Editoriale 11/4/2000

Si torna a parlare di Amiga e questa volta ci sono buone speranze che i nuovi progetti approdino da qualche parte. Parleremo anche di MP3 e pirateria, un tema quanto mai scottante

In questo numero torniamo a parlare di un ospite sempre gradito, l?Amiga. Nell?85, quando i primi modelli cominciarono a circolare anche in Italia, questa macchina era davvero un sogno: un sistema operativo multitasking a finestre, un?architettura hardware disseminata di coprocessori e software multimediale con cui ancora oggi sarebbe possibile creare qualcosa di dignitoso. Come i tempi andati, anche quelli della vecchia Amiga non torneranno più, però McEwen potrebbe in qualche modo ?riciclare? (brutta parola, ne convengo) la filosofia di Amiga per le esigenze di oggi.
Non vi voglio anticipare niente di ciò che troverete all?interno dell?articolo (non fraintendete il titolo, non è necessariamente da intendersi in senso negativo), ma sappiate che alla fin fine l?idea di veder girare l?interfaccia della futura Amiga sul mio Linux non mi dispiacerebbe affatto: sembra proprio che entro fine anno ne vedremo delle belle. L?altro argomento caldo è quello degli MP3, di cui si parla sia nell?articolo sui software tipo Napster, sia in quello dedicato all?MPEG-2 AAC, il nuovo formato sicuro che punta a divenire il nuovo standard della Rete al posto dell?MP3. Ci riuscirà? Ma? Comunque vada, dovrà fare i conti con altri formati sicuri già nati o in via di sviluppo ma, soprattutto, con l?ormai grandissimo supporto che il formato MP3 può vantare. L?MPEG-2 AAC, infatti, non è più compatibile con il suo predecessore e questa, mi pare di capire, non è stata tanto una scelta tecnica quanto, semmai, ?politica?. Napster, dal canto suo, continua a seminare il terrore fra le industrie discografiche, ultimamente aiutato anche da altri compagni di viaggio che nel frattempo si sono aggiunti alla congrega. Non solo, ma i fratelli del Napster non disdegnano anche altre categorie di file, magari facendo fare il ?lavoro sporco? proprio al Napster che, poverino, ha già le sue beghe giudiziarie. Che mondo di cultori della musica!
Alessandro Del Rosso
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