Luca Annunziata

Yahoo! vive (anche) di Microsoft

L'azienda di Sunnyvale rivela alla SEC la percentuale di fatturato derivante dagli accordi con Redmond. E i numeri snocciolati impongono qualche riflessione

Roma - Un terzo di quanto incassa Yahoo! ogni anno arriva diritto dal portafogli di Microsoft. Č quanto la stessa Yahoo! illustra in un documento prodotto per la SEC, l'ente di controllo delle aziende quotate in Borsa negli USA, che aveva chiesto delucidazioni in tal senso. Il 30 per cento circa del flusso di cassa viene dall'accordo stipulato per Bing, il search di Redmond, un valore in crescita: nonostante i dubbi di Marissa Mayer sulla bontà di questa partnership, che pure era stata rinnovata in tarda primavera.

La percentuale, per essere precisi del 31 per cento, si riferisce all'ultimo trimestre completo di attività: si tratta comunque di un valore significativo e in crescita, visto che in passato Yahoo! aveva sempre affermato che la percentuale di introiti in arrivo da Microsoft non superasse il 10 per cento, mentre alla luce dei fatti (il documento fornito alla SEC è un atto ufficiale che non lascia spazio a interpretazioni) il peso sul fatturato e quindi la dipendenza di Sunnyvale da Redmond non possono essere sottovalutati. Se davvero Yahoo!, come più volte anche il suo attuale CEO Marissa Meyer ha detto, intende sfilarsi da questo accordo o ridiscuterne i termini, potrebbe dover affrontare un problema serio per tenere i conti in ordine.

Esiste poi comunque un punto di visa positivo per la faccenda. Le voci affermano che il patto con Microsoft sarebbe svantaggioso perché "poco lucrativo": in altre parole Yahoo! potrebbe ricavare di più dal search, ammesso che possa cambiare partner (magari passando a Google, un tempo il rivale in questo settore) e spuntare condizioni migliori. In altre parole: al momento, nonostante le percentuali, la monetizzazione delle ricerche svolte tramite Yahoo! sarebbe insufficiente. In prospettiva, il fatturato potrebbe crescere: oppure Yahoo! potrebbe trovarsi schiacciata dalla sua dipendenza da Microsoft, e restarvi legata nella buona e nella cattiva sorte per tutta la durata del patto decennale che scadrà nel 2019. (L.A.)
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