Gabriele Niola

WebTheatre/ Quando la Rete fa la televisione

di G. Niola - Premi di categoria poco seri servono solo a garantire intrattenimento. Così gli WebShowAwards non hanno contribuito a far emergere quello che di nuovo il Web ha da offrire

Roma - Da quando c'è internet ci sono dei premi per siti, personalità, imprese e via dicendo. Dai più seri ai meno seri, intorno ad ognuno la medesima idea, cioè quella che una cerimonia di premiazione possa creare delle gerarchie all'interno di un ambiente, ed aiutarlo ad essere percepito al suo esterno, portando una forma di ordine e individuando una cerchia ristretta di esempi valevoli. Ieri sera sono andati online in diretta i WebShowAwards. Sul canale YouTube con una diretta e dal vivo al Palapartenope di Napoli, Frank Matano e Jacopo Morini hanno presentato una lunga serata (circa un paio d'ore) in cui sono stati premiate le personalità più in vista della rete audiovisiva.
Non c'era votazione, non c'erano giurie né alcuna parvenza di serietà (il che è più onesto del suo contrario), Willwoosh ha guadagnato il premio alla carriera ma ce n'è stato anche per Giuseppe Simone, sono passate le youtubestar Nirkiop, Clementino, Fancazzisti ANOnimi e ovviamente, essendo a Napoli, The JackaL, che avevano preparato anche uno speciale natalizio di Gay Ingenui da mostrare in anteprima.

In America da diverso tempo ci sono gli Streamys, i premi di categoria dell'audiovisivo, da noi mancava una simile manifestazione. Tuttavia non pare che i WebShowAwards possano prendere quel posto. La loro volontà di non essere seri in nessuna maniera ha funzionato a livello di spettacolo, ma non regge se il premio vuole avere un valore o anche solo un senso.
L'evento ha attirato circa 5mila persone dal vivo e qualche decina di migliaia nello streaming, sebbene questa sia solo una parte dell'utenza che sarà coinvolta: era concepito a sketch, come sempre questo tipo di trasmissioni, e sarà possibile poi estrarne diversi pezzi e farli diventare video a sé. L'evento non può dirsi non riuscito o non in linea con quello per cui i molti sponsor (KIA, Radio Kiss Kiss, Fanpage.it, Ceres e La3) hanno pagato. Meno soddisfatto è invece chi ha a cuore lo sviluppo dell'audiovisivo online.

I premi di categoria sono un momento di spettacolo con una sua serietà (non in come sono fatti, ma nell'idea che c'è dietro), proprio perché stabiliscono delle gerarchie. I WebShowAwards hanno fotografato l'esistente, invitando i nomi già più noti, hanno realizzato una serie di clip molto influenzate dallo stile dei due presentatori (in special modo Frank Matano) e hanno sostanzialmente fatto quel che i loro premiati non fanno quasi mai: hanno imitato la tv.
Assistere alla premiazione è stato come assistere ad una trasmissione televisiva ben riuscita. I tempi erano buoni e così la qualità delle riprese: non era insomma uno spettacolo rionale, ma purtroppo non si può dire nemmeno sia stato uno spettacolo interessante.
La forza di manifestazioni simili sta nell'accreditarsi come una fonte valida per "leggere" la situazione. Una premiazione, nel migliore dei casi, è il modo per fare il punto dell'annata decretando cosa di buono o di nuovo sia emerso. Non è un giudizio assoluto o inappellabile ma un giudizio che inevitabilmente influenza la percezione che chi non è dentro i meccanismi di quel mondo. Se non riesce a diventare questo non ha nessun senso, è uno spettacolo che porta nel mondo reale ospiti provenienti da internet, come in una tournée, come in un all star game.
Ossessionati dall'idea di essere in linea con il loro target, di piacere ai 5mila presenti e di essere scemi quanto sono scemi i premiati (ma senza la capacità di costruirsi un personaggio e un modo di fare originali come loro), la prima edizione dei WebShowAwards ha somigliato più ad uno speciale di Italia Uno che a qualcosa di autonomo della Rete.

WEBSHOWAWARDS 2013


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