Claudio Tamburrino

Web tax, marcia indietro col freno a mano

Sparisce il primo comma dal testo, non cambia la natura dell'intervento ma viene limitato alla pubblicità online. Una misura che pare fatta apposta per colpire gli affari di Google

Roma - La Commissione Bilancio ha rimesso mano al discusso emendamento conosciuto con il nome di Google Tax. La proposta normativa, a prima firma di Edoardo Fanucci (Pd), Sergio Boccadutri (Sel), Ernesto Carbone (Pd), Antonio Castricone (Pd) e Stefania Covello (Pd), era stata approvata solo pochi giorni fa dalla commissione Bilancio della Camera presieduta da uno dei principali sostenitori della misura, l'esponente del Partito Democratico Francesco Boccia.

In pratica, per risolvere il problema della corretta tassazione degli incassi effettuati attraverso l'advertising online da parte delle grandi multinazionali ITC, in grado di scaricare su affiliate e controllate estere i guadagni con misure fiscali nella zona grigia della legalità, il legislatore italiano voleva adottare una misura basata sull'obbligo di possesso di partita Iva italiana da parte degli operatori della Rete: un tipo di intervento considerato da molti osservatori un pericoloso ostacolo al futuro sviluppo dell'economia digitale italiana, nonché potenzialmente contraria alla normativa europea in materia di libera circolazione dei lavoratori, uno dei principi del mercato unico.

Nella versione modificata dell'emendamento - in un lavoro di revisione proseguito fino a notte fonda e probabilmente conseguente alla bocciatura da parte del neo segretario PD Matteo Renzi - è sparito il primo comma che parlava genericamente di commercio elettronico.
Ora, dunque, la Web Tax (che non è una vera e propria tassa aggiuntiva, ma che attraverso uno strumento come la partita Iva introduce di fatto diverse percentuali di emolumenti dovuti ed un diverso sistema di tracciamento e controllo) riguarda solo "spazi pubblicitari on-line e link sponsorizzati".

Francesco Boccia ha commentato subito su Twitter la novità: "Ora è perfetta! Ok a p.Iva su ADV più ruling".



Boccia, dunque, non perde il suo entusiastico supporto alla misura, nonostante la pioggia di critiche piovutagli contro da più fronti: a rispondergli direttamente è stata anche la rivista Forbes, che attraverso una nota di Tim Worstall respinge le accuse di essere piegato agli interessi delle grandi multinazionali, facendogli notare che le sue proposte rischiano seriamente di essere dichiarate illegali dalle istituzioni europee e che l'incidenza dell'IVA ricade sul consumatore. Una nozione che il politico italiano dovrebbe conoscere avendo anch'egli passato quattro anni di ricerca alla London School of Economics come Worstall.

Non mancano gli osservatori almeno in parte favorevoli alla misura. Inoltre, a sua difesa è intervenuto anche Carlo De Benedetti, che sull'Huffington post ha attaccato di riflesso Renzi, spiegando che "si tratta semplicemente di far versare le tasse a chi opera in Italia con una stabile organizzazione e fa enormi profitti vendendo pubblicità, libri, database sul nostro mercato. Un atto di giustizia fiscale". Che oltretutto - dice De Benedetti - spronerà altri paesi europei a muoversi nella stessa direzione e Bruxelles a schierarsi sulla questione.

Curiosamente, il suo cognome è entrato nella discussione sulla legge di stabilità per l'altro argomento che ha sollevato numerose critiche: il Movimento 5 Stelle e Forza Italia hanno abbandonato l'aula per protesta contro l'approvazione di un emendamento che abbona al gruppo elettrico Sorgenia del figlio Rodolfo il pagamento di 23 milioni di euro dovuti per gli oneri di urbanizzazione legati alla costruzione della centrale elettrica di Tuano-Bertonico.

Tra i litinganti, invocano il dialogo Paolo Barberis e Luca DeBiase, che sono anche consulenti del Governo Letta sulle materie tecnologiche.

La legge di stabilità verrà votata, presumibilmente con lo strumento della fiducia, entro il 23 dicembre.

Claudio Tamburrino
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24 Commenti alla Notizia Web tax, marcia indietro col freno a mano
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  • E' curioso che sul vHuff Post scriva un articolo De Benedetti che è cittadino svizzero (e lì paga le tasse) e che nello stessa legge di stabilità ha lobbato pesantemente per una norma che salvasse la sua sorgenia da tasse che avrebbe dovuto pagare.
    Come dice il buon Mannarino "svegliatevi italiana brava gente"
    non+autenticato
  • > E' curioso che sul vHuff Post scriva un articolo
    > De Benedetti che è cittadino svizzero (e lì paga
    > le tasse)

    Ha entrambe le cittadinanze: italiana e svizzera.


    > e che nello stessa legge di stabilità
    > ha lobbato

    ???
    Io lobbo tu lobbi egli lobba?
    Verbo non pervenuto.


    > pesantemente per una norma che
    > salvasse la sua sorgenia da tasse che avrebbe
    > dovuto pagare.

    Ora invece la Sorgenia di tasse non ne paga più? Spiega meglio.

    > Come dice il buon Mannarino "svegliatevi italiana
    > brava
    > gente"

    Dopo Alessandro Mannarino citiamo come fonte di saggezza politica anche Petrolini e Fregoli, va'.
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    Modificato dall' autore il 19 dicembre 2013 13.21
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  • Giustifichiamo l'ingiustificabile ?
  • > Giustifichiamo l'ingiustificabile ?

    Ma no, figurati, qui c'è il dito e la luna, e poi le pere con le mele, e poi la censura, e poi ancora le divagazioni, che io non posso usare. Non mi permetterei mai di giustificare l'ingiustificabile e di dare i voti ai commenti.
  • e di marchionne che paga le tasse in svizzera e vorrebbe chiudere impianti initalia "perche faremmo meglio senza l italia" dopo cheper decenni la fiat ha preso soldi dallo stato italiano con la cassa integrazione ?
    che mi dici ?
    non+autenticato
  • - Scritto da: capitan farlock
    > e di marchionne che paga le tasse in svizzera e
    > vorrebbe chiudere impianti initalia "perche
    > faremmo meglio senza l italia" dopo cheper
    > decenni la fiat ha preso soldi dallo stato
    > italiano con la cassa integrazione
    > ?
    > che mi dici ?

    Che fa bene. Lui ha capito come funziona il mercato globale.

    La FIAT ha preso soldi dallo Stato perchè mantenesse posti di lavoro in Italia. Fortunatamente quel tempo è finito, la globalizzazione è cosa fatta. Adattarsi o morire.Occhiolino
    non+autenticato
  • - Scritto da: Feet on the Ground

    >
    > La FIAT ha preso soldi dallo Stato perchè
    > mantenesse posti di lavoro in Italia.
    > Fortunatamente quel tempo è finito, la
    > globalizzazione è cosa fatta. Adattarsi o morire.
    >Occhiolino

    Bisognarebbe dirlo ai 20000 e passa lavoratori della FIAT in Italia.
    Non dico che si debba mantenere una ditta solo coi soldi statali, però bisognarebbe anche analizzare le conseguenze, non fermarsi alla superficie.
  • coi consulenti tecnologici che si ritrova il governo....
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    Modificato dall' autore il 19 dicembre 2013 12.54
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  • e' un ottimo inizio, le tasse devono essere pagate nel paese dove si fa il business.

    che ci siano norme europee che intralciano la cosa non ci sono dubbi, ma che una battaglia in questo senso debba partire da norme nazionali non ci piove. tra l'altro cosi' si spinge attivamente verso armonizzazione delle norme fiscali incastrando i paesi che stanno facendo i furbi.

    francamente non capisco chi e' contrario a quale idea si stia appoggiando, che non pagare le tasse (o l'iva) e' giusto? ditelo almeno chiaramente.
    non+autenticato
  • quello che non hai capito è che ricadrà sul consumatore.. bell'inizio un cavolo !!!
    non+autenticato
  • - Scritto da: rudy
    > e' un ottimo inizio, le tasse devono essere
    > pagate nel paese dove si fa il
    > business.
    >
    > che ci siano norme europee che intralciano la
    > cosa non ci sono dubbi, ma che una battaglia in
    > questo senso debba partire da norme nazionali non
    > ci piove. tra l'altro cosi' si spinge attivamente
    > verso armonizzazione delle norme fiscali
    > incastrando i paesi che stanno facendo i
    > furbi.
    >
    > francamente non capisco chi e' contrario a quale
    > idea si stia appoggiando, che non pagare le tasse
    > (o l'iva) e' giusto? ditelo almeno
    > chiaramente.

    Credo che l'IVA non centri nulla. L'IVA la paghiamo noi, non Google, e quando facciamo acquisti on-line, anche se il fornitore è all'estero, ci viene applicata l'IVA italiana. Immagino quindi che l'iva sia già versata in italia.
    Penso invece che la tentata tassazione si riferisca al reddito generato.
    Io non so un granché di queste cose, ma mi pare una stronzata che se io vendo qualcosa a qualcuno che sta in un altro paese, debba pagare le tasse sul reddito di quel paese come se vi avessi residenza fiscale, in particolare se questo avviene fra paesi europei, dove c'è il mercato unico.
    Un altro discorso riguarda la competitività fra le aziende del mercato unico europeo, ma li si tratta di uniformare la tassazione ed i relativi servizi (quello che alcuni, come i tedeschi, non vorranno MAI), non di costruire abomini burocratici di cui in ultima battuta ne facciamo le spese noi italiani.
    Ubunto
    1350
  • - Scritto da: Ubunto
    > Credo che l'IVA non centri nulla. L'IVA la
    > paghiamo noi, non Google, e quando facciamo
    > acquisti on-line, anche se il fornitore è
    > all'estero, ci viene applicata l'IVA italiana.
    > Immagino quindi che l'iva sia già versata in
    > italia.

    non esattamente, paghiamo l'IVA del paese di origine. A meno che tu sia una ditta, in quel caso non la paghi proprio se fai acquisti comunitari.

    Se gli acquisti sono nazionali l'azienda la paga ma la porta in detrazione su quella che incamera dalle tue vendite (perciò non è un costo).

    Quindi per le aziende l'IVA è trasparente anche se genera movimenti finanziari.
    non+autenticato
  • - Scritto da: rudy
    > e' un ottimo inizio, le tasse devono essere
    > pagate nel paese dove si fa il
    > business.
    >
    > che ci siano norme europee che intralciano la
    > cosa non ci sono dubbi, ma che una battaglia in
    > questo senso debba partire da norme nazionali non
    > ci piove. tra l'altro cosi' si spinge attivamente
    > verso armonizzazione delle norme fiscali
    > incastrando i paesi che stanno facendo i
    > furbi.
    >
    > francamente non capisco chi e' contrario a quale
    > idea si stia appoggiando, che non pagare le tasse
    > (o l'iva) e' giusto? ditelo almeno
    > chiaramente.

    Quidni le aziende italiane che esportano devono smettere - per il TUO ragionametno - di pagare le tasse in Italia e pagarle dove vendono, giusto? Decidi, non puoi pretendere di avere entrambe le cose.
    Solo che se decidi per la tassazione nel paese dove si vende, e assumi che non sia solo l'Italia ad essere furba, renditi conto che chi esporta in venti paesi diversi dovrà avere venti partite IVA diverse. Sei sicuro che sia un miglioramento solo perché oggi riesci ad estorcere un po' di soldi a Google?
    Izio01
    4027
  • se compri in un paese extra ecc l'iva la devi pagare in italia, e nel caso ci sia distorsione di mercato paghi anche la dogana.

    avere partita iva in italia significa che anche le tasse sul reddito le paghi in italia. quindi iva e tasse.

    in ambito ecc la cosa puo essere diversa se c''e armonizzazione altrimenti il dumping fiscale che molti paesi effettuano crea distorsioni che di fatto diventano evasione e non premio per una maggiore efficienza di paesi che non fanno null'altro che applicare tassazioni inferiori in modo parassitario.

    sono tutti daccordo infatti che una la battaglia va fatta a livello ecc ma non vedo altro modo per farla che partire da leggi nazionali. tra invocare l'uscita dall'euro e tenerselo cosi com'e' ci stanno in mezzo anche delle battaglie per rendere la cosa perlomeno piu equa.

    che poi non pagare le tasse fa si che chi acquista (tipo noi..) paga (un poco) meno, non ci piove, ma insisto, le tasse vanno pagate, tutti o altrimenti le paga (per tutti) solo chi e' piccolo e resta al palo ucciso da amazon, google e simili, e non si creera piu lavoro per noi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: rudy
    > se compri in un paese extra ecc l'iva la devi
    > pagare in italia, e nel caso ci sia distorsione
    > di mercato paghi anche la
    > dogana.
    >

    Restiamo nella UE: Google e simili non hanno sede in Italia ma comunque in paesi comunitari.
    In UE ci sono regole per cui non paghi dogana, mi risulta.

    > avere partita iva in italia significa che anche
    > le tasse sul reddito le paghi in italia. quindi
    > iva e tasse.
    >

    Quindi, per questo principio, le ditte italiane che esportano in Germania dovrebbero aprire P.I. là e pagare IVA e tasse sul reddito in Germania. Oppure deve valere solo a favore dell'Italia?

    > in ambito ecc la cosa puo essere diversa se c''e
    > armonizzazione altrimenti il dumping fiscale che
    > molti paesi effettuano crea distorsioni che di
    > fatto diventano evasione e non premio per una
    > maggiore efficienza di paesi che non fanno
    > null'altro che applicare tassazioni inferiori in
    > modo parassitario.
    >

    Infatti secondo me una soluzione va cercata a livello europeo, cosa che sta già avvenendo.

    > sono tutti daccordo infatti che una la battaglia
    > va fatta a livello ecc ma non vedo altro modo per
    > farla che partire da leggi nazionali. tra
    > invocare l'uscita dall'euro e tenerselo cosi
    > com'e' ci stanno in mezzo anche delle battaglie
    > per rendere la cosa perlomeno piu equa.
    >

    Ma così NON è equa!
    SOLO per alcune categorie arbitrarie - anzi per una sola - SOLO per l'Italia, i bravi Boccia & Co. ficcano le tasche nelle mani di aziende UE alla faccia dei trattati di libera circolazione. Quanto ci scommetti che dovremo pagare dieci volte quello che racimoleranno con questa genialata in sanzioni applicate dalla UE?
    Questo non è cercare norme eque, questo è cercare soldi dove capita con le scuse più assurde per tentare di quadrare questo bilancio. Quando poi dovremo pagare le multe, al governo ci sarà qualcun altro, quindi cavoli suoi.

    >
    > che poi non pagare le tasse fa si che chi
    > acquista (tipo noi..) paga (un poco) meno, non ci
    > piove, ma insisto, le tasse vanno pagate, tutti o
    > altrimenti le paga (per tutti) solo chi e'
    > piccolo e resta al palo ucciso da amazon, google
    > e simili, e non si creera piu lavoro per noi.

    Io cerco sempre di vedere le cose dai due lati. Se le aziende straniere devono pagare IVA e tasse sul reddito in Italia, le aziende italiane dovrebbero pagare IVA e tasse sul reddito all'estero (quando esportano), mi sembra ovvio! Pensare che gli altri stati stiano a guardare mentre i bravi Boccia e amichetti si dedicano allo sport preferito di spillar soldi a chi produce, è da ingenui.
    Norme concordate in sede europea che portassero ad un'armonizzazione delle aliquote e riuscissero a sventare il panino olandese, potrebbero ottenere quello che auspichi. Norme italiane arbitrarie, contrarie ai trattati commerciali che sono alla base delle politiche comunitarie e soprattutto asimmetriche non possono che farci passare per i soliti furbetti del quartierino che alla fine verranno mazzolati a dovere.
    Izio01
    4027
  • > i bravi Boccia &
    > Co. ficcano le tasche nelle mani di aziende UE

    Ficcano le mani nelle tasche di aziende UE.
    O era voluto? Con la lingua fuori
  • - Scritto da: Leguleio
    > > i bravi Boccia &
    > > Co. ficcano le tasche nelle mani di aziende
    > UE
    >
    > Ficcano le mani nelle tasche di aziende UE.
    > O era voluto? Con la lingua fuori

    Whoooooops! Era SICURAMENTE voluto, come no ImbarazzatoImbarazzatoImbarazzato
    Izio01
    4027
  • Più che una norma contro Google (che sarebbe più che giusta), sembrerebbe una norma a favore di Silvio. Diventerà un modo per aiutare la pubblicità su carta e in TV, ostacolando la concorrenza.

    Basta non avere interessi che intralciano le aziende di Mr. B. e si è a posto.

    Per quanto riguarda Google, spero che riescano a contringere Evil Google a fargli pagare pure gli arretrati. Ma sono sicuro che i parlamentari italiani, che sono bravissimi a far pagare gli altri, riusciranno a trovare il modo (d'altronde per ora hanno fallito solo in un paio di casi di molto al di fuori della loro portata - cioè contro il Vaticano e la Mafia).
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ben10
    > Più che una norma contro Google (che sarebbe più
    > che giusta), sembrerebbe una norma a favore di
    > Silvio. Diventerà un modo per aiutare la
    > pubblicità su carta e in TV, ostacolando la
    > concorrenza.
    in effetti questo elemento e' stato notato.... (non a caso anche debenedetti era contento della webtax) MA ... rimane un "MA" molto grosso.

    Ossia che sta roba e' sballata sia nel merito che nel metodo, perche' parte con degli assunti sballati...
    1) il problema non e' google. E' l'elusione ,l'esterovestizione ecc. Ridicolo fissarsi con google. Migliaia di aziende e privati fanno pingpong coi trust lussemburghesi dentro i quali ci finisce un azienda irlandese e un fondo alle cayman. Da ENI in giu'. ENI interessa meno di google?
    Pensare a delle pezze italiane (fissate su google poi... ), tra l'altro contrarie alla UE, e che non risolvono neanche il problema che si pongono, e' ...ridicolo.
    Non si capisce (o meglio si capisce...) perche' non si decidano a uniformare la legislazione fiscale UE.. PER INIZIARE almeno nelle aliquote delle imposte-tasse "classiche", invece di produrre complicazioni. Poi non sarebbe male iniziare a cacciare fuori dai piedi degli istituti straabusati fiscalmente come il trust

    2) as-is ho paura che faccia BEN poco danno a google (cfr. doppio irlandese + panino olandese + "come stabilito dal regolamento 282/2011 dell’Unione europea, la partita IVA stessa non vale come presunzione di stabile organizzazione. In sostanza, sarebbero obbligati a versare l’IVA mica a essere tassati sui redditi") ma rompe le tasche a tutti i piccoli e piccolissimi operatori, che devono cercarsi quindi clienti con p.iva italiana, nonostante siano in UE.   PS: esiste gia' google italia srl

    Dulcis in fundo, la UE sta lavorando per far pagare l'iva al liv di tassazione dell'acquirente (pare GH solo per i servizi online) http://ec.europa.eu/taxation_customs/common/buying... quindi la nostra sarebbe la solita stramberia italiana da cassare tra un anno. E cmq -ridico- sarebbe molto meglio armonizzare le aliquote che inventarsi capriole per l'online -anche se comunitarie-)
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba
    > 2) as-is ho paura che faccia BEN poco danno a
    > google (cfr. doppio irlandese + panino olandese +
    > "come stabilito dal regolamento 282/2011
    > dell’Unione europea, la partita IVA stessa non
    > vale come presunzione di stabile organizzazione.
    > In sostanza, sarebbero obbligati a versare l’IVA
    > mica a essere tassati sui redditi") ma rompe le
    > tasche a tutti i piccoli e piccolissimi
    > operatori, che devono cercarsi quindi clienti con
    > p.iva italiana, nonostante siano in UE.   PS:
    > esiste gia' google italia srl
    >
    >
    > Dulcis in fundo, la UE sta lavorando per far
    > pagare l'iva al liv di tassazione dell'acquirente
    > (pare GH solo per i servizi online)
    > http://ec.europa.eu/taxation_customs/common/buying

    Ma infatti! Io ho già fatto acquisti di servizi on-line negli USA ed ho dovuto pagare l'iva italiana. Non credo che sia l'IVA il problema, quella viene versata. Immagino che la tassazione contestata riguardi il "reddito".
    A dirla tutta a me pare una porcheria anche questa cosa dell'iva, non vedo perché dovrei pagare l'iva italiana acquistando dei servizi, per di più immateriali, in un paese estero.
    Se mi reco fisicamente in giappone e faccio degli acquisti, anche se i miei soldi sono "italiani", mica mi fanno l'iva italiana! Perché on-line dovrebbe essere diverso?
    Ubunto
    1350
  • Se acquisti in Giappone, quando rientri in Italia l'IVA te la fanno pagare eccome.
    almeno, era così una volta, ora non so, è molto che non seguo....
    non+autenticato
  • - Scritto da: Burp
    > Se acquisti in Giappone, quando rientri in Italia
    > l'IVA te la fanno pagare
    > eccome.
    > almeno, era così una volta, ora non so, è molto
    > che non
    > seguo....

    Io sto parlando di vendita al dettaglio, non di ingrosso. Qualche viaggetto internazionale per mia fortuna l'ho fatto e non mi sono certo venuti a chiedere l'iva sui consumi fatti o sui souvenir per amici e parenti. Dicevo quindi che per lo stesso motivo è insulso che mi chiedano l'IVA italiana se acquisto un servizio di hosting in USA per un sito web personale o se, pagando in dollari, acquisto il "founder pack" di Neverwinter online (non che l'abbia preso, ma interessatomi della cosa notai che veniva applicata l'iva europea e che c'erano diverse "proteste" sul forum di supporto).
    Ubunto
    1350
  • - Scritto da: Burp
    > Se acquisti in Giappone, quando rientri in Italia
    > l'IVA te la fanno pagare
    > eccome.

    Solo se il bene e' ancora imballato, in quanto lo stato presume che tu possa rivenderlo.

    Apri la scatola e non c'e' nessuna iva da pagare.

    > almeno, era così una volta, ora non so, è molto
    > che non
    > seguo....

    Anche quello che ti ho detto io era cosi' una volta.
    Me lo ha spiegato un doganiere mentre rientravo dalla svizzera.
    Mi ha detto: "se lo usa lei, deve aprire la scatola, se resta nella scatola chiusa devo fare il verbale."
    Ho aperto la scatola e mi ha fatto passare senza problemi.
  • - Scritto da: bubba
    > - Scritto da: Ben10
    > > Più che una norma contro Google (che sarebbe più
    > > che giusta), sembrerebbe una norma a favore di
    > > Silvio. Diventerà un modo per aiutare la
    > > pubblicità su carta e in TV, ostacolando la
    > > concorrenza.
    > in effetti questo elemento e' stato notato....
    > (non a caso anche debenedetti era contento della
    > webtax) MA ... rimane un "MA" molto
    > grosso.
    >
    > Ossia che sta roba e' sballata sia nel merito che
    > nel metodo, perche' parte con degli assunti
    > sballati...
    > 1) il problema non e' google. E' l'elusione
    > ,l'esterovestizione ecc. Ridicolo fissarsi con
    > google. Migliaia di aziende e privati fanno
    > pingpong coi trust lussemburghesi dentro i quali
    > ci finisce un azienda irlandese e un fondo alle
    > cayman. Da ENI in giu'. ENI interessa meno di
    > google?
    > Pensare a delle pezze italiane (fissate su google
    > poi... ), tra l'altro contrarie alla UE, e che
    > non risolvono neanche il problema che si pongono,
    > e'...ridicolo.

    Ma infatti!
    Poi chi è favorevole alla web tax è contentissimo di far pagare Google (finché le mani le mettono nelle tasche altrui, va bene) ma solitamente molto meno entusiasta dell'idea di far pagare alle aziende ITALIANE le tasse nel paese dove esportano anziché in Italia, come avviene oggi.
    Sveglia gente, non si possono avere botte piena e moglie ubriaca, le tasse le paghi o dove vendi o dove hai la sede, non in entrambi i posti e solo quando si tratta di Italia!
    Izio01
    4027