Luca Annunziata

Canada, dubbi antitrust su Google

L'authority locale muove i primi passi per un'istruttoria formale. Gli argomenti suonano simili a quelli giÓ discussi in Europa. Dove la faccenda Ŕ ancora in alto mare

Roma - Il Canada Competition Bureau, l'antitrust del paese nordamericano, ha depositato presso un tribunale una richiesta per ottenere documenti interni Google allo scopo di avviare una propria inchiesta su pratiche anticompetitive. Il Bureau sospetta un'abuso di posizione dominante da parte di Mountain View, che comporterebbe un aumento dei prezzi nell'advertising e la mancata possibilità per i concorrenti di competere coi servizi offerti da Big G.

Stando a quanto riportato, l'authority canadese sospetta che Google approfitti della sua rilevante quota di mercato nel settore dell'advertising digitale per rialzare i prezzi delle inserzioni. Inoltre, l'altrettanto ampio margine di vantaggio sulla concorrenza nel search permetterebbe a Mountain View di promuovere i propri servizi a scapito di quelli altrui grazie alla manipolazione dei risultati delle ricerche e alla firma di partnership esclusive che vizierebbero la competizione. Entrambe le accuse andranno valutate anche alla luce di quanto gli investigatori canadesi scoveranno nelle carte che il tribunale potrebbe imporre a Google di fornirgli, con l'azienda californiana che si dichiara comunque pronta da subito a collaborare con le autorità. Nessun commento invece giunge ancora da parte del Bureau.

Le ipotesi canadesi somigliano molto a quanto già discusso con FTC negli USA e quanto Google sta discutendo con l'Unione Europea in materia antitrust. L'ipotesi di un accordo nel Vecchio Continente, dato per imminente poche settimane fa, pare ormai allontanarsi alla luce delle osservazioni proposte da Fairsearch su uno studio che dimostrerebbe numeri alla mano i vantaggi indebiti ottenuti da Mountain View grazie alle supposte pratiche anticompetitive. A rimpolpare la faccenda ci ha pensato anche Microsoft, che ha commissionato a sua volta uno studio basato sui movimenti dell'occhio per mostrare come i servizi Google siano favoriti nella SERP. Occorrerà dunque altro tempo per venire a capo anche di queste faccende. (L.A.)
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