1918.

    > Vattè
    > a studia un pò di storia anzichè stare qui a
    > sparare cazzate ... che domani a a scuola te
    > trombano!!!
    >A bocca aperta

    Ho mai parlato di unità d'Italia, qui? Se sì, indicami dove.
    La prima legge sul territorio della attuale Italia è:

    Legge 19 fiorile anno IX repubblicano , che determina accordato il diritto esclusivo di vendere le loro opere agli Autori, Compositori, Pittori e Disegnatori nella Repubblica Cisalpina.
    (sopra ho fatto un errore di conversione, in realtà è il 1801, non 1807).

    Si dimentica spesso che quando è stato proclamato il Regno d'Italia, il 17 marzo 1861, le leggi degli Stati preesistenti vennero in gran parte mantenute. E nei primi 20 anni di esistenza si passò il tempo ad armonizzarle, un po' come oggi con l'UE.
  • - Scritto da: Leguleio

    > Non esiste un diritto a essere chiamati con il
    > termine che si vorrebbe, finché si è considerati
    > dalla legge come
    > criminali.
    > In Gran Bretagna l'omosessualità era punita col
    > carcere fino al 1967. Credi che le associazioni

    chissà cosa c'entra l'omosessualità coi diritti d'autore, poi...

    > avrebbero potuto intentare una causa prima del
    > 1967 se qualcuno li avesse definiti pubblicamente
    > faggots oppure
    > bums
    (cerca la traduzione dei
    > termini, se non li
    > conosci).

    intanto dimostri TU di non sapere di cosa parli. Bum in inglese significa normalmente "barbone", o "sedere", ma non è mai usato per indicare denigratoriamente gli omosessuali come "culo" in italiano.

    > Questione di buon senso, più che di diritto.

    il buon senso in tutta questa storia è disperso in azione...

    > No, attenzione. Il godimento di vantaggi
    > commerciali ha una scadenza. L'attribuzione di
    > un'opera a un autore è perpetua. Le opere di

    La scadenza dei diritti commerciali, è da ridere. 70 anni + la vita residua di tutti gli autori, prorogata all'infinito appena qualche opera ancora minimamente sfruttabile rischia di finire di pubblico dominio.
    Di fatto, non c'è nessuna scadenza.

    > Platone e di Confucio saranno sempre di Platone e
    > di Confucio, nessuno può attribuirle a
    > sé.
    > Stai prendendo in considerazione solo una parte
    > del diritto
    > d'autore.

    sarebbe utile iniziare a chiamarli con nomi diversi...
    Funz
    12975
  • > > In Gran Bretagna l'omosessualità era punita
    > col
    > > carcere fino al 1967. Credi che le
    > associazioni

    > chissà cosa c'entra l'omosessualità coi diritti
    > d'autore,
    > poi...

    C'era un commento di Panda Rossa che faceva questo accostamento, ora cancellato.
    In ogni caso qui non si parlava tanto di diritto d'autore, ma dei nomignoli che l'avvocato accusatore affibbia a servizi come Hotfile. Rileggi l'articolo.


    > > avrebbero potuto intentare una causa prima
    > del
    > > 1967 se qualcuno li avesse definiti
    > pubblicamente
    > > faggots oppure
    >
    > > bums
    (cerca la traduzione dei
    > > termini, se non li
    > > conosci).
    >
    > intanto dimostri TU di non sapere di cosa parli.
    > Bum in inglese significa normalmente "barbone", o
    > "sedere", ma non è mai usato per indicare
    > denigratoriamente gli omosessuali come "culo" in
    > italiano.

    È gergale, ma esiste (nella forma bum boy e bum bandit , avevo abbreviato un po'Con la lingua fuori ):

    http://www.peevish.co.uk/slang/b.htm


    > > Questione di buon senso, più che di diritto.
    >
    > il buon senso in tutta questa storia è disperso
    > in
    > azione...

    Le tue solite filippiche.
    Cosa credi di ottenere manifestando il tuo disappunto qui?


    > > No, attenzione. Il godimento di vantaggi
    > > commerciali ha una scadenza. L'attribuzione
    > di
    > > un'opera a un autore è perpetua. Le opere di

    > La scadenza dei diritti commerciali, è da ridere.

    Fa ridere te, non fa ridere necessariamente coloro che lo applicano e che ne godono.
    Ogni tanto fa bene rendersi conto di non essere al centro del mondo, sai?


    > 70 anni + la vita residua di tutti gli autori,
    > prorogata all'infinito appena qualche opera
    > ancora minimamente sfruttabile rischia di finire
    > di pubblico
    > dominio.

    Prorogata all'infinito mica tanto, se nella recente vicenda dell'allungamento dei diritti sulle registrazioni sonore il termine iniziale, 95 anni, è stato respinto come eccessivo, e si è adottato quello di 70 anni.

    > Di fatto, non c'è nessuna scadenza.

    Lo dici tu perché vuoi fare il polemico anche quando non ce ne sarebbe motivo. Esistono opere già in pubblico dominio sia sotto il profilo degli autori, morti da più di 70 anni, sia della registrazione sonora, esistente in una versione anteriore al 1943:
    http://utopicmusic.forumfree.it/?t=62022559


    > > Platone e di Confucio saranno sempre di
    > Platone
    > e
    > > di Confucio, nessuno può attribuirle a
    > > sé.
    > > Stai prendendo in considerazione solo una
    > parte
    > > del diritto
    > > d'autore.

    > sarebbe utile iniziare a chiamarli con nomi
    > diversi...

    Non si può. O meglio, nulla vieta di adattare la grafia, ma non è ammesso attribuire a sé o ad altra persona realmente esistita diversa da questi due queste opere.
  • - Scritto da: Skywalker
    > Mi chiedevo giusto giusto questo: se io do del
    > "mafioso" al Presidente di MPAA per
    > "sintetizzare" efficacemente cosa sia un gruppo
    > di pressione che usa in modo improprio le denunce
    > per spaventare e creare un clima in cui uno
    > rinuncia ai propri diritti di "fair use" per
    > timore di una denuncia, chiede la rimozione di
    > "cose nostre" senza volere né un processo e
    > nemmeno un giudice, che pretende di essere pagato
    > per "mancati guadagni" senza dover dimostrare di
    > averci perso, che pretende si applichi la loro
    > legge anche la dove le leggi sono diverse,
    > facendo pressione per ottenere interventi
    > "militari" in violazione delle leggi di uno stato
    > estero (e.g. Nuova Zelanda).... sarei denunciato
    > per
    > diffamazione.
    >

    Non posso che quotare il mio quasi omonimo, soprattutto in questo geniale passaggio.
    Purtroppo l'arte della retorica è stata affinata in secoli e secoli e, come accade in tanti altri ambiti, la spunta chi sa utilizzarla al meglio.
    L'uso di parole improprie per migliorare o peggiorare le sensazioni nei confronti di un soggetto è un'usanza ormai troppo radicata per sperare di liberarsene, soprattutto in ambiti come quello giudiziario dove, nonostante le parole abbiano valenza e peso ben specifico, vengono comunque usati artifici retorici fin troppo azzardati per perorare la propria causa.
    Bene ha fatto Hotfile e richiedere (e fortunata ad ottenere) il non uso di tali aggettivi dispregiativi, ma temo resterà un caso isolato
  • > Purtroppo l'arte della retorica è stata affinata
    > in secoli e secoli e, come accade in tanti altri
    > ambiti, la spunta chi sa utilizzarla al
    > meglio.
    > L'uso di parole improprie per migliorare o
    > peggiorare le sensazioni nei confronti di un
    > soggetto è un'usanza ormai troppo radicata per
    > sperare di liberarsene, soprattutto in ambiti
    > come quello giudiziario dove, nonostante le
    > parole abbiano valenza e peso ben specifico,
    > vengono comunque usati artifici retorici fin
    > troppo azzardati per perorare la propria
    > causa.
    > Bene ha fatto Hotfile e richiedere (e fortunata
    > ad ottenere) il non uso di tali aggettivi
    > dispregiativi, ma temo resterà un caso
    > isolato

    È proprio in ambito giudiziario che si può tentare la via di un uso più appropriato dei termini, perché al di fuori della aule di tribunale la gente parla, e straparla, come vuole. In genere, meno ci capisce e più straparla.

    Un percorso decisamente più complesso sarà far cambiare quello spot che inizia con "non ruberesti mai...":

    http://tinyurl.com/pkdfn8c

    Lì o interviene il giurì di autodisciplina pubblicitario, o quello spot ce lo teniamo.
    (C'è anche una terza possibilità: che l'autore della musica, che non è stato pagato, ne impedisca la diffusione per via giudiziaria A bocca aperta )
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    Modificato dall' autore il 03 dicembre 2013 15.54
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