Alfonso Maruccia

Jolla ci prova con Sailfish OS

Il nuovo gadget mobile "alternativo" arriva dalla Finlandia con specifiche hardware di medio livello e la vocazione alla openness. Perché Sailfish si potrà installare anche su altri terminali

Roma - Dopo due anni di sviluppo, Jolla è pronta a distribuire le prime unità del suo (primo) smartphone equipaggiato con Sailfish OS. Un sistema operativo "altro", rispetto alla concorrenza, e che vuole giocare la parte della piattaforma alternativa soprattutto sul piano del software.

Il primo gadget mobile di Jolla si chiama semplicemente Jolla, e i suoi creatori mettono subito in chiaro di essere entrati nel mercato con l'intenzione di restarci a lungo: le caratteristiche hardware del dispositivo includono uno schermo da 4,5 pollici, processore SoC dual-core, connettività 4G, fotocamera da 8 megapixel, 16 gigabyte di storage interno espandibile tramite slot microSD.

A fare la differenza in un settore così affollato come quello mobile è naturalmente la componente software, ed è appunto Sailfish OS a caratterizzare in maniera marcata il debutto dell'erede spirituale del Nokia N9: l'interfaccia di Jolla si estende in verticale piuttosto che in orizzontale come per la stragrande maggioranza degli smartphone moderni, con le gesture dal basso verso l'alto a fare la parte del leone nelle interazioni fra utente e dispositivo.
Il problema della scarsa disponibilità di "app" è stato risolto da Jolla con l'implementazione della compatibilità con le app Android, anche se ovviamente la startup finlandese lavora affinché gli sviluppatori di gadget (hardware e software) supportino in maniera estesa il terminale. Non a caso, conferma la società, Sailfish OS rappresenta l'"altra metà" del business di Jolla è potrà essere installato anche su altri terminali equipaggiati originariamente con Google Android.

Jolla avvia la propria avventura commerciale senza particolari acuti, con un sistema operativo ancora da aggiustare - i bachi non mancano - ma ben determinata a giocarsela sul mercato con i grandi nomi del settore e le tre maggiori piattaforme (iOS, Android, Windows Phone, dando per scontata questa triade e tenendo fuori Blackberry) già in circolazione da anni.

Dalla Finlandia alla Cina, anche OPPO prova a sviluppare un business alternativo, anche se in questo caso "alternativo" fa rima con specifiche hardware importanti unite alla flessibilità nell'uso del software: il produttore asiatico ha annunciato la commercializzazione del terminale N1, dispositivo con hardware ricco (schermo Full HD da 5,9 pollici, CPU SoC quad-core, 2GB di RAM) e la possibilità di installare Android (in versioni "skinned" Oppo), CyanogenMod o entrambi. In arrivo al prezzo di 599 dollari negli USA o 449 euro in Europa.

Alfonso Maruccia
Notizie collegate
  • TecnologiaJolla mette Android nel motoreSailfish OS incorpora quanto necessario a far girare le app pensate per il sistema operativo mobile di Google. Una scelta che aumenta le chance di quello che un tempo era conosciuto come MeeGo
  • TecnologiaJolla e il mini-debutto 2013Lo smartphone che succede spiritualmente al Nokia N9 sarà sugli scaffali alla fine del mese. Ma sarà un lancio di basso profilo. In attesa del giudizio di pubblico e critica sul risultato di un anno di sforzi
  • TecnologiaCyanogenMod, la cacciata da Google PlayMountain View dispone la rimozione dell'app per l'installazione agevole della mod Android più popolare. E' un invito a invalidare la garanzia, spiega la Grande G
7 Commenti alla Notizia Jolla ci prova con Sailfish OS
Ordina
  • a che serve un ennesimo OS mobile?
    ma perche' non hanno invece sfruttato quello che gia' c'e' di "aperto" invece di svilupparsene uno un casa (anche se erede di vecchi sviluppi SW), come per esempio Ubuntu? o ..mah...anche FirefoxOS ?
    mah....
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mimmo
    > a che serve un ennesimo OS mobile?
    > ma perche' non hanno invece sfruttato quello che
    > gia' c'e' di "aperto" invece di svilupparsene uno
    > un casa (anche se erede di vecchi sviluppi SW),
    > come per esempio Ubuntu? o ..mah...anche
    > FirefoxOS
    > ?
    > mah....

    Dopo il CP/M è solo ripetizione..
  • Hanno usato al 90% cose già esistenti; kernel linux, ambiente mer, compatibilità con apk, tutto aperto.
    Di chiuso c'è la gui.

    Correggetemi che sicuramente qualche baggianata l'ho scritta, ma di sicuro è una bella opera di riciclo.


    - Scritto da: Mimmo
    > a che serve un ennesimo OS mobile?
    > ma perche' non hanno invece sfruttato quello che
    > gia' c'e' di "aperto" invece di svilupparsene uno
    > un casa (anche se erede di vecchi sviluppi SW),
    > come per esempio Ubuntu? o ..mah...anche
    > FirefoxOS
    > ?
    > mah....
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mimmo
    > a che serve un ennesimo OS mobile?
    > ma perche' non hanno invece sfruttato quello che
    > gia' c'e' di "aperto" invece di svilupparsene uno
    > un casa (anche se erede di vecchi sviluppi SW),
    > come per esempio Ubuntu? o ..mah...anche
    > FirefoxOS
    > ?
    > mah....
    se vuoi un oggetto REALMENTE aperto, c'e'... il neo900. Anzi puoi contribuire.....
    L'unica cosa defacto che sara' intoccabile e' il baseband SoC... le telco son feroci su quello... ma non e' detto del tutto cmq ("l'altra volta" casualmente usci' della roba sul SoC Texas... )
    non+autenticato
  • Sailfish è il risultato del lavoro fatto da Jolla più tutto il lavoro fatto da Nokia su Meego. Quindi è molto più avanti di Firefox OS o Ubuntu.
    Anche se nell'articolo hanno tirato fuori la solita battutina sui bug ancora aperti è un sistema molto più mturo di quello che voglioni farti credere.
    non+autenticato
  • E ad essere precisi, svariati chunk di software scritto dal team della Jolla vengono usati in Ubuntu e Firefox OS. libhybris è figlio della Jolla in pratica: sono stati loro ad assumere lo sviluppatore originale affinché continuasse il lavoro che stava svolgendo.
    Quindi fidati, stanno contribuendo a quello che c'è di "aperto" in maniera sostanziale, aggiungendo una UI eredità del validissimo N9.

    Diamo a Cesare quel che è di CesareOcchiolino

    L'interfaccia e l'idea dell'Other Half sono una figata pazzesca. Oggi come oggi premiano più le idee e il marketing di tutto il resto messo insieme, quindi perché non tentare?
    non+autenticato
  • Concordo. Ubuntu Touch è davvero primordiale e dopo il fallimento del kickstart del loro cellulare Ubuntu Edge...ho visto scemare parte dell'interesse. Firefox Os concettualmente interessante il fatto che sia basato su HTML5 ma lo vedo destinato a mercati emergenti e entry-level.
    Sailfish è qualcosa di veramente nuovo, parlando della UI Gesture based, ma con tutta la solidità e maturità di Meego. Confido nei produttori cinesi che lo possano implementare con costi più bassi dei 399 di Jolla, pratica diffusa in Cina.
    non+autenticato