Alfonso Maruccia

I numeri dei lavoratori IT

IDC chiude l'anno con un rapporto sul numero di lavoratori qualificati operanti nell'information technology, tracciando una distinzione tra sviluppatori "pro" e hobbisti

Roma - La società di analisi IDC ha pubblicato l'edizione 2014 del rapporto sui lavoratori IT e i programmatori disseminati in giro per il mondo, un lavoro di ricerca che dovrebbe fornire i numeri aggiornati sull'esercito di professionisti qualificati e "hobbisti" attivi nel business dell'information technology.

La ricerca prende in esame le analisi paese per paese sulle 90 nazioni più sviluppate al mondo, un bacino che rappresenta 97 per cento del prodotto interno lordo planetario e dovrebbe quindi fornire statistiche abbastanza rappresentative nella situazione complessiva del mercato IT.

Nella descrizione data da IDC dei "professionisti qualificati e sviluppatori" informatici rientrano dunque 29 milioni di persone, così suddivisi: 11 milioni sono gli sviluppatori software professionali, 7,5 sono i coder "hobbisti" e 11,5 milioni rappresentano il personale IT "qualificato" non impegnato nella realizzazione di codice.
Interessante - ancorché priva di dettagli particolareggiati sull'origine dei dati, almeno nel sunto del rapporto completo - è anche la classificazione dei paesi con le percentuali di lavoratori IT più consistenti: gli USA hanno a disposizione il 19 per cento degli sviluppatori software (professionisti e hobbisti) mondiali e il 22 per cento dei lavoratori IT qualificati, stima IDC, mentre la Cina vanta il 10 per cento dei programmatori (e il 7,6 per cento dei lavoratori qualificati) e l'India il 9,8 per cento dei coder (e il 10,4 per cento dei professionisti IT).

Alfonso Maruccia
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