I discografici contro le suonerie dei cellulari

Finiscono nella fossa dei leoni anche le suonerie per telefonini, accusate di infrangere i diritti d'autore delle melodie da cui traggono i popolari jingle. A puntare il dito Ŕ una societÓ inglese vicina all'industria discografica

Cambridge (Gran Bretagna) - Dopo il file sharing e le Web radio, nel mirino dell'industria discografica potrebbero presto finire le suonerie per i telefonini.

A mettere la classica pulce nell'orecchio ai giganti della discografia Ŕ l'inglese Envision, una societÓ di monitoraggio di Internet che ha recentemente lavorato con la International Federation of Phonographic Institutes (IFPI) per identificare e chiudere i siti di file swapping.

In un suo recente rapporto, Envision sostiene come l'ormai diffusissima moda di scaricare suonerie per telefoni cellulari stia generando "un massiccio abuso della proprietÓ intellettuale" in Rete e stia arrecando all'industria un danno quantificabile (?) in oltre 1 milione di dollari al giorno.
Envision avrebbe identificato centinaia di siti in Rete che mettono a disposizione, gratuitamente o a pagamento, suonerie che si rifanno ai jingle pi¨ di moda o pi¨ noti, come quelli delle canzoni da discoteca, pop-rock, telefilm o cartoni animati.

Secondo Ben Boppin, COO di Envision, la stragrande maggioranza di questi siti, non corrispondendo nessuna royalty alle case discografiche, opererebbe nella totale illegalitÓ. "Siamo di fronte ad un altro fenomeno tipo Napster" ha dichiarato solenne Boppin.

Il problema, continua Envision, sarebbe in gran parte attribuibile ai teenager, colpevoli di scaricare valanghe di suonerie dei loro artisti preferiti: fra i pi¨ popolari Eminem, Limp Bizkit, Destiny's Child e S Club 7.
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